I dati

L'ultimo Rapporto Caritas: "Mai assistite così tante famiglie" | Sempre più lavoratori poveri

Nel 2025 oltre 5 milioni di interventi in Italia. "Accompagnate oltre 280mila persone, crescita del +1,7% rispetto al 2024"

16 Giu 2026 - 12:50
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Sempre più famiglie in difficoltà e lavoratori poveri. Il dato emerge dal Rapporto "La povertà in Italia secondo i dati della Rete Caritas" diffuso in queste ore.  "Nel 2025 la rete Caritas in Italia ha accompagnato 282.539 persone, numero che corrisponde ad altrettanti nuclei familiari poiché l'intervento mira sempre a rispondere ai bisogni dell'intero nucleo. Si tratta del valore più elevato mai registrato. Rispetto al 2024 si segnala una crescita del +1,7%". I dati provengono da 3.520 servizi informatizzati distribuiti in 206 diocesi italiane (pari al 94,5% del totale), presenti in tutte le 16 regioni ecclesiastiche d'Italia e corrispondenti a circa la metà dei servizi Caritas, fa sapere la Caritas.

Rapporto Caritas sulla povertà: "Mai assistite così tante famiglie"

 "Le famiglie con figli continuano a rappresentare il nucleo principale della domanda di aiuto: il 52% delle persone seguite convive infatti con figli minori" spiega il Report statistico elaborato da Caritas italiana secondo cui la povertà tende sempre più a perdere il carattere dell'eccezionalità e della temporaneità, assumendo i contorni di "strutturale normalità". 

Quasi cinque milioni di interventi

  Gli interventi della rete Caritas nel 2025 sono stati quasi 5 milioni (4 milioni 831mila 931). In particolare, oltre 3,6 milioni di interventi hanno riguardato beni e servizi come cibo e vestiario, oltre 430mila gli interventi relativi all'alloggio ovvero accoglienza a breve o a lungo termine. Oltre 76mila gli interventi relativi alla sanità e quasi 300mila quelli relativi all'ascolto.

Anziani sempre più poveri

 Tra le tendenze più significative emerge l'aumento della componente anziana. In dieci anni il numero degli over 65 incontrati dalla rete Caritas è cresciuto del 191%, a fronte di una crescita complessiva dell'utenza pari al 48%. È un dato che richiama l'attenzione su un intreccio sempre più stretto tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento delle reti familiari e isolamento sociale.

Accanto all'invecchiamento cresce infatti anche la solitudine. Le persone sole sono passate, nello stesso arco temporale, da un'incidenza del 23,8% al 32,9%. Le traiettorie di vita sono spesso attraversate da eventi critici, quali lutti, separazioni o altre forme di rottura biografica, che possono compromettere la disponibilità di risorse economiche, relazionali e sociali. In questa prospettiva, la povertà si mostra sempre di più come progressivo assottigliarsi dei legami, delle relazioni di prossimità e delle possibilità concrete di essere accompagnati nei momenti di maggiore difficoltà.

Aumentano i lavoratori poveri

 Il Report evidenzia inoltre il rafforzarsi dei bisogni sanitari (+69%), compresi quelli di natura psicologica, e la presenza sempre più rilevante dei lavoratori poveri, condizione che assume particolare rilievo nelle fasce centrali di età.

Sempre più evidente il fenomeno del lavoro povero

  "Sul fronte occupazionale - si legge nel testo - emerge con forza il fenomeno del lavoro povero. Se quasi la metà degli assistiti risulta disoccupata (47,3%), il 24% dispone di un'occupazione che non garantisce risorse sufficienti per vivere dignitosamente; quest'ultima condizione assume particolare rilievo nelle fasce centrali dell'età lavorativa, raggiungendo il 31,7% tra i 35-44enni e il 31% tra i 45-54enni. Dieci anni fa gli occupati rappresentavano appena il 13,3% degli assistiti".

Oltre 24mila le persone "senza casa"

  "Resta molto forte - si legge ancora nel Report della Caritas - anche il tema abitativo, non soltanto nella forma più estrema della mancanza di una dimora (sono state oltre 24mila le persone "senza casa" e "senza tetto" incontrate), ma anche nelle crescenti difficoltà legate alla gestione della casa: affitti, utenze, spese ordinarie, condizioni abitative precarie o inadeguate. L'abitare continua così a rappresentare uno degli snodi più delicati della povertà in Italia, perché incide sulla stabilità delle famiglie, sulla salute, sui percorsi educativi e sulla possibilità stessa di progettare il futuro".

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