la mappa interattiva

Maccastorna è il Comune più ricco d'Italia, ma Milano resta la vera capitale dei redditi

Un paese con appena 76 contribuenti nel Lodigiano schizza in cima alla classifica con 72.157 euro di reddito medio. La mappa reale dei redditi 2024 sui dati Mef racconta però un'altra storia

25 Apr 2026 - 17:26

Con buona pace del bauscia doc, il milanese che nel cliché si sente un gradino sopra tutti e non ha paura di ostentare, quest'anno il Comune più ricco d'Italia non è Milano ma Maccastorna, centro con appena 76 contribuenti in provincia di Lodi, praticamente un condominio. Il reddito medio lì è di oltre 72mila euro, con un balzo del +195,8% in un anno solo. Merito probabilmente del trasferimento qui di uno o pochi contribuenti ad alto reddito, gonfiando una media che in un Comune così piccolo basta una firma per stravolgere. Un fenomeno già visto in passato con Lajatico, in Toscana, finita ai vertici della classifica nazionale per le stesse ragioni, davanti a Portofino. Detto questo, i bauscia possono dormire sonni tranquilli. Il capoluogo lombardo resta la vera capitale dei redditi italiani.

I 10 comuni più ricchi d'Italia

1 di 1
© Withub

© Withub

© Withub

È quanto emerge dall'analisi di Excellera, realtà italiana di consulenza nei corporate affairs, sui nuovi dati diffusi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze nell'ambito del Barometro Excellera, l'osservatorio permanente sulle dinamiche socioeconomiche del Paese. Il Comune di Milano si conferma in testa tra i capoluoghi di provincia con 40.316 euro di reddito complessivo medio, segnando una crescita del 3,3% rispetto all'anno precedente. Dietro di lei, Monza si piazza al secondo posto con 35.628 euro (+3,5%), seguita da Bergamo a 34.263 euro (+2,5%). Più staccate le grandi città: Bologna si attesta a 32.302 euro (+4,2%), Roma a 31.423 euro (+3,8%) e Napoli a 24.388 euro (+3,5%).  

Come mostra la mappa interattiva realizzata da Withub e Isnec, se si considera invece i territori dell'intera provincia le prime posizioni sono occupate ancora da Milano (ma un reddito più basso di quello comunale, che si attesta sopra i 33mila euro), Bologna e Monza-Brianza. Le ultime tre sono Crotone (17.481 euro), Vibo Valentia (17.672 euro) e Ragusa (17.770 euro).

Anche a livello sub-comunale, il primato è tutto milanese. Il podio dei quartieri con i redditi più elevati è occupato da CityLife, Duomo-Brera e Sant'Ambrogio. Sul versante opposto, la zona con i redditi più bassi resta quella identificata dal CAP 90122, a Palermo.

Nord-Sud: la frattura che non si cuce

  Il dato più strutturale riguarda la persistente spaccatura geografica del Paese. La Lombardia si conferma la regione con il reddito complessivo medio più alto: 29.421 euro, +3,7%. Seguono Trentino-Alto Adige (27.978 euro, +3,9%) ed Emilia-Romagna (27.434 euro, +3,7%). In fondo alla classifica regionale, nonostante valori in crescita, si trovano Calabria (18.474 euro, +4,6%), Molise (19.889 euro, +4,6%) e Puglia (19.936 euro, +4,8%).

Una buona notizia: i redditi crescono più dell'inflazione

  Nel 2024, per la prima volta da anni, la crescita dei redditi ha superato l'inflazione. Il reddito complessivo pro capite in Italia è salito a 25.125 euro, con un incremento del 4,1% rispetto al 2023. Con un'inflazione attestata all'1,1%, i redditi reali sono cresciuti in misura apprezzabile: un risultato che non si vedeva da tempo. In una prospettiva più lunga, nei quindici anni compresi tra il 2009 e il 2024, il reddito medio imponibile pro capite è cresciuto di quasi un terzo. Un percorso segnato da shock pesanti (la crisi del 2008, la pandemia, i conflitti geopolitici) ma che nel post-Covid ha ritrovato slancio, con il 2024 che segna finalmente una corrispondenza concreta nel potere d'acquisto reale.

La distribuzione: ancora troppi sotto i 15mila euro

 La fotografia della distribuzione dei redditi restituisce ancora un Paese diviso non solo geograficamente ma anche socialmente. Nel 2024, solo il 6% dei contribuenti ha dichiarato più di 55mila euro. Più di uno su tre, il 33,2%, si è fermato sotto i 15mila euro: una quota in miglioramento rispetto al 35,2% del 2023, ma ancora molto elevata. Un segnale incoraggiante arriva dalla fascia intermedia tra i 26mila e i 55mila euro, che guadagna quasi tre punti percentuali, salendo dal 28,2% al 31,1%. Secondo Excellera, si tratta di un segnale strutturale che va oltre il semplice incremento della media: un possibile indizio di un rafforzamento della classe media italiana, ancora fragile ma in movimento.

Ti potrebbe interessare

videovideo