L'analisi dell'Osservatorio Gapmed

Sanità, record previsto per il 2028: oltre 200 pazienti per ogni medico

Stimata anche la crescita del numero di professionisti: +50,5% di medici attivi nel 2040

25 Feb 2026 - 07:05
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Il 2028 segnerà il record di pazienti per medico, con una media stimata di 217 assistiti per singolo professionista. E questo, a fronte di una crescita costante che porterà nel 2040 un aumento del +50,5% nel numero dei medici attivi rispetto al 2025. A stimarlo è l’analisi Pletora Medica dell’osservatorio Gapmed, provider internazionale di servizi e soluzioni tecnologiche per il settore healthcare, che ha analizzato il numero complessivo dei medici attivi tra pubblico e privato in Italia oggi e nei prossimi 15 anni.

Non ci sarebbe, secondo l'osservatorio, quel surplus strutturale paventato da alcune previsioni, secondo le quali dal 2028 in poi il sistema sanitario italiano rischia di trovarsi con migliaia di medici in eccesso (fino a 60mila in cerca di occupazione entro il 2032) destinati a confluire nella sanità privata se non assorbiti dal Servizio Sanitario Nazionale. I dati di Gapmed sembrano raccontare uno scenario differente, ma va precisato - spiega l'osservatorio - che l'aumento del numero dei professionisti non garantisce automaticamente la copertura delle aree critiche o delle specialità con minori sbocchi professionali: per questo, è necessario optare per una programmazione mirata.

Gapmed, carico sanitario pesato per fascia d'età

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Secondo l'analisi dell'osservatorio, c'è un altro grande cambiamento in corso nell'ambito del personale sanitario. L'età media dei medici, infatti, dovrebbe abbassarsi in media di circa 15 anni: se oggi la metà dei dottori italiani ha più di 46 anni, entro il 2036 il 50% dei camici bianchi avrà età compresa tra i 25 e i 35 anni. Quanto alle sempre più diffuse fughe all’estero, i numeri di Gapmed mostrano un certo ottimismo: è appena lo 0,14% dei medici italiani a scegliere di lavorare fuori dai confini nazionali. Resta aperta, di contro, la questione dell’attrattività dell’Italia per le professioni sanitarie, soprattutto alla luce di un costo del lavoro che continua a essere non competitivo rispetto a Paesi con stipendi ben più alti, come Stati Uniti, Canada o Regno Unito. Al contrario, vengono in Italia soprattutto professionisti originari di Paesi dove i salari sono meno competitivi, come Romania, Bulgaria e Spagna.

L'analisi di Gapmed mette in luce anche l'importanza di un miglioramento degli strumenti tecnologici a disposizione della sanità: intelligenza artificiale, strumenti diagnostici avanzati e piattaforme digitali per la gestione del personale potrebbero aumentare significativamente la produttività dei medici, liberandoli da attività a basso valore aggiunto. "Nei prossimi 15 anni l’impatto della tecnologia sarà decisivo sulla produttività clinica. Se, l’innovazione mantenesse le promesse, per esempio triplicando la capacità operativa di un medico grazie ad automazione, supporto decisionale e ottimizzazione organizzativa, 500mila medici potrebbero equivalere a oltre 1,5 milioni di professionisti", ha affermato Giacomo Baldi, medico anestesista e fondatore di Gapmed. "La vera sfida, dunque, non riguarda solo quanti medici avremo in futuro ma quanto la tecnologia sarà in grado di trasformare concretamente il modo in cui lavorano".