LA SCUOLA NON ELEVA PIù?

L’ascensore sociale è bloccato: più è basso il livello d’istruzione dei genitori, più i figli rinunciano alla prospettiva dell’università

Il background culturale della famiglia condiziona fortemente la scelta della scuola superiore, spesso alimentando vecchi pregiudizi. Lo dimostra l’Osservatorio sull’Orientamento Scolastico realizzato dal portale Skuola.net

05 Feb 2026 - 13:05
 © Ansa

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Che l’ascensore sociale in Italia fosse bloccato da anni, lo sapevamo. Che anche la speranza di riscatto attraverso lo studio, in particolare tramite la formazione accademica, si stesse spegnendo forse non ce l’aspettavamo. Eppure è quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi, specialmente in un momento cruciale per la vita di ogni studente, quale è quello della scelta della scuola superiore: per come è organizzato il sistema scolastico italiano, non scegliere un liceo significa spesso precludersi la prosecuzione degli studi dopo il diploma.

In teoria, a guidare la decisione dovrebbero essere leF passioni, gli interessi e le attitudini degli studenti. Ed, effettivamente, è questa “l’illusione” di circa 4 giovani su 10. In pratica, però, a tenere il timone dell'orientamento è spesso qualcos'altro: il titolo di studio di mamma e papà. Ancora nel 2026, infatti, è quest’ultimo il vero filtro invisibile che spesso decide chi andrà al liceo e chi no, alimentando stereotipi duri a morire e condizionando non solo i prossimi cinque anni, ma l'intero percorso di vita degli studenti.

A evidenziarlo è l’annuale Osservatorio sull’Orientamento Scolastico realizzato dal portale Skuola.net, che ha coinvolto oltre 1.000 studenti di terza media alla vigilia dell’avvio delle iscrizioni, mostrando come il curriculum dei genitori possa condizionare in modo consistente scelte e ambizioni dei figli.

Il peso (reale) della famiglia sulla scelta

Partiamo dal principio: quanto contano davvero i consigli di mamma e papà? I figli dei laureati, pur dichiarandosi autonomi, riconoscono paradossalmente un'influenza familiare più forte: il 34% ammette che il peso dei genitori sulla scelta che stanno per compiere è "alto" o "massimo"; stiamo parlando di una quota di 10 punti percentuali superiore rispetto a quanto avvenga nelle famiglie con genitori meno istruiti.

Nelle famiglie meno istruite o con genitori diplomati sembra, invece, che i ragazzi si sentano psicologicamente più liberi (o forse più soli) nella decisione: il peso della famiglia, qui, è giudicato "basso" o "nullo" dal 45% dei figli di diplomati e dal 40% di quelli con genitori con al massimo la licenza media.

Due futuri diversi: il lusso del "lungo termine" contro l'urgenza del lavoro

Il divario culturale, partendo da queste premesse, scava però un solco profondo soprattutto nelle aspettative future. Chi viene da famiglie più istruite può permettersi di guardare lontano: il 29% dei ragazzi con genitori laureati tende a scegliere una scuola che "lasci più porte aperte", contro appena il 16% di chi ha genitori con licenza media.

All'estremo opposto, la necessità (o la cultura) del "tutto e subito" prevale nelle famiglie meno scolarizzate: ben il 20% dei figli di genitori con la terza media cerca un diploma che permetta di lavorare subito, contro un irrisorio 3% tra i figli dei laureati. Un rapporto di quasi uno a sette che racconta due modi opposti di progettare la vita: da una parte la realizzazione a lungo termine (spesso universitaria), dall'altra la sicurezza immediata.

Proprio la laurea, in particolare, viene percepita molto diversamente dai vari gruppi: prepararsi per approcciarsi al meglio al percorso accademico giusto è un obiettivo che orienta il 20% dei figli di laureati e solo l'11% di chi ha genitori con la terza media. Quota che però, curiosamente, sale al 25% fra coloro che hanno almeno un genitore diplomato.

Il liceo “è troppo”: il pregiudizio rimane (tra i genitori meno istruiti)

Più in generale, i numeri parlano chiaro: dove c’è un livello più alto di istruzione in casa, i pregiudizi legati al rendimento scolastico crollano. Se per il 67% dei ragazzi con almeno un genitore laureato e per il 73% dei figli di diplomati l'equazione "liceo=bravi, tecnico=meno bravi" è un concetto ormai superato, la percentuale crolla drammaticamente al 49% tra chi ha genitori con la sola licenza media.

Di contro, oltre 1 studente su 3 proveniente da famiglie poco scolarizzate è ancora convinto che "i voti alti portino al liceo e quelli bassi ai tecnici o professionali". Mentre tra i figli dei laureati questa convinzione è un po’ meno radicata (1 su 4 la pensa così) consentendo una visione meno stereotipata e guardando con maggiore consapevolezza e rispetto alle diverse opzioni formative, senza considerare i tecnici un "ripiego" né i licei un "obbligo".

Liceo: mito o realtà? Il paradosso della percezione

Quando però si passa a valutare la qualità intrinseca dei singoli percorsi, il quadro si fa più articolato. Sebbene, nel complesso, la maggioranza degli studenti - circa il 60% in tutti i gruppi sociali - riconosca che la qualità del percorso "dipende dalle singole scuole" e non dall'etichetta, è proprio chi ha i genitori laureati – storicamente i maggiori fruitori dei licei – a riconoscere di più (così per il 33%) il valore preparatorio di tali indirizzi, a prescindere. Al contrario, man mano che diminuisce la scolarizzazione dei genitori, aumenta lo scetticismo verso l'istituzione liceale: ritiene che alcuni licei siano "superati" solo il 9% dei figli di laureati, contro il 20% di chi ha genitori con la terza media.