Lavoro, quanto costa l'attesa? Un quarto delle aziende perde i candidati migliori per la selezione troppo lenta
Un fenomeno che comporta la perdita di talenti, ma anche un aumento del carico e un calo del morale per i dipendenti, come emerge dal report
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La lentezza nei processi di selezione sta diventando un costo nascosto per le imprese: secondo uno studio di Indeed, in collaborazione con YouGov, un quarto delle aziende italiane, il 26%, perde i candidati più qualificati a causa di tempi di risposta troppo lunghi, a vantaggio della concorrenza. Un fenomeno che comporta non solo la perdita di talenti, ma anche un aumento del carico di lavoro e un calo del morale per i dipendenti. È quanto emerge dal nuovo report "Smarter Hiring", basato su un'indagine su oltre 9.300 datori di lavoro e persone in cerca di un impiego in 12 Paesi, tra cui l’Italia.
I dati sul divario tra tempi di assunzione e aspettative
La ricerca evidenzia un divario profondo tra i tempi di assunzione delle aziende e le aspettative dei candidati. In particolare, il 41% dei professionisti si aspetta di ricevere una risposta entro 2-4 settimane dalla candidatura, mentre i dati mostrano che per quasi la metà delle aziende italiane, il 45%, il processo si prolunga oltre le 5 settimane. Un'attesa con conseguenze dirette e misurabili: il 22% dei candidati afferma che cercherà altre opportunità se non riceve una risposta entro due settimane.
Quando un'assunzione richiede troppo tempo, le ripercussioni per le aziende sono concrete: tra i maggiori impatti negativi, un aumento del carico di lavoro per i dipendenti (30%) e la perdita dei talenti che virano verso la concorrenza, per il 26% delle imprese. A cui si aggiunge un calo del morale del team, che incide sul 18% dei lavoratori.
Le cause del fenomeno
La causa principale di questi ritardi, secondo le aziende, consiste nella difficoltà a trovare candidati qualificati che corrispondano ai requisiti della posizione: una problematica indicata dal 18% dei datori di lavoro intervistati.
L'impatto si riflette anche sulla vita personale dei candidati: un processo di selezione lento ha costretto circa un quarto degli italiani alla ricerca di lavoro, il 26%, a ritardare decisioni personali importanti. Ma non solo: il 25% ha sviluppato una visione negativa dell'azienda e il 17% ha accettato, nel frattempo, un'offerta da un'altra azienda.
"Una sfida cruciale"
"I processi di selezione lenti rappresentano una sfida cruciale. Questa lentezza non solo erode la fiducia dei candidati, che la percepiscono come una mancanza di rispetto per il loro tempo, ma può incidere sulla reputazione aziendale e influire negativamente sul benessere dei team", spiega Gianluca Bonacchi, Talent Strategy Advisor di Indeed.
"Colmare questo divario è diventato una necessità competitiva: bisogna ripensare i processi e comunicare in modo chiaro con i candidati. L'efficienza nel recruiting - conclude - non è più un'opzione, bensì una necessità strategica fondamentale per assicurarsi i talenti migliori in un mercato così competitivo".
