l'unità speciale della guardia presidenziale

Niger, l'esercito respinge dei ribelli che tentavano di entrare nel palazzo presidenziale

Scontri ancora in corso, sarebbero "insorti provenienti dalle forze armate"

29 Ago 2026 - 12:26
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 © Afp

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Il Niger si riconferma uno dei Paesi più instabili al mondo. Nella notte tra venerdì 28 agosto e sabato 29 degli "insorti provenienti dalle forze armate" hanno tentato di "entrare nel palazzo della presidenza" a Niamey, provocando scontri e scambi di colpi d'arma da fuoco che non accennano a fermarsi. A renderlo noto, una fonte della sicurezza in Africa occidentale. Le forti sparatorie sono state udite per tutta la notte, in diversi quartieri della capitale nigerina e in particolare nel centro della città, vicino alla presidenza. Non solo: anche la zona dell'aeroporto, dove si trova un'importante base militare, è stata teatro degli scontri. Mobilitate le forze armate e di sicurezza del Niger.

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La tv di Stato interrompe le trasmissioni

 A seguito della nottata turbolenta, anche la televisione nazionale ha interrotto le trasmissioni, secondo quanto riferito all'Afp da alcuni residenti. Alle 9 (ora locale), una schermata nera aveva sostituito la programmazione di Télé Sahel, sia via satellite sia online. Alcuni soldati - hanno dichiarato i residenti - avrebbero bloccato l'accesso alla sede della televisione nazionale, nonché al palazzo presidenziale.

Mobilitato l'apparato militare

 Per garantire la difesa del Paese, sono state mobilitate le forze armate e di sicurezza: a comunicarlo è stata la giunta militare al potere, il Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (Cnsp), che ha invitato la popolazione a mantenere "unità, vigilanza e sostegno" ai militari. "Le nostre forze di difesa e sicurezza sono mobilitate per la difesa della patria", ha scritto il Cnsp in un messaggio diffuso sui social.

I motivi degli scontri

 Non sono ancora chiare le cause degli spari e delle esplosioni, ma un parlamentare locale ha definito l'accaduto un "attacco codardo". L'area dell'aeroporto internazionale Diori Hamani, che ospita anche una base militare, è stata già teatro di due attacchi jihadisti negli ultimi mesi, mentre la giunta militare deve far fronte a una crescente pressione da parte dei gruppi armati attivi nel Paese. Bana Wagana Ibrahim, membro dell'Ufficio del Consiglio Consultivo del Niger e deputato del parlamento dell'Alleanza degli Stati del Sahel (Aes), ha scritto su Facebook che gli assalitori avevano preso di mira la Base 101, ma che le forze di sicurezza avevano ripreso il controllo della situazione.

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