Usa: "The Atlantic", Ucraina potrebbe essere il partner strategico giusto per industria militare
Secondo il settimanale statunitense Donald Trump vede nell'Ucraina un alleato strategico per la produzione di droni e missili Patriot
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L'Ucraina, dopo quattro anni di guerra, potrebbe trasformarsi da principale beneficiario dell'assistenza militare occidentale in un partner strategico degli Stati Uniti nella produzione di armamenti e nello sviluppo di nuove tecnologie per la difesa. È la tesi sostenuta da Michael Weiss in un'analisi pubblicata dalla rivista statunitense The Atlantic, che individua nella richiesta di Kiev di ottenere una licenza per produrre intercettori del sistema Patriot uno dei principali banchi di prova dei futuri rapporti militari tra Washington e Kiev.
I colloqui tra Usa e Ucraina
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha discusso la questione con il presidente statunitense Donald Trump durante l'incontro alla Casa Bianca del 28 luglio. Due giorni dopo Trump aveva invitato alla cautela sulla concessione della licenza, mentre l'8 agosto Zelensky ha affermato di aver raggiunto un accordo con il presidente statunitense, pur in assenza di una conferma ufficiale da Washington. Secondo The Atlantic, la posizione militare dell'Ucraina è oggi più solida rispetto agli anni precedenti: Kiev ha aumentato la propria autonomia produttiva, ampliato l'impiego dei droni sul campo di battaglia e sviluppato capacità per condurre attacchi a grande distanza contro infrastrutture militari ed energetiche russe. Il Paese, sostiene Weiss, appare quindi "meno come un supplicante della Nato e più come una fonte inestimabile di tecnologia e know-how militare", fino a poter diventare un nodo della catena di approvvigionamento della difesa statunitense.
Cosa può dare Zelensky a Trump
L'analisi sottolinea in particolare l'espansione dell'industria ucraina dei droni. Secondo l'analista militare Rob Lee, oltre l'80% delle perdite sul campo di battaglia nel conflitto russo-ucraino sarebbe ormai provocato da sistemi senza pilota, in larga parte prodotti dalla stessa Ucraina. Kiev ha inoltre autorizzato a luglio l'esportazione di armamenti e tecnologie per la difesa, anche perché la capacità produttiva nazionale supera in diversi comparti le risorse disponibili per acquistare l'intera produzione: secondo le stime riportate nell'articolo, tra il 40 e il 70 per cento di alcune capacità industriali rimarrebbe inutilizzato. Zelensky ha stimato la produzione ucraina in circa 10 milioni di droni all'anno, contro circa 100 mila negli Stati Uniti, mentre le aziende e le unità militari ucraine hanno maturato esperienza nell'adattamento di tecnologie commerciali e militari occidentali alle esigenze operative del conflitto. The Atlantic cita anche l'interesse di imprese statunitensi per hardware e licenze sviluppati in Ucraina e ricorda che specialisti ucraini hanno fornito agli Stati Uniti competenze nel contrasto ai droni durante il conflitto con l'Iran, contribuendo all'impiego del sistema di rilevamento Sky Map nelle basi statunitensi del Golfo Persico.
Le carenze dell'Ucraina
Permane tuttavia una forte dipendenza di Kiev dagli alleati nel settore della difesa antimissile. Secondo l'analista Colby Badhwar, l'Ucraina dispone di programmi nazionali per quasi tutti i sistemi di cui necessita, ma continua a dipendere quasi completamente dall'estero per gli intercettori. Zelensky avrebbe chiesto a Trump anche "diverse centinaia" di missili Patriot durante l'incontro del 28 luglio, ricevendo un rifiuto motivato dalle ridotte scorte statunitensi e dalle esigenze operative americane in Medio Oriente. Una licenza per la produzione dei Patriot rappresenterebbe quindi, secondo l'analisi, una soluzione di lungo periodo e potrebbe creare una relazione industriale vantaggiosa anche per Washington, consentendo in prospettiva all'Ucraina di produrre sistemi destinati agli stessi Stati Uniti o ad altri alleati. Resterebbero pero' ostacoli industriali e legati alla proprietà intellettuale: una fonte repubblicana del Congresso citata da The Atlantic sostiene che Raytheon e Lockheed potrebbero sollevare formalmente preoccupazioni sul trasferimento tecnologico, mentre il timore più sostanziale sarebbe che l'industria ucraina riesca a migliorare il Patriot e a produrlo "più velocemente e a costi molto inferiori" rispetto alle attuali linee statunitensi.
Occhi su Mosca
La Russia, invece, sta aumentando la produzione di missili e droni e difficilmente interromperà la campagna di attacchi contro l'Ucraina nei prossimi mesi, anche se potrebbe ridurre il numero di ordigni impiegati contro singoli obiettivi. Lo ha dichiarato il vicedirettore della Direzione principale dell'intelligence militare ucraina, Vadim Skibitsky, in un'intervista all'agenzia d'informazione Rbc Ucraina. "Potranno ridurre il numero di missili diretti verso un singolo bersaglio, ma difficilmente si prenderanno una pausa", ha affermato il generale, precisando che la capacità di Mosca di mantenere l'attuale intensità dei bombardamenti "dipenderà principalmente dal volume della loro produzione, ovvero dalla loro capacità di mantenere il ritmo attuale".
