Estate

Trend sotto il sole: abbronzatura selvaggia o tintarella di luna?

Paradossi di estate: le due tendenze convivono e seducono soprattutto la GenZ

23 Giu 2026 - 07:00
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Meglio l’abbronzatura selvaggia e senza protezione, come propongono sui social le “tanfluencer”, o la tintarella di luna, dal colorito diafano e appena rosato, tipico delle carnagioni orientali, altrettanto trendy? Le due tendenze sembrano coesistere: il mercato globale dei prodotti solari, in Italia registra un incremento nel consumo di schermi ad alta protezione, mentre in parallelo si assiste al diffondersi crescente della tintarella a tutti i costi senza protezioni, la cosiddetta "tanmaxxing", esplosa soprattutto tra le nuove generazioni, in cui si fa ricorso a oli abbronzanti, lettini UV e persino all'uso di app meteo per scoprire dove e quando sono previsti i picchi solari. Un fenomeno pericoloso per la salute, tanto che i produttori di schermi solari hanno scelto persino di avviare nuove campagne informative con linguaggi innovativi per mettere i più giovani al riparo dai pericoli della tintarella indiscriminata.

TANMAXXING: ABBORNZATURA A TUTTI I COSTI – Dopo lo sleepmaxxing e il fibermaxxing, ovvero la tendenza rispettivamente a dormire il più possibile e a ingerire quante più fibre possibile, è ora la volta del tanmaxxing, il trend virale nato su TikTok e Instagram che consiste nell'estremizzare l'abbronzatura per raggiungere la tonalità di pelle più scura possibile nel minor tempo possibile. Il termine unisce tan (abbronzatura) e il suffisso -maxxing (massimizzare), una terminologia tipica delle sottoculture online della Gen Z nate per "ottimizzare il più possibile" ogni aspetto della propria vita e del proprio aspetto fisico.  I cosiddetti "tanfluencer" (influencer dell'abbronzatura) propongono sui social le loro routine estreme che includono, ad esempio, il tracciamento ossessivo dell'Indice UV sulle app di meteo per esporsi esclusivamente nelle ore in cui l'indice UV è al culmine, considerandole "finestre ottimali". A questo si associa l'uso massiccio di intensificatori di melanina, oli solari senza protezione e, nei casi più estremi, pillole o spray nasali, anche non regolamentati, per stimolare la pigmentazione della pelle. A queste pratiche, di per sé già discutibili e potenzialmente pericolose per la salute, si associa il rifiuto deliberato di utilizzo di creme solati protettive, accettando o addirittura esibendo le scottature come un "male necessario" o una buona base per il colorito successivo. La prova dell'intensità dell'abbronzatura sta nel mostrare con orgoglio la differenza tra le aree chiare non abbronzate perché coperte da un indumento (come il costume da bagno) e quella scurita dal sole è segno di un vero e proprio status symbol estetico.

L’ALLARME DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA - La comunità medica e alcune testate autorevoli, come  Forbes e USA Today, hanno lanciato un forte allarme globale, ricordando a tutti che l’abbronzatura non è un fattore estetico e un segno di salute, ma la risposta di difesa della pelle a un danno del DNA cellulare causato dalle radiazioni UV alla pelle. L’abbronzatura, soprattutto quella derivante dall’esposizione al sole senza una crema protettiva, accelera drasticamente la comparsa di rughe profonde, macchie solari e perdita di elasticità della pelle; inoltre e soprattutto, aumenta esponenzialmente la probabilità di sviluppare tumori della pelle. Per contrastare il pericoloso fenomeno i produttori di schermi solari hanno scelto persino di avviare nuove campagne informative che utilizzino linguaggi non convenzionali dedicati alla generazione Z ed Alpha: ad esempio è stata creata una web-serie, "The burning truth", sui falsi miti della tintarella inclusa l'abitudine di creare miscugli casalinghi per diventare più abbronzati, presentata a New York da una nota casa cosmetica. Tra le novità i nuovi sieri solari minerali protettivi e ‘lattiginosi’ o ad effetto glow e i filtri anti UV in stile K-beauty (la cosmesi coreana) che perfezionano la carnagione.

CHI PREFERISCE LA TINTARELLA DI LUNA – Accanto al tanmaxxing coesiste la tendenza opposta e speculare, il cosiddetto “palemaxxing”, seguito da chi preferisce mantenere la pelle chiara anche in estate, in un contro-trend che si riferisce ai canoni di bellezza orientali perseguiti dalla K-Beauty (la cosmesi coreana). Qui, il candore rosato della carnagione e la pelle di porcellana sono lo standard ideale, propugnato dall’estetica degli anime e della cultura pop asiatica, dove la pelle candida è da sempre sinonimo di purezza, cura di sé e status sociale elevato. Anche in questo caso sui social si trovano community in cui gli utenti condividono consigli su come "preservare il pallore" durante i mesi caldi, scambiandosi recensioni sui migliori filtri solari minerali ad altissima protezione, ma dalla texture leggera e piacevole, o su integratori specifici per contrastare l'iperpigmentazione. Chi persegue questo stile di vita adotta abitudini molto rigide durante l'estate per evitare qualsiasi attivazione della melanina: oltre all’utilizzo di creme e filtri, si utilizzano indumenti tecnici leggeri ma coprenti, ombrelli parasole con protezione UV, cappelli a tesa larghissima, occhiali da sole oversize e si evita di uscire di casa nelle ore di maggiore irraggiamento solare (tra le 11 e le 16), privilegiando le prime ore del mattino e quelle del tardo pomeriggio e sera. Mantenere la pelle chiara è visto come il migliore investimento definitivo a lungo termine per la propria salute e giovinezza.

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MEGLIO L’ABBRONZATURA SUPER O LA TINTARELLA DI LUNA? – La scienza ci ricorda che anche in questo caso la virtù sta nel mezzo: il segreto risiede nell'esposizione solare strategica e protetta, rifiutando sia gli eccessi pericolosi del tanmaxxing sia l'evitamento totale del sole del palemaxxing. Il sole è un alleato fondamentale per la salute biologica, ma l'abbronzatura selvaggia e priva di filtri distrugge le cellule: la scelta giusta sta nel bilanciare i benefici sistemici della luce solare con la salvaguardia della salute. I raggi UVB sono il motore principale con cui la pelle produce la vitamina D3, essenziale per la salute delle ossa, dei denti e per il corretto funzionamento del sistema immunitario. L’esposizione eccessiva espone ai fenomeni di foto-invecchiamento cutaneo e aumenta il rischio di tumori della pelle. Sì dunque all’abbronzatura, ma evitando le ore più calde della giornata e sempre utilizzando un buon filtro solare.