Cos'è la violenza di genere? In arrivo il primo dizionario storico del fenomeno in Italia
Un lavoro collettivo di trenta ricercatrici e ricercatori che hanno ricostruito il fenomeno suddividendolo in 50 parole chiave perché "non è un'emergenza improvvisa né un fenomeno immutabile"
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La violenza di genere non è nata ai nostri tempi e occuparcene solo nelle emergenze o con campagne di sensibilizzazione non basta. Abbiamo accumulato secoli di violenza e ritrovarli riassunti in un "vocabolario" rende ancora più urgente la necessità di trovare nuove direzioni per contrastarla. Questo l'obiettivo del primo Dizionario storico della violenza di genere a cura di Simona Feci e Laura Schettini. E' frutto di un lavoro collettivo di trenta ricercatrici e ricercatori che hanno ricostruito il fenomeno suddividendolo in 50 parole chiave, organizzate in ordine alfabetico e analizzandone la storia con cura.
Un fenomeno radicato - Cinquanta temi che spaziano nei secoli: dall'ordine familiare all'autodifesa delle donne, dagli oggetti ai racconti dei media, dalle opere d'arte alla musica, dai soprusi individuali alle aggressioni di gruppo, dalle emozioni agli ordinamenti giuridici, dalle protagoniste dei miti ai nuovi femminismi. "Cinquanta voci che raccontano una storia che riguarda il nostro presente. Perché la violenza di genere non è un'emergenza improvvisa né un fenomeno immutabile: ha genealogie, linguaggi e pratiche che cambiano nel tempo, persistenze profonde e momenti di rottura; è stata legittimata e normalizzata, ma anche denunciata, combattuta e sovvertita", spiegano le curatrici del volume.
Era necessario un dizionario? - "Il testo valorizza la conoscenza storica della violenza di genere nel nostro paese per suggerire nuove direzioni di indagine. Inoltre restituisce a un pubblico ampio le chiavi di lettura e, quindi, di contrasto alla violenza che provengono da questi studi, scegliendo una formula larga, accessibile e partecipata - sottolineano Simona Feci e Laura Schettini - Nel linguaggio istituzionale e soprattutto della comunicazione si è molto insistito sulla dimensione emergenziale e individuale del fenomeno, di volta in volta interpretandolo come effetto del presente, come una manifestazione congiunturale del nostro tempo e della nostra modernità, oppure - al contrario - come l'estensione di una supposta atavica natura maschile, mossa da istinti di dominio, violenza e fame sessuale che, in determinate circostanze, fuoriuscirebbero anche nei soggetti e nelle popolazioni più 'civilizzate'. Anche per questo motivo, nonostante le iniziative e le campagne di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne si siano nel tempo decisamente intensificate, il fenomeno non ne sembra intaccato e, come testimoniano i dati e le indagini a cui pure si fa riferimento in quest'opera, si mantiene stabilmente allarmante, semmai esprimendosi in forme nuove, per esempio la 'violenza digitale'".
Il 25 novembre una data simbolica - La prima parola del testo è dedicata alla storia dell'imminente ricorrenza del 25 novembre, data simbolica della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. "Nel luglio 1981 - spiegano - durante il primo incontro femminista latino-americano e dei Caraibi tenutosi a Bogotà, oltre duecento donne da diversi paesi individuano questa data. La decisione è legata all'assassinio delle sorelle 'las mariposas' Mirabal, Patria, Minerva e María Teresa avvenuto il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana durante la dittatura di Rafael L. Trujillo".
