Tavola d’estate

Albicocche: il frutto d’oro dell’estate, protegge pelle, occhi e capelli

Fresca o secca è il perfetto alleato di bellezza e benessere per la stagione calda

24 Lug 2026 - 07:00
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Istockphoto

© Istockphoto

Se l’estate avesse un colore, sarebbe senza dubbio arancione come le albicocche. Questo piccolo frutto, così dolce e vellutato che sembra aver imprigionato i raggi del sole, è molto più di un fine pasto accattivante o di uno snack rinfrescante da spiaggia: è un vero e proprio integratore stagionale a chilometro zero. Con appena 30 calorie per 100 grammi e un generoso 85% di acqua, l'albicocca si candida a "superfood" estivo per eccellenza. La scienza conferma che racchiude un fito-complesso unico, capace di idratare l'organismo dall'interno e, contemporaneamente, attivare una protezione mirata per pelle, occhi e capelli.

ALLEATA DELLA TINTARELLA E DEL COLLAGENE - Il caratteristico colore acceso dell'albicocca non è un caso, ma un preciso bio-indicatore: rivela una concentrazione elevata di beta-carotene, il pigmento precursore della vitamina A, è un grande alleato della nostra pelle sotto i raggi del solleone. Una volta ingerito, prepara i tessuti cutanei all'esposizione solare, stimolando la produzione di melanina, il pigmento che favorisce un’abbronzatura omogenea, dorata e senza macchie. Inoltre, la sinergia profonda tra la vitamina C e la E presenti nella polpa stimola attivamente la sintesi del collagene, la proteina che mantiene la pelle elastica, contrastando l'invecchiamento precoce causato dai radicali liberi e dai raggi UV.

AMICHE DELLA LINEA E SCUDO NATURALE PER GLI OCCHI – I nostri occhi sono perennemente esposti allo stress della luce blu di smartphone e schermi: le albicocche offrono una protezione inaspettata grazie alla luteina e alla zeaxantina, due potenti carotenoidi che si accumulano nella retina fungendo da veri e propri "occhiali da sole interni" che filtrano le radiazioni nocive. Ma il dolce frutto arancione è anche grande amico della nostra silhouette, grazie al suo potere drenante. Con 320 milligrammi di potassio per 100 gr. di frutto, contrasta l'azione del sodio, stimola la diuresi e riduce visibilmente il gonfiore alle gambe tipico delle giornate più calde, contribuendo a regolare la pressione arteriosa. Le albicocche hanno inoltre un indice glicemico basso, ideale per evitare i picchi di zuccheri nel sangue che scatenano improvvisi attacchi di fame. Inoltre, la presenza combinata di fibre solubili (come la pectina) e sorbitolo agisce come un delicato regolatore intestinale, promuovendo la pancia piatta senza irritare le pareti gastriche. Ultimo, ma non meno importante, il frutto arancione è anche amico della salute dei capelli, che in estate tendono a sfibrarsi a causa del contatto con la salsedine dell’acqua di mare e con il cloro della piscina. Il mix di minerali e antiossidanti di cui è ricca nutre il bulbo pilifero, restituendo lucentezza alla chioma.

ATTENZIONE AL FRIGORIFERO - Dal punto di vista botanico, l'albicocca appartiene alla famiglia delle Rosaceae, la stessa di pesche e ciliegie, ma rispetto alle pesche ha una digeribilità decisamente superiore e una minore tendenza a gonfiare lo stomaco. C'è però un errore imperdonabile che commettiamo quasi tutti: riporla in frigorifero appena l’abbiamo acquistata. Le basse temperature bloccano i volatili aromatici del frutto, ne spengono il sapore e alterano la consistenza idratante. Il consiglio degli esperti è di conservarle a temperatura ambiente in un cesto di vimini, senza ammucchiarle, e di consumarle entro un paio di giorni. Se proprio è indispensabile tenerle al freddo per non farle maturare troppo, meglio tirarle fuori dal frigorifero almeno mezz'ora prima di metterle in tavola,  per riattivare il loro profilo aromatico e nutrizionale.

FRESCA O SECCA? IL DILEMMA DELLO SPUNTINO - Come gestire le due anime dell'albicocca durante la giornata? La versione fresca è la regina indiscussa del mattino e del pomeriggio in spiaggia: idrata, spezza la fame con pochissime calorie e regala istantanea freschezza. In versione disidratata (secca), invece, perde l'acqua ma concentra i nutrienti, trasformandosi in una formidabile ricarica di ferro e potassio. È lo snack tascabile perfetto per chi fa attività fisica, da consumare prima di un allenamento o di un'escursione in montagna. Un piccolo trucco da esperti: meglio puntare sulle albicocche secche biologiche. Anche se appaiono più scure e meno belle a vedersi di quelle arancione vivo, questo garantisce la totale assenza di anidride solforosa e solfiti artificiali.

Google Preferred Site

IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE: EVITARE I SEMI - Anche il più virtuoso dei frutti vuole essere consumato con un briciolo di consapevolezza. Se la polpa è un nettare di bontà e di virtù benefiche, attenzione a non cedere alle mode web che osannano i semi racchiusi nel nocciolo (le armelline) come rimedio miracoloso anti-cancro. L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha lanciato un monito chiaro: questi semi contengono amigdalina, una sostanza che il nostro organismo trasforma in cianuro. Bastano tre soli piccoli semi al giorno per correre numerosi rischi. Meglio fermarsi al frutto, privarlo del nocciolo e godersi la polpa, magari aggiungendola a yogurt intero: i grassi sani aiuteranno il corpo ad assorbire al meglio tutte le preziose vitamine liposolubili dell'oro d'estate.