la riunione di aprile

Tassi di interesse, la Bce li lascia fermi al 2%

Evidenziati rischi per l'inflazione e crescita più debole

30 Apr 2026 - 15:18
 © Sito ufficiale

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La Bce mantiene, come atteso, i tassi d'interesse fermi. Il tasso sui depositi resta così al 2% che aveva raggiunto nel giugno 2025, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. 

"I rischi al rialzo per l'inflazione e i rischi al ribasso per la crescita si sono intensificati. Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine": così si legge nel comunicato di politica monetaria. 

"Il conflitto in Medioriente ha causato un brusco incremento delle quotazioni energetiche, sospingendo al rialzo l'inflazione e gravando sul clima di fiducia", scrivono i banchieri centrali, sottolineando che "le implicazioni della guerra per l'inflazione a medio termine e l'attività economica dipenderanno dall'intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell'energia nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto". Secondo la Bce: "Più a lungo continuerà la guerra e più a lungo i prezzi dell'energia resteranno elevati, maggiore sarà il probabile impatto sulle misure più ampie dell'inflazione e sull'economia".


 

Il commento di Lagarde

"Per definire l'orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione". "In particolare, prosegue l'istituzione bancaria, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell'inflazione di fondo e dell'intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi".

  "Siamo impegnati a stabilire la politica monetaria per assicurare che l'inflazione si stabilizzi al nostro obiettivo del 2% nel medio termine": queste le parole della presidente della Bce, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. 

Le prospettive economiche, con gli sviluppi della guerra all'Iran, sono "molto incerte" e "le catene di fornitura si stanno ritrovando sotto pressione", ha aggiunto, ricordando che "i rischi restano al ribasso" per la crescita. Le misure di bilancio dei governi per far fronte allo shock energetico devono essere "temporanee, mirate e su misura".

Nell'area euro "il rialzo dei prezzi dell'energia terrà l'inflazione ben sopra il 2% sul breve termine" e più si prolungherà il conflitto in Iran e Medioriente, "più diventa probabile che l'impatto" dei rincari "si intensifichi". Per questo alla Bce "monitoreremo attentamente la portata e la durata dello shock e come si trasferisce alle aspettative sui prezzi e all'economia nel suo complesso", ha aggiunto. Al tempo stesso, lo shock energetico implica un aumento dei rischi di indebolimento per l'economia, ha spiegato.

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