Postura e moda

Tacchi alti: come indossarli senza far soffrire (troppo) i piedi

Come gestire le altezze vertiginose e preservare la salute delle nostre estremità

12 Feb 2026 - 06:00
 © Istockphoto

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Croce e delizia di chi vuole apparire chic e regalarsi magari qualche centimetro di statura in più, i tacchi alti sono uno dei mille modi con cui una donna può torturarsi per essere bella e fashion. Gli ortopedici non hanno dubbi: indossare troppo a lungo tacchi di altezza vertiginosa nuoce alla salute dei piedi e delle gambe e può causare una lunga serie di malattie, dalle vene varicose all’alluce valgo: in breve si tratta di un’abitudine non sana, alla quale indulgere per il minor tempo possibile. Ma le vere fashion addicted, o le signore a cui Madre Natura non ha concesso un’alta statura, fanno orecchie da mercante e arrivano a sostenere che il loro tacco 12 è addirittura comodissimo. Chi ha ragione?

I TACCHI ALTI E LA STRUTTURA DEL PIEDE - Secondo un sondaggio condotto dall'American Podiatric Medicine Association, i tacchi alti sono la prima causa di dolore ai piedi tra coloro che li indossano. Un’altra ricerca, condotta nel 2013 e pubblicata sul ‌Singapore Medical Journal, ha rivelato che il 68% delle donne con dolore ricorrente ai piedi attribuisce i disturbi proprio all'utilizzo delle calzature, in particolare quelle con i tacchi alti e con la forma a punta: le donne che indossano le scarpe con tacco alto sono quindi consapevoli dei danni che questa abitudine causa a piedi e gambe.  L’utilizzo di scarpe a tacco alto, infatti, provoca uno spostamento innaturale del baricentro in avanti: questo cambio di postura, necessario per mantenersi in equilibrio, porta a caricare fino al 75% del peso corporeo sull'avampiede anziché sul tallone, struttura più ampia e resistente. Il sovraccarico, unito alla compressione delle dita nella punta della calzatura, causa dolore, bruciore e, nel tempo, una lunga serie di disturbi, più o meno gravi, che non si risolvono neppure quando ci si toglie la scarpa incriminata. Naturalmente, più il tacco è alto, maggiore è la pressione sulle teste del metatarso, con conseguente intensificazione del dolore. Inutile ricordare, poi, che I tacchi alti rendono più difficile mantenersi in equilibrio, aumentando il rischio di cadute e traumi alla caviglia. Inoltre, il loro utilizzo troppo frequente trasforma progressivamente la struttura ossea del piede, creando deformazioni e rigidità: la pressione e la distribuzione del peso del corpo concentrandolo in prevalenza sulle dita e sull'avampiede, finisce alla lunga per causare un allargamento dell’avampiede stesso e la deformazione delle dita, soprattutto nella zona dell’alluce. Inoltre, un uso troppo prolungato di tacchi alti e stiletti, proprio per la particolare postura che si assume indossandoli, può originare un accorciamento di polpacci e tendini: se il piede resta troppo a lungo in posizione plantare flessa, l'arco plantare può irrigidirsi rendendo più difficoltosa la camminata normale, senza tacchi.

PRENDERSI CURA DEI PIEDI – Nonostante tutto questo, non dobbiamo rinunciare completamente alle nostre scarpe preferite: l’importante è essere consapevoli delle conseguenze delle nostre scelte e prendere decisioni consapevoli. Ad esempio, una delle regole d’oro utili per ridurre i danni al minimo, è non indossare tacchi alti e scarpe strette per troppe ore di seguito e in più giorni successivi. Portiamo con noi, ad esempio, una calzatura di ricambio, più bassa e confortevole, e alterniamola a quella bella e scomoda per dare sollievo al piede durante una lunga giornata. Evitiamo di calzare i tacchi-killer nelle situazioni in cui sappiamo di dover camminare a lungo o restare in piedi per molto tempo, scegliendo per queste situazioni mocassini o décolleté a tacco medio: sono egualmente eleganti e ci daranno un po’ di slancio verso l’alto senza far soffrire i piedi. Se indossiamo scarpe nuove, ricordiamoci di applicare un cerottino sulle parti soggette a possibili sfregamenti: eviteremo la formazione di fastidiose vesciche. La sera, quando ci liberiamo delle scarpe, può essere utile riposare con le gambe sollevate per favorire il deflusso venoso e imparare qualche esercizio di stretching per i piedi e per i polpacci, in modo che le caviglie e tutte le parti molto sollecitate durante il giorno possano ritornare nelle loro condizioni di partenza.

COME IMPARARE CAMMINARE CON I TACCHI ALTI – Se poi ci sono situazioni in cui proprio non possiamo fare a meno di usare tacchi vertiginosi, impariamo almeno a camminare come si deve: un’andatura impacciata e goffa annulla del tutto il potere seduttivo della scarpa più sensuale. Prima di affrontare un tacco 15, rischiando anche di farci male alle caviglie, cominciamo con altezze più contenute, familiarizzando con la sensazione dello spostamento in avanti del peso e della postura. Può essere utile anche indossare una calzatura con il plateau, per diminuire l’inclinazione tra tallone e parte anteriore del piede: anche solo due o tre centimetri di rialzo sotto le dita renderanno un tacco 10 molto più confortevole. Una camminata avanti e indietro per il salotto di casa è essenziale per abituarsi alla sensazione di “piede a ballerina” che si assume su un tacco alto e per gestire lo spostamento in avanti del baricentro.  Ricordiamo che non serve assumere una postura “da soldatino” con il petto in fuori e le spalle indietro: restiamo una posizione eretta ed esercitiamoci finché non arriviamo a muoverci in modo naturale e a sentirci sicure di noi stesse.  Non dimentichiamo di “testare” anche la discesa e la salita lungo gli scalini di una scala. E se, nonostante tutti i nostri sforzi, continuiamo e sentirci impacciate e traballanti, non ci devono essere esitazioni: scegliamo un’altra scarpa per la nostra serata e rimandiamo il tacco 15 alla prossima occasione.