L'analisi di Withub e Isnec

Assegno di inclusione, in due anni assistite 2,2 milioni di persone: 685 euro l'importo medio | Clicca le mappe interattive

Pubblicati i dati Inps: la Campania guida la classifica con 196mila nuclei solo nel 2025, a Palermo l'assegno più alto

14 Feb 2026 - 07:00

I beneficiari dell'Adi

In due anni l'Assegno di Inclusione ha raggiunto 936mila nuclei familiari, coinvolgendo complessivamente 2,2 milioni di persone. I dati Inps aggiornati a dicembre 2025, pubblicati il 3 febbraio e analizzati da Withub con Isnec, restituiscono dimensioni rilevanti e delineano con sempre maggiore chiarezza l'architettura del nuovo sistema di contrasto alla povertà che ha sostituito il Reddito e la Pensione di Cittadinanza.

L'Assegno di Inclusione è la misura introdotta dal governo Meloni per sostituire il Reddito di Cittadinanza. A differenza del precedente sussidio universale, l'Adi si concentra sui nuclei familiari con presenza di minori, persone con disabilità, over 60 o situazioni di svantaggio grave. L'obiettivo è garantire un sostegno economico alle fasce più fragili della popolazione, accompagnandolo con percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Entrato in vigore a gennaio 2024, l'Assegno di Inclusione segna un cambio di paradigma nelle politiche sociali. Come ha sottolineato Maria Vittoria Tonelli, consigliera di amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, non si tratta più soltanto di un trasferimento monetario, ma di una misura che affianca al sostegno economico una logica di responsabilizzazione e inclusione sociale.

Nel dicembre 2025 i nuclei beneficiari sono stati quasi 647mila, con un assegno medio pari a 697 euro. Se si guarda all'intero 2025, si contano 822 nuclei toccati dall'aiuto statale, per un totale di 1,9 milioni di individui, con un importo medio di 755 eruo. All'interno di questa platea emergono con particolare evidenza le situazioni di maggiore fragilità: famiglie con minori, persone con disabilità, over 60 e nuclei con elevati carichi di cura. Elementi che confermano la vocazione sociale dell'Assegno di Inclusione, orientato alla tutela dei soggetti più vulnerabili.

 Dalla sua introduzione a dicembre 2025, l'importo medio mensile dell'Assegno di Inclusione si è attestato intorno ai 685 euro, con nuclei familiari composti mediamente da 2,4 componenti. La platea è caratterizzata da una forte presenza di famiglie con minori, persone con disabilità, ultrasessantenni e nuclei con elevati carichi di cura. Questa composizione conferma che la misura è riuscita a intercettare le fasce più vulnerabili della popolazione, quelle per cui il sostegno economico si accompagna spesso a bisogni di assistenza e inclusione sociale.

L'Adi nelle province

Il 2025 è stato soprattutto l'anno dei correttivi. La legge di Bilancio ha ampliato la platea dei beneficiari innalzando le soglie Isee e di reddito familiare, oltre a prevedere il riconoscimento automatico del coefficiente legato ai carichi di cura. A queste modifiche si è aggiunta la misura straordinaria introdotta dal decreto-legge 92/2025, che ha previsto un contributo aggiuntivo fino a 500 euro per i nuclei che hanno rinnovato il beneficio dopo le prime 18 mensilità. "Questi interventi si sono riflessi anche sull'andamento degli importi erogati", ha spiegato Tonelli. In alcuni mesi del 2025 si sono registrati picchi significativi: ad aprile l'importo medio ha raggiunto circa i mille euro, per effetto del pagamento degli arretrati, mentre ad agosto si è attestato intorno ai 925 euro, trainato dal contributo straordinario riconosciuto ai nuclei entrati nella misura sin da gennaio 2024.


 Secondo l'analisi di Isnec e Withub sui dati Inps, la distribuzione territoriale evidenzia forti differenze. Le province con il maggior numero di nuclei beneficiari sono Napoli (101.796 famiglie), Palermo (43.916) e Roma (36.467), seguite da Catania, Caserta e Salerno. Milano si colloca al decimo posto, con 15.634 nuclei percettori.

L'Adi nelle regioni

All'estremo opposto della graduatoria si trovano Gorizia, Sondrio, Aosta, Belluno e Bolzano, dove il numero complessivo delle persone assistite si ferma in media a circa 668 unità. Una geografia che riflette da un lato le diverse incidenze della povertà sul territorio nazionale, dall'altro la diversa capacità dei servizi locali di intercettare i bisogni.
La distribuzione regionale conferma la forte concentrazione dell'Assegno di Inclusione nel Mezzogiorno. Nei due anni di operatività della misura (gennaio 2024 - dicembre 2025), le regioni del Sud e delle Isole hanno totalizzato 629.910 nuclei beneficiari, pari al 67% del totale nazionale, coinvolgendo 1,6 milioni di persone con un importo medio mensile di 707 euro.

L'Adi negli importi medi

La Campania si conferma di gran lunga la regione con il maggior numero di nuclei assistiti: 220.559 famiglie che hanno coinvolto quasi 600mila persone, con un importo medio di 739 euro. Seguono la Sicilia con 187.323 nuclei (494mila persone) e la Puglia con 91.090 nuclei (218mila persone). Al quarto posto il Lazio con 82.143 nuclei. Al Centro Italia si contano 125.311 nuclei beneficiari (261mila persone) con un importo medio di 650 euro, mentre al Nord i nuclei sono 180.454 (359mila persone) con un importo medio di 624 euro, il più basso delle tre macroaree.

Tra le regioni settentrionali, la Lombardia guida con 62.582 nuclei, seguita dal Piemonte con 45.404. Gli importi medi più elevati si registrano in Campania (739 euro), Sicilia (716 euro) e Puglia (688 euro), mentre i più contenuti sono in Trentino-Alto Adige (535 euro), Friuli-Venezia Giulia (564 euro) e Valle d'Aosta (562 euro).


 Anche sul fronte degli importi medi mensili emergono differenze marcate tra le province italiane. Palermo registra il valore più elevato, pari a circa 780 euro, mentre Trento presenta l'importo medio più contenuto, attorno ai 511 euro. Queste differenze dipendono dalla composizione dei nuclei familiari (numero di componenti, presenza di minori o disabili) e dalle diverse situazioni reddituali di partenza. Numeri che confermano la centralità dell'Assegno di Inclusione come principale strumento di sostegno alle fragilità economiche nel nuovo welfare italiano post Reddito di Cittadinanza.