I dati confermano un fatto

Venezuela, Colombia e Indonesia: i terremoti stanno davvero aumentando? Cosa dice la scienza

Le recenti scosse in giro per il mondo hanno riacceso il dibattito. Alcuni meccanismi cognitivi possono portarci a essere più preoccupati di quanto necessario

16 Ago 2026 - 09:59
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 © Ansa

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Il Venezuela, la Colombia e poi l'Indonesia. Nel mezzo, anche i Campi Flegrei. Negli ultimi due mesi si sono verificate grandi scosse di terremoto, alcune devastanti, in giro per il mondo. Se quella sul territorio italiano ha avuto una magnitudo di 4,7, quelle fra Sud America e Asia sono state molto più disastrose (tutte comprese fra 7,4 e 7,7 di magnitudo). Così si è riacceso il dibattito legato ai sismi, perché il verificarsi di forti terremoti in aree diverse del pianeta in un intervallo di tempo relativamente breve ha fatto sorgere un dubbio: la sismicità globale sta davvero aumentando? Vediamo cosa dicono i dati, elaborati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Dove avvengono principalmente i terremoti?

Pressoché tutti i Paesi del globo devono fare i conti con l'attivazione delle faglie. Sono davvero pochissime le aree del mondo che sembrano esservi immuni. Secondo il catalogo mondiale gestito dall’USGS (United States Geological Survey), che registra i sismi con magnitudo 6 o superiore nel periodo 1973-2026, le regioni che non sono state interessate da simili fenomeni sono solo: l'Africa centrale e occidentale, la gran parte del Brasile interno, il Canada orientale, l'Europa settentrionale e orientale, la Russia centro-settentrionale e l'Australia.

Quanti terremoti avvengono in un anno?

Partendo dal 1950 in poi, l’andamento delle scosse con magnitudo 6 o superiore può essere considerato costante. Dai dati non si osservano tendenze all’aumento o alle diminuzioni nelle cifre. Il numero medio annuo di simili eventi è pari a 140. Ci sono anni dove si verificano meno episodi della media (per esempio nel 1973 e nel 1974 ce ne sono stati meno di 100) e anni in cui questa viene superata (nel 2011 si è arrivati oltre i 100 fenomeni). Come scrive l'INGV, fino al 15 agosto 2026 si segnalano 89 scosse con magnitudo 6 o maggiore. Se si facesse una proiezione fino alla fine dell’anno considerando che sono passati circa 8 mesi su 12, si potrebbe avere una stima di 133 terremoti: poco meno della media degli ultimi 76 anni.

La sismicità globale sta davvero aumentando negli ultimi mesi?

No, dunque, non siamo in presenza di aumento significativo della sismicità di maggiore energia a scala mondiale. Le variazioni che si osservano rimangono comunque all’interno delle fluttuazioni intorno al numero medio di terremoti per anno.

Perché allora abbiamo l'impressione che ci siano più terremoti?

Perché al giorno d'oggi riceviamo molte più informazioni rispetto al passato. Le reti di monitoraggio registrano gli eventi in modo più capillare e i media, i siti specializzati e i social network diffondono le notizie quasi in tempo reale da qualsiasi parte del mondo. Probabilmente, fino a non molti anni fa, la notizia di un terremoto in Indonesia o in Papua Nuova Guinea non sarebbe mai stata ripresa dai media. Tutto ciò di fatto contribuisce a creare una percezione della sismicità diversa.

Quanto conta la percezione psicologica nel giudicare la frequenza dei terremoti?

Conta molto. Alcuni meccanismi cognitivi, come il "pregiudizio di recenza", che ci fa dare maggiore importanza agli eventi più recenti rispetto a quelli più antichi, e l'"illusione di frequenza", per cui diamo maggiore importanza a quei fenomeni di cui si è venuto a conoscenza recentemente, possono farci sovrastimare il numero dei terremoti.

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