Energia e rimpatri, doppia svolta dall'Ue: più flessibilità sui conti e via libera agli hub nei Paesi terzi
La presidente Metsola: "Il nuovo Regolamento renderà il rimpatrio dei migranti privi di diritto di soggiorno più coerente in tutta Europa"
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Bruxelles si prepara ad accogliere almeno in parte le richieste avanzate dall'Italia sul fronte del caro energia. L'orientamento che dovrebbe essere presentato mercoledì 3 giugno nell'ambito del pacchetto di Primavera del Semestre Europeo va verso una maggiore flessibilità per le spese energetiche, ma esclusivamente per gli investimenti. Secondo quanto emerge dalle valutazioni in corso della Commissione europea, gli investimenti nel settore energetico potrebbero rientrare nella clausola di salvaguardia che già consente deroghe al Patto di stabilità per le spese legate alla difesa. Una soluzione che permetterebbe agli Stati membri di avere maggiori margini di bilancio per finanziare infrastrutture strategiche.
No ai sussidi
L'apertura, tuttavia, non riguarderebbe gli aiuti generalizzati o i sussidi. Bruxelles intende favorire investimenti strutturali, mantenendo invece una linea prudente sulle misure di sostegno diretto ai consumi energetici. La richiesta italiana verrebbe quindi accolta solo parzialmente.
Le risorse disponibili
Nelle ultime settimane era stata valutata anche la possibilità di una nuova linea di credito dedicata all'energia. Al momento, però, non è chiaro se questa opzione verrà effettivamente confermata o no. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva ricordato che nei programmi comunitari sono già disponibili circa 300 miliardi di euro per investimenti energetici, dei quali 95 miliardi non risultano ancora utilizzati. Gran parte delle somme proviene dai prestiti del Recovery Fund, dai fondi di Coesione e dal Modernisation Fund, quest'ultimo non accessibile all'Italia.
Il richiamo Ue
Il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis ha ricordato che le misure contro il caro energia dovrebbero essere "temporanee e mirate". Secondo Bruxelles, infatti, l'aumento dei prezzi rappresenta uno shock dell'offerta e non può essere affrontato semplicemente stimolando la domanda, senza considerare la sostenibilità dei conti pubblici.
Accordo sui rimpatri
Parallelamente, l'Unione europea ha raggiunto un'intesa politica sul nuovo regolamento dedicato ai rimpatri dei migranti irregolari. Il testo introduce obblighi più severi per le persone prive del diritto di soggiorno, imponendo la collaborazione con le autorità e l'obbligo di lasciare il territorio comunitario. Tra le novità più significative c'è la possibilità di creare centri di rimpatrio in Paesi terzi. Le strutture potranno ospitare migranti destinatari di un ordine di espulsione mentre vengono organizzati il ritorno nel Paese d'origine o il trasferimento verso un altro Stato terzo.
Ordine europeo
Il regolamento introduce inoltre l'Ordine europeo di rimpatrio, denominato ERO, con l'obiettivo di facilitare il riconoscimento delle decisioni adottate dagli altri Stati membri. In una prima fase il riconoscimento reciproco resterà comunque volontario. Sono previste anche procedure più rigide nei confronti delle persone considerate una minaccia per la sicurezza pubblica.
La presidente del Parlamento europeo
"Una politica efficace in materia di migrazione e asilo deve essere accompagnata da una politica di rimpatrio credibile. L'accordo di stasera sul nuovo Regolamento sui Rimpatri - che integra il Patto su Migrazione e Asilo - renderà il rimpatrio dei migranti privi di diritto di soggiorno nell'UE più rapido e più coerente in tutta Europa. Grazie ai relatori e a tutto il team del Parlamento europeo per aver raggiunto questo accordo con il Consiglio e la presidenza cipriota". Lo scrive sui social la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
