Prima di partire

I dilemmi della valigia: quanta biancheria serve davvero in viaggio?

Un curioso sondaggio indaga sulle abitudini dei vacanzieri in merito all’igiene personale e al numero dei ricambi da portare con sé nel bagaglio

05 Feb 2026 - 06:00
 © Istockphoto

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Preparare la valigia per la partenza è una delle attività meno amate dai viaggiatori: forse è peggio solo l’onere di disfarla quando si torna a casa. La necessità di ridurre gli indumenti al minimo indispensabile è ormai legge, date le crescenti restrizioni alle dimensioni dei bagagli applicate dalle compagnie aeree. Ecco allora la domanda cruciale: quanti cambi di biancheria, a cominciare dagli slip, occorre portare con sé? Meglio abbondare nelle quantità o rischiare di doverle lavare nel lavandino dell’hotel a metà viaggio? E che fare con la propria beauty routine: ci si adatta alla destinazione o non si transige sulla propria consuetudine?

LA REGOLA DEL CAMBIO QUOTIDIANO – A fare luce sulle abitudini dei viaggiatori italiani in materia di bagagli e di igiene personale in vacanza, anche a confronto con quelle degli stranieri, è un curioso sondaggio condotto da eDreams, che ha indagato su alcuni aspetti anche molto personali, come il calcolo del numero di ricambi di biancheria da mettere in valigia, il tempo dedicato alla beauty routine, fino al temutissimo momento di disfare il bagaglio e avviare al lavaggio i capi indossati durante la vacanza. L’indagine ha coinvolto 9000 intervistati in sette diversi Paesi, tra cui l’Italia, regalando una prospettiva multiculturale che racconta come i viaggiatori intendono l’igiene personale prima, durante e dopo le proprie vacanze. Il primo dato mostra che gli italiani restano sostanzialmente fedeli alla regola di avere un cambio quotidiano, o anche di più, di biancheria: un’opinione condivisa dal 44% degli intervistati, che preferisce “abbondare” ed essere preparato a ogni situazione. A seguire, per il 42% un cambio al giorno fa il suo dovere ed è sufficiente; il 10% (con una prevalenza di donne), invece, sceglie di salvare spazio in valigia portando meno di un cambio al giorno e lavando la biancheria quando la scorta termina. Quest’ultima scelta non è molto condivisa tra i viaggiatori del Belpaese, i quali non sono immuni agli imprevisti: la metà (50%), infatti, afferma di non lavare mai a mano, o di farlo raramente, i propri vestiti in vacanza, ma c’è anche un 26% che sostiene di farlo qualche volta. C’è anche una quota del 24% che ammette di ritrovarsi abbastanza spesso a lavare i propri vestiti nel lavandino dell’hotel. Sono soprattutto i giovani tra i 25 e i 34 anni (59%) e le donne (52%) a prediligere una valigia a prova di imprevisti, mentre tra over 65 (57%) e uomini (47%) prevale la praticità di un cambio al giorno.

LA BEAUTY ROUTINE IN VIAGGIO - La maggioranza (38%) degli intervistati dichiara di mantenere le proprie abitudini in fatto di igiene personale e bellezza in viaggio come a casa propria. Tra chi, invece, racconta di vivere la preparazione mattutina e serale in maniera differente, il 30% dichiara di adattarsi a seconda del luogo in cui si trova, mentre il 19% tende a semplificare gli step per risparmiare tempo. Le donne sono le più disposte ad adattare la propria beauty routine in vacanza a seconda della destinazione, insieme alle generazioni più giovani, dalla Gen Z alla fascia 35-44 anni (34%).

AL RITORNO – Disfare i bagagli al ritorno è un’attività antipatica, ma indispensabile. Tra i viaggiatori italiani la tendenza più diffusa è quella di disfare i bagagli al più presto: il 45% però prima di affrontare l’ingrato compito si concede una doccia rigenerante, per affrontare l’operazione di smistamento dei contenuti della valigia con più chiarezza mentale. Per il 14% dei viaggiatori, invece, il bagaglio non varca nemmeno la soglia di casa e viene disfatto addirittura nel garage, con i capi che finiscono in lavatrice per direttissima. C’è anche un l’11% che preferisce affrontare la questione con lo stomaco pieno, dopo essersi gratificato con una pizza, senza neppure cambiare gli abiti del viaggio prima di aver soddisfatto il palato. Non manca neppure chi la prende con calma: il 13% degli intervistati, ammette di abbandonare la valigia in un angolo, accanto alla porta d’ingresso, e di rimandare l’operazione per almeno 3-5 giorni lavorativi, necessari a trovare le forze per svuotarla.

LE SCELTE DEGLI STRANIERI – Allargando lo sguardo oltre i confini nazionali, si registrano variazioni a seconda delle culture e dei Paesi. Riguardo la quantità di biancheria intima da portare con sé, statunitensi (64%) e portoghesi (59%) prevedono di solito una scorta più abbondante di biancheria, con più di un cambio al giorno. I maggiori sostenitori della filosofia “uno al giorno” sono i francesi a pari merito con i nostri connazionali, ma sono anche i più propensi a salvare spazio in valigia a costo di affrontare un bucato estemporaneo. Per quanto riguarda la beauty routine quotidiana completa, i più attaccati alla loro abitudine sono i tedeschi e gli statunitensi. I cittadini a stelle e strisce sono anche i più pigri nell’affrontare gli oneri del ritorno: e nello smontaggio dei bagagli.