Drone esploso in Bulgaria, il ministero della Difesa di Sofia: "Il velivolo è di Kiev" | Convocata l'ambasciatrice ucraina
"Ad ora non c'è nulla che suggerisca che si tratti di un incidente intenzionale", ha spiegato il dicastero. Non ci sono vittime. Intanto Zelensky lancia l'allarme: "Fino a 50mila soldati nordcoreani schierati dalla Russia"
© Afp
Un drone è entrato nel territorio della Bulgaria ed è esploso vicino al confine con la Romania, presso il Mar Nero, a poca distanza di una stazione di compressione del gasdotto turco-ucraino-romeno-bulgaro Trans-Balkan. Sofia, che ritiene che il drone sia ucraino, ha convocato l'ambasciatrice di Kiev. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel frattempo lancia l'ennesimo allarme sul coinvolgimento dei soldati nordcoreani al fianco delle truppe russe nella guerra: "Mosca ha deciso di schierarne dai 30mila ai 50mila".
Cosa è successo
"Il drone è esploso nelle immediate vicinanze del valico di frontiera di Kardam con la Romania, a 1.000 metri dalla stazione di compressione del gasdotto trans-balcanico", ha dichiarato il premier bulgaro Roumen Radev dopo una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza. Non si registrano vittime. Il drone è precipitato in un campo di girasoli.
Come spiegato da Radev, il rumore del velivolo era stato registrato dalla polizia di frontiera romena. Poco dopo, una pattuglia bulgara ha osservato "una forte esplosione con fumo nero. Una cosa è certa: il drone trasportava una quantità significativa di esplosivi, considerando che è stato udito a distanza e ha prodotto una simile quantità di fumo nero", ha affermato il premier.
La convocazione dell'ambasciatore di Kiev
Il ministero degli Esteri bulgaro ha annunciato la convocazione per lunedì 10 agosto dell'ambasciatrice ucraina a Sofia. Si tratta di un atto che mira a ottenere un chiarimento, anche se il governo bulgaro ha già escluso l'ipotesi di un atto deliberato da parte dell'Ucraina, cosa che Kiev ha pure negato a stretto giro. "Al momento non c'è nulla che suggerisca che si tratti di un incidente intenzionale", ha spiegato il ministero della Difesa di Sofia in un comunicato stampa.
Droni sulla regione di Kiev
Nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 agosto, la Russia ha nuovamente colpito l'Ucraina. Nel distretto di Brovary, nella regione di Kiev, tre persone, tra cui un bambino, sono rimaste uccise e altre quattro ferite a seguito di un attacco di un drone russo. Il capo dell'amministrazione statale regionale di Kiev Timur Tkachenko ha comunicato il bilancio su Telegram. I media hanno inoltre segnalato due ondate di attacchi russi con armi balistiche sulla capitale: in città sono state sentite diverse esplosioni. Udite deflagrazioni anche a Dnipro.
Industria bellica nel mirino
Stando a una nota del ministero della Difesa di Mosca, l'esercito russo ha anche colpito lo stabilimento industriale Fire Point a Kiev, polo strategico che produce componenti e testate per i missili da crociera FP-5 Flamingo. Secondo il ministero, le forze russe hanno inoltre lanciato un attacco con armi di precisione terrestri contro un'azienda del settore militare e un deposito di carburante e lubrificanti sempre nella capitale.
Mosca colpisce anche due navi
Le forze russe hanno colpito con droni anche due navi cargo al largo di Odessa che, secondo Mosca, trasportavano armi ed equipaggiamenti militari destinati ai porti ucraini. Lo ha reso noto il ministero russo della Difesa con una nota ufficiale.
Pioggia di droni sulla Russia
La risposta di Kiev non si è fatta attendere. La difesa aerea russa ha infatti abbattuto 397 droni ucraini sul proprio territorio durante la medesima notte. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa di Mosca in un comunicato, secondo cui i droni sono stati abbattuti nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Voronezh, Kursk, Lipetsk, Oryol, Penza, Rostov, Ryazan, Samara, Saratov, Tambov e Tula, nel Territorio di Krasnodar, in Crimea e nel Mar d'Azov.
Inoltre, due persone sono rimaste ferite in un attacco di droni a Zadonsk, nella regione russa di Lipetsk. Le forze di difesa aerea hanno anche distrutto tre droni diretti verso Mosca, secondo quanto dichiarato dal sindaco Sergej Sobyanin. Più di 30 droni sono stati infine distrutti durante un attacco aereo contro la regione russa di Rostov.
L'allarme di Zelensky: "La Russia schiera fino a 50mila nordcoreani sul campo"
La Russia avrebbe deciso di schierare sul proprio territorio tra 30mila e 50mila soldati nordcoreani, permettendo a Pyongyang di acquisire esperienza nella guerra moderna, come l'utilizzo di droni e altri strumenti di alta tecnologia. L'allarme è stato lanciato da Zelensky. "All'inizio parlavamo di centinaia, poi di migliaia. Ora è stata presa la decisione di dispiegare tra 30mila e 50mila nordcoreani sul territorio russo", ha dichiarato il presidente ucraino.
Secondo il leader di Kiev, la Corea del Nord starebbe studiando i meccanismi propri della guerra che dura da quattro anni per acquisire l'esperienza tecnologica e militare in eventuali conflitti nella regione dell'Indo Pacifico. Zelensky ha inoltre ricordato che missili nordcoreani sono già stati ritrovati sul territorio ucraino e ha sostenuto che Pyongyang continuerà a ricevere dalla Russia licenze, tecnologie e strumenti militari, facendo riferimento al "Trattato di partenariato strategico globale" firmato dal presidente russo Vladimir Putin e dal leader nordcoreano Kim Jong-un il 19 giugno 2024 a Pyongyang.
Il presidente ucraino ha quindi chiesto un rafforzamento della cooperazione con la Corea del Sud - storico rivale di Pyongyang - in particolare nel settore della difesa aerea. Kiev, ha aggiunto, è pronta a collaborare anche nello sviluppo dei droni e in altri ambiti, pur riconoscendo l'esistenza di vincoli giuridici sudcoreani. "I nostri diplomatici sono in contatto", ha concluso Zelensky.
