Al mare e ai monti

Salute degli occhi: lo sapevi? Il sole può “scottare” la cornea

Abbiamo imparato a proteggere con attenzione la pelle, ma le stesse precauzioni vanno riservate agli occhi, soprattutto nei bambini

02 Lug 2026 - 07:00
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 © Istockphoto

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Ormai lo sappiamo: occorre proteggere la pelle con la massima cura prima di esporsi al sole. Non sempre, però, prestiamo la stessa attenzione al benessere degli occhi, i quali hanno bisogno a loro volta di essere messi al riparo dall’aggressione dei raggi ultravioletti. Anzi, secondo un’indagine, quasi la metà degli italiani non conosce i rischi delle lenti solari senza filtro UV, tanto che non si preoccupa di acquistare occhiali da sole certificati, né per sé né per i proprio bambini. Eppure, anche gli occhi possono “scottarsi” al sole, con il rischio di contrarre infezioni e di riportare danni anche gravi alla vista.

L’INDAGINE – Dopo una giornata al sole, al mare o in montagna, capita spesso di arrivare a sera con gli occhi irritati e arrossati: eppure solo 1 persona su 4 (25%) associa questi disturbi, più o meno intensi, all'eccessiva esposizione ai raggi UV, e al tempo trascorso senza indossare gli occhiali da sole. Non solo: circa la metà degli intervistati (45%) non conosce i rischi legati all'utilizzo di lenti scure ma prive di filtro UV certificato; il 33% (un italiano su tre) ha acquistato almeno una volta occhiali da sole sulle bancarelle o per strada e oltre 1 genitore su 2 (55%) non protegge abitualmente gli occhi dei propri figli con occhiali da sole. E tra i più giovani, specie tra gli under 35, solo il 41% sa che una lente scura senza filtro UV può essere persino più dannosa che non indossare alcuna protezione. Gli occhiali si scelgono soprattutto per l'estetica (51%), mentre appena il 27% mette al primo posto la qualità e la protezione anti-UV offerta dalle lenti. Tra quanti poi portano le lenti a contatto e appartiene alla stessa fascia di età, il 40% fa il bagno in mare o in piscina senza alcuna precauzione. Sono questi i risultati di un’indagine effettuata da Doctolib su oltre 2.100 italiani maggiorenni all’inizio dell’estate.

ANCHE GLI OCCHI SI “SCOTTANO” – Mentre è chiaro a tutti che ritrovarsi con la pelle arrossata dopo una giornata al sole deriva dall’eccessiva esposizione ai raggi solari, solo il 25% degli italiani collega a questa stessa causa gli occhi arrossati, la lacrimazione e il bruciore che spesso si avvertono dopo essere stai a lungo al sole, una percentuale che scende al 12% tra gli under 35. Per lo più si attribuisce il fastidio al cloro della piscina, alla salsedine, al vento o alla crema solare. Gli specialisti, invece, concordano nel riconoscervi i sintomi alla fotocheratite, che di fatto è un'ustione della superficie della cornea provocata dai raggi UVB, secondo un meccanismo del tutto simile a quello dell'eritema solare sulla pelle.

IL RISCHIO DEGLI OCCHIALI NON CERTIFICATI – Quando si indossa una lente scura, la pupilla si dilata per avere a disposizione più luce. Se però l’occhiale non contiene un adeguato filtro UV, i raggi nocivi arrivano direttamente al cristallino, la lente naturale del nostro occhio, e alla retina in quantità maggiore rispetto a quando non si indossa alcun occhiale. Il fatto di sentirci abbagliati dalla luce ci spinge infatti a strizzare gli occhi, mentre la pupilla si contrae per far passare meno luce, mettendo in atto una sorta di autodifesa naturale. Una lente di scarsa qualità e priva di filtri aumenta di fatto il rischio di far “scattare” l’occhio, con il conseguente aumento di probabilità di cataratta precoce e di degenerazione maculare.

BAMBINI: PER LORO QUALCHE ATTENZIONE IN PIÙ - Oltre un genitore su due ammette di non riuscire a far indossare gli occhiali da sole ai propri bambini e, invece di abituarli fin da piccolissimi ad accettare una lente protettiva, preferisce aspettare che siano un po’ più grandicelli. Tra i genitori di età fra i 35 e i 44 anni, la fascia che più frequentemente trascorre le vacanze in mare o in montagna con i figli piccoli, il 52% ammette di adoperarsi solo per spalmare loro la crema solare, ma non insiste se i bimbi non vogliono tenere gli occhialini da sole. Eppure, i danni dei raggi UV sugli occhi in età infantile sono ancora più gravi. Fino a una certa età, infatti, il cristallino è perfettamente trasparente, quindi lascia passare verso la retina moltissimi raggi UV. Man mano che si cresce e si invecchia, il cristallino si opacizza e inizia a fare da filtro naturale. Purtroppo, i danni causati dal sole si sommano nel corso di tutta la vita, quindi essere esposti a quantità eccessive di radiazioni in età infantile significa porre le basi per patologie oculari da adulti. Quindi con i bambini occorre un po’ di pazienza e di fermezza: bisogna scegliere montature morbide, laccetti elastici e un buon cappellino con visiera, per schermare la luce almeno in parte.  

LENTI A CONTATTO E BAGNI IN MARE – Una consuetudine comune a sei italiani su dieci è non togliere le lenti a contatto prima di fare il bagno in mare o in piscina. Il 40% degli under 45, addirittura, si tuffa senza alcuna protezione. In apparenza, non c’è nulla le male: le lentine assicurano una visione precisa anche durante il bagno e non danno fastidio. Eppure, occorre ricordare che l'acqua, che sia del mare, della piscina o anche solo della doccia in spiaggia, non è mai sterile. I microrganismi che la popolano possono comprendere alcuni patogeni insidiosi. In acqua la lente a contatto si comporta come una spugna: si impregna e intrappola questi microrganismi, tenendoli compressi contro la cornea. La lente stessa può causare micro-lesioni superficiali all’occhio, aprendo di fatto una porta d’accesso per batteri e affini. Possono derivarne sgradevoli cheratiti, infezioni corneali dolorose e a volte difficili da debellare.

CINQUE REGOLE D’ORO PER LA SALUTE DEGLI OCCHI IN VACANZA - 
1 - Il colore non fa da scudo: cerca l'etichetta con la certificazione CE e la dicitura UV400 (che blocca i raggi UVA e UVB)  Una lente molto scura non garantisce alcuna protezione se manca il filtro adeguato.

2 - Le nuvole ingannano. Una leggera copertura nuvolosa lascia passare la maggior parte dei raggi UV. Inoltre, l'acqua del mare e la sabbia chiara riflettono la luce come uno specchio, colpendo l'occhio da ogni direzione, anche sotto l'ombrellone.

3 - Acqua e lenti a contatto non vanno d'accordo. Meglio togliere le lentine prima di tuffarsi. Se non se ne può fare per un difetto visivo importante, meglio indossare occhialini da nuoto a tenuta stagna e scegliere lenti usa e getta giornaliere.

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4 - Sì a un collirio idratante.  L’idratazione con acido ialuronico aiuta a lavare le impurità e a rinfrescare l’occhio. Mai strofinarsi gli occhi con le mani sporche di crema o sabbia.

5 - Protezione per i più piccoli. I neonati vanno tenuti all'ombra. Per i bambini che camminano o giocano in spiaggia, gli occhiali sono una protezione indispensabile.