Il respiro è uno degli atti più naturali che si conoscano, tanto che neppure ce ne accorgiamo, ma la maggior parte di noi non sa compierlo correttamente. Eppure, svolgere questa funzione in modo adeguato è indispensabile per la nostra salute fisica e mentale: senza un adeguato apporto di ossigeno i tessuti che compongono il nostro organismo non possono sopravvivere, né svolgere adeguatamente le funzioni alle quali sono “addetti”; senza una buona ossigenazione il cervello non può svolgere in modo efficiente i suoi compiti e, non ultimo, non riesce a trovare la calma, la concentrazione, l’energia e neppure il riposo. Insomma, respirare in modo efficace può letteralmente cambiare (in meglio) la nostra vita.
UN VERO RIMEDIO NATURALE – La scienza ci insegna che il respiro costituisce il ponte biologico diretto tra il sistema nervoso e lo stato psicofisico. Sebbene sia un atto automatico, è l'unica funzione vitale autonoma che l'essere umano può controllare coscientemente, per modificare in pochi istanti la propria biochimica. Il ritmo respiratorio ha la capacità di agire come un “telecomando” sul sistema nervoso autonomo: la respirazione diaframmatica profonda stimola il nervo vago, che rilascia acetilcolina, un neurotrasmettitore in grado di ridurre la pressione sanguigna, rallentare il battito cardiaco e indurre uno stato di rilassamento mentale. Il respiro, insomma, rappresenta l'unico strumento di benessere che l'evoluzione ci ha dato per influenzare direttamente e “dall’interno” il cuore e il cervello: è completamente gratuito e sotto il nostro controllo. Ogni sostanza esterna che introduciamo per modificare il nostro stato psicofisico (dalla caffeina alla camomilla) deve essere filtrata dal fegato e dai reni, mentre il respiro consapevole non produce scorie e non sovraccarica nessun organo; al contrario, ottimizza l'espulsione dell'anidride carbonica e riduce lo stress ossidativo cellulare, agendo come un sistema di purificazione naturale e intrinseco all'organismo.
CHE COSA DICE MIKE MARIC, PROFESSIONISTA DEL RESPIRO - Mike Maric, ex campione mondiale di apnea e formatore olimpico del CONI, medico, docente all'Università di Pavia, è la figura di riferimento in Italia per quella che lui stesso ha codificato come "La Scienza del Respiro". Maric è autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, l’ultima delle quali, fresca di pubblicazione, è l’”Atlante illustrato del respiro”, edito da Gribaudo, con 100 esercizi pratici per grandi e piccoli per ritrovare calma, energia, sonno e concentrazione. Il libro si propone come un ricettario pratico, pieno di aneddoti curiosi, giochi interattivi e tecniche di biohacking attraverso cui si scopre come il respiro possa letteralmente cambiare in meglio la vita, dalla culla fino all’età matura. Il libro si rivolge sia agli adulti che ai bambini, con una serie di attività che insegnano il modo corretto di respirare, utilizzando parole che strizzano l’occhio al gioco: dal respiro del bradipo, utile per rilassarsi e conciliare la nanna, a quello del drago, utile per caricarsi di energia, immaginando di sputare fumo e fiamme con un'espirazione potente. Il messaggio per i grandi, invece, è articolato nella spiegazione di una serie di tecniche che insegnano a visualizzare il respiro con l’aspetto di varie figure geometriche, dal triangolo, al quadrato, fino al pentagono e all’esagono, attraverso le quali si “prende il controllo” del modo in cui il corpo si rifornisce di aria.
LE CURIOSITÀ SUL RESPIRO – Maric si sofferma anche su alcuni aspetti del respiro che incuriosiscono e strappano anche un sorriso: ad esempio cos’è lo stranuto? Si tratta di una risposta riflessa e non controllabile di alcuni particolari recettori situati sulle mucose delle prime vie respiratorie. Lo starnuto può espellere fino a 10mila goccioline di muco nebulizzato, alcune delle quali raggiungono la velocità di 160 Km orari e possono arrivare fino a 4 -6 metri di distanza. Anche la tosse è una reazione di risposta fisiologica all’attacco di virus e batteri, fumo, polveri e corpi estranei. Anche in questo caso vengono espulse anche oltre 3000 goccioline di muco a una velocità di 75 km/h. E che dire di quella brutta abitudine dei piccoli di mettersi le dita nel naso e poi in bocca? Anche se agli adulti pare disgustosa, non c’è proprio niente di pericoloso: quelle che con notevole riprovazione definiamo “caccole” sono il semplice sottoprodotto dei circa 10mila litri di aria che immettiamo quotidianamente nel corpo. L’aria viene filtrata dal naso e i piccoli corpi estranei che si trovano in essa vengono trattenuti dal muco. Quando il muco si disidrata, non riesce a raggiungere la gola e da lì a raggiungere lo stomaco, dove viene distrutto dai succhi gastrici. In caso contrario resta nelle narici e vi aderisce tenacemente. Questi residui tanto stigmatizzati sono in realtà composti da una proteina chiamata mucina e di per sé sono un concentrato di potassio, sodio, calcio, cloro e acido carbonico, a cui si aggiungono lipidi e proteine. Per questo non fanno male se anche vengono ingeriti, in una attività universalmente disapprovata, ma che molti considerano un ottimo anti stress.
IL RESPIRO COME SOS ANSIA – Maric da sempre insiste sulla respirazione come potente strumento anti stress. L'ansia acuta è una tempesta biochimica automatica: quando si attiva, la frequenza cardiaca si impenna e il respiro si fa corto e toracico. In questo stato, non basta invitare se stessi a calmarsi, perché la corteccia prefrontale (la parte razionale del cervello) è temporaneamente paralizzata dal picco di cortisolo e adrenalina. Concentrarsi sulla respirazione profonda è invece un utile “interruttore” dell’ansia che si attiva praticando la cosiddetta “respirazione quadrata” o “Box Breathing”. In pratica, si tratta di respirare in quattro tempi, visualizzando un quadrato: si inspira percorrendo il primo lato, si trattiene l’aria lungo il secondo, si espira lentamente lungo il terzo e si trattiene l’aria nel quarto prima di ricominciare. Bastano tre cicli per recuperare il controllo del corpo e della mente: provare per credere. Alla fine, dovremo dare ragione a Maric: l’ansia non si combatte con i pensieri, ma si disinnesca con i polmoni
