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Eritema solare: come curare le scottature da raggi Uv

I rimedi fai-da-te e i casi in cui serve l’aiuto del medico, ma ricordando che prevenire è sempre meglio

Eritema solare: come curare le scottature da raggi Uv  - foto 1
Istockphoto

L’eritema solare è il nome che si attribuisce alle comuni scottature da eccessiva esposizione ai raggi Uv.

È un inconveniente molto comune dei primi giorni di vacanza o, in generale, delle prime volte in cui ci si mette a prendere il sole, quando la pelle è ancora chiara. Si solito ci si scotta perché non si è adoperato un cosmetico con un adeguato filtro protettivo o perché si è rimasti troppo a lungo sotto il sole. Il risultato è ben noto: pelle arrossata, dolore anche intenso e, nei casi più gravi, la comparsa di piccole vesciche piene di liquido sieroso. Come ci si deve comportare in questi casi?

È SEMPRE MEGLIO PREVENIRE – Le scottature solari sono dolorose e anche potenzialmente pericolose: causano l‘invecchiamento precoce della pelle e predispongono al melanoma, il pericolosissimo tumore della pelle. Per questo occorre evitarle il più possibile: anche nel caso in cui si disponga solo di un pio di giorni da trascorrere al mare, è sbagliato “abbuffarsi” di sole, pensando che, tanto, si torna subito in città e che avremo il tempo di “smaltire”. Trovarsi la sera rossi come gamberi, doloranti e, magari, coperti di bollicine, non è un regalo che facciamo a noi stessi ed è una pessima strategia per guadagnarsi l’abbronzatura che sogniamo: una volta passato l’arrossamento, infatti, la pelle diventerà secca e si staccherà in modo anche decisamente antiestetico, lasciandoci pallidi come prima e senza conservare traccia di abbronzatura. Un buon solare, invece, con il filtro adatto al nostro fototipo, ci garantisce protezione, allunga i tempi di esposizione sicura e, pian piano, ci aiuta ad abbronzarci. 

CHI È PIÙ A RISCHIO – Sono maggiormente esposte alle scottature solari le persone con la pelle chiara, i bambini sotto i tre anni e tutti noi nelle prime esposizioni ai raggi solari. Le regole di prevenzione sono ben note: esporsi al sole con gradualità e con un’adeguata protezione, prestare attenzione alle superfici riflettenti come acqua e sabbia e restare consapevoli del tempo di esposizione nelle giornate ventilate, in cui il calore sulla pelle non si fa sentire. I bambini molto piccoli non dovrebbero mai essere esposti al sole, ma lasciati giocare all’ombra, dopo l’applicazione di una buona crema a schermo totale, meglio se specifica per l’infanzia. Una cura particolare deve essere riservata alla pelle del viso, più delicata dell’epidermide del corpo, anche quando l’abbronzatura è già consolidata: il rischio è quello di trovarsi alla fine dell’estate con il volto pieno di rughe e la pelle stressata dal foto-invecchiamento. 

 

COME CORRERE AI RIPARI – Se ci troviamo nella situazione in cui ormai il danno è fatto, ecco qualche consiglio per attenuare il fastidio della scottatura, almeno di quelle più lievi. Il primo passo sta, naturalmente, nell’evitare ogni ulteriore esposizione ai raggi solari, almeno per qualche giorno e fino alla guarigione delle parti scottate. In questi casi, neppure una crema ad alto fattore ci protegge completamente e il riparo dell’ombrellone serve a poco: i raggi solari vengono riflessi dalla sabbia e ci raggiungono ugualmente. È più utile indossare una maglietta o una camicia a maniche lunghe e non trasparente, da conservare al limite anche mentre si fa il bagno. Se l’arrossamento è lieve e i danni si limitano alla sensazione di avere la pelle un po’ calda, bastano un buon idratante e un dopo sole, o qualche rimedio casalingo come un gel di aloe vera, per le sue proprietà lenitive e rinfrescanti. Può essere utile anche immergersi nella vasca da bagno piena di acqua fresca, dopo aver sciolto qualche cucchiaio di amido. Dopo il bagno è utile lasciare la pelle scoperta il più possibile e, nei giorni successivi, indossare abiti ampi e freschi, meglio se di fibre naturali, il cui tessuto non sfreghi contro la pelle irritata. In ogni caso, vale sempre la regola di bere molta acqua. 

IN CASO DI VESCICOLE E BOLLICINE - Se l’area è arrossata in modo intenso e diffuso, e se compaiono bollicine e piccole vesciche, significa che la scottatura è in realtà un’ustione e come tale va trattata. In questi casi è opportuno affidarsi al consiglio del farmacista, il quale saprà valutare la situazione e indicare il prodotto più adatto, in grado di curare le lesioni e, nello stesso tempo, mantenere disinfettata la parte offesa e lenire il dolore. Nell’attesa del suo consiglio è bene ricordare che le bollicine e le vesciche non devono essere toccate e tanto meno rotte, per scongiurare il rischio di infezione; sulla pelle lesa non si deve mai applicare ghiaccio, ma solo qualche compressa di garze sterili imbevute di acqua fresca. Dopo aver sentito il parere del farmacista, si può eventualmente assumere una compressa di paracetamolo prima di andare a dormire, per attenuare la sintomatologia dolorosa e abbassare la temperatura corporea. 

 

QUANDO È OPPORTUNO CHIAMARE IL MEDICO – In qualche caso la situazione può diventare competenza del medico. Occorre chiamarlo senza indugio se, oltre alla scottatura, compaiono altri sintomi, come febbre, malessere generale, mal di testa, vertigini e i sintomi non scompaiono nel giro di qualche ora di riposo in un ambiente fresco e dopo aver assunto un farmaco antipiretico.  Il soccorso diventa ancora più urgente se si presentano vertigini, senso di svenimento, febbre alta e se ci sente molto male.

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