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Abbronzatura: vademecum sotto il sole dopo il lockdown

La pelle richiede quest'anno qualche cura in più, dopo essere stata privata dell'esposizione ai raggi primaverili

Tintarella: belle e protette sotto il sole

Tintarella e bagni di sole sono un richiamo irresistibile nelle belle giornate di caldo che finalmente sono arrivate. Dopo il lungo lockdown, nel quale siamo rimasti forzatamente chiusi in casa proprio nelle settimane in cui la pelle comincia gradualmente a riabituarsi ai raggi UV dopo l’intervallo invernale, occorre adesso una cautela maggiore del solito nell’esporci al sole. La pelle, priva del suo “allenamento” primaverile, è più pallida rispetto agli altri anni e ci richiede qualche cura e un po’ di attenzione extra.  

SOLE AMICO E NEMICO – L’esposizione ai raggi solari di per sé è salutare e anche necessaria: i raggi ultravioletti sono indispensabili al nostro organismo per sintetizzare la vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa. La luce del sole ha inoltre effetti importanti sulla produzione di alcuni ormoni e modula il tono dell’umore, regalandoci energia, serenità e allegria. Il modo migliore per ottenere questi benefici è esporsi tutto l’anno alla luce diurna per almeno 30 minuti al giorno, lasciando scoperte, quando il clima lo permette, le braccia e le gambe, in modo da aumentare la superficie cutanea esposta. Diverso è il discorso se passiamo ore a cuocere al sole. I danni che derivano da un’esposizione troppo intensa e prolungata sono ben noti: oltre a fastidiose scottature, i raggi del sole sono responsabili del foto-invecchiamento della pelle, con la comparsa precoce di rughe e macchie, e soprattutto di aumento del rischio di contrarre il melanoma

 

NO AL MORDI E FUGGI – A parte i pochi fortunati che vivono in prossimità del mare o dei monti e quindi possono godersi il bel tempo anche a piccole dosi, tutti gli altri sono costretti a concentrare in periodi brevi le occasioni di prendere il sole. Da qui nasce la trappola della tintarella mordi e fuggi: un po’ di eritema a fine giornata sembra uno scotto ragionevole da pagare pur di mostrarsi abbronzati nei giorni successivi.  In realtà di tratta di una pessima strategia: la pelle scottata, oltre a danneggiarsi in profondità, non conserva il colorito conquistato a così caro prezzo: la cute aggredita da una dose troppo massiccia di raggi UV si secca rapidamente e già dopo tre o quattro giorni, tende a desquamarsi, lasciandoci pallidi come prima. In ogni caso, proteggiamoci con una crema a fattore di protezione molto alto, da applicare più volte nell’arco della giornata: ci abbronzeremo ugualmente e allungheremo almeno di un po’ l’intervallo di tempo di esposizione “consentita”.  Cautele extra sono richieste se abbiamo la carnagione chiara e con i bambini.

 

CHE COS’È IL FOTO-INVECCHIAMENTO – Come spiega il Prof. Paolo Bonan, Medico Chirurgo specializzato in Dermatologia e Venereologia e responsabile dell’Unità di Dermatologia e Dermochirurgia presso la clinica Villa Donatello di Firenze, i raggi UV agiscono sui mitocondri, organuli presenti nelle cellule e responsabili della respirazione cellulare, producendo alterazioni dalle quali consegue la perdita di elasticità della pelle, una sua minore tonicità e atrofia cutanea. Il sole causa inoltre la degenerazione dell’elastina e del collagene, le due proteine che danno sostegno ed elasticità alla pelle. Insomma, i raggi solari fanno invecchiare la nostra epidermide con effetti simili, ma più accelerati, a quelli prodotti dal tempo (il cosiddetto crono-invecchiamento). Non a caso a fine estate aumentano sensibilmente le richieste di trattamenti di medicina estetica per rimediare ai danni provocati dal sole: anche se oggi disponiamo di una serie di metodiche innovative ed efficaci (tra cui il trattamento RedTouch per il ringiovanimento non ablativo e non invasivo della pelle), la prevenzione resta il miglior strumento a nostra disposizione.

 

LA CORRETTA IDRATAZIONE – Il calore delle giornate estive ci fa sudare di più, disperdendo liquidi e sali minerali. Per questo è indispensabile bere in modo adeguato. Ce lo impone anche l’elasticità della nostra pelle ,che ha bisogno di una corretta idratazione per mantenersi sana e compatta, soprattutto dopo essere stata esposta al sole. Bere in modo corretto aiuta il buon funzionamento del reni, che filtrano con maggiore efficacia le tossine di cui dobbiamo liberarci, e aiuta a prevenire i colpi di calore. Oltre a bere i due litri di acqua indicati in modo quasi universale, possiamo assumere liquidi attraverso frutta, verdura e altri alimenti estivi, dai quali trarre anche le sostanze che favoriscono la produzione di melanina (il pigmento che genera l'abbronzatura e ci ripara dalle scottature). 

 

IL VADEMECUM DELLA SANA TINTARELLA -  1    Esponiamoci al sole con gradualità, anche se il periodo di soggiorno che possiamo concederci è breve 
2    Utilizziamo creme con protezioni alte nei primi giorni di esposizione anche se abbiamo la carnagione scura, scalandole poi gradualmente.
3    Conserviamo una protezione alta nei punti sensibili e in viso.
4    Ripetiamo l’applicazione della crema solare ogni 4-5 ore durante tutto l’arco della giornata, dopo aver fatto una doccia di acqua dolce e aver asciugato con cura la pelle 
5    Evitiamo l’esposizione solare nelle ore più calde e non sostiamo in luoghi troppo riscaldati
6    Utilizziamo sempre il doposole: indispensabile per il suo effetto idratante, decongestionante e lenitivo 
7    Ricordiamo che ci si scotta anche sotto l’ombrellone: se dobbiamo ripararci dai raggi solari occorre indossare una maglietta o una camicia con le maniche lunghe 
8    Beviamo abbondantemente anche se ci sembra di non aver sete
9    Aumentiamo le porzioni di frutta e verdura e privilegiamo i cibi leggeri
10     Non dimentichiamo di indossare un buon paio di occhiali da sole: i raggi UV possono danneggiare gravemente la salute dei nostri occhi. 
 

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