Giornata mondiale senza tabacco 2026: cala il fumo, ma la nicotina conquista sempre più giovani
Nel giorno dedicato alla lotta contro il tabagismo emergono dati che raccontano un cambiamento profondo: meno sigarette tradizionali ma diffusione di ecig
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La sigaretta tradizionale perde terreno, ma la nicotina continua a guadagnare spazio. È il paradosso che emerge nella Giornata Mondiale senza Tabacco del 31 maggio, promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Dietro il calo dei fumatori si nasconde una realtà più complessa: sigarette elettroniche, dispositivi a tabacco riscaldato e bustine di nicotina stanno cambiando il volto della dipendenza, attirando soprattutto adolescenti e giovani adulti.
L'allarme dell'OMS: "Smascherare l'attrattiva"
Il tema scelto quest'anno dall'OMS, "Unmasking the appeal - countering nicotine and tobacco addiction", punta il dito contro le strategie di marketing dell'industria del tabacco e della nicotina. Packaging colorati, aromi fruttati, campagne sui social media e prodotti dal design accattivante rendono la nicotina sempre più appetibile agli occhi dei ragazzi. L'obiettivo della campagna è chiaro: smontare l'immagine innocua dei nuovi prodotti e riportare l'attenzione sui rischi della dipendenza, spesso sottovalutati perché associati a dispositivi percepiti come meno dannosi rispetto alle sigarette tradizionali.
Giovanissimi nel mirino
I dati presentati dall'Istituto Superiore di Sanità in occasione del XXVIII Congresso Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale delineano uno scenario preoccupante. Oltre 850 mila ragazzi tra i 14 e i 17 anni hanno utilizzato almeno un prodotto contenente nicotina nell'ultimo mese. A questi si aggiungono circa 93mila preadolescenti tra gli 11 e i 13 anni. Se il consumo di sigarette convenzionali è in lieve diminuzione, crescono invece l'uso quotidiano di prodotti alternativi e il cosiddetto "policonsumo", ovvero l'utilizzo contemporaneo di più dispositivi contenenti nicotina. Tra i consumatori più giovani, più della metà combina diversi prodotti, aumentando così il rischio di sviluppare una dipendenza precoce.
La sigaretta elettronica è il prodotto più diffuso tra gli studenti, seguita dai dispositivi a tabacco riscaldato, che per la prima volta superano le sigarette tradizionali. Tre ragazzi su quattro dichiarano di aver iniziato il proprio percorso con la nicotina proprio attraverso questi nuovi strumenti. Tra le novità che preoccupano gli esperti figurano le bustine di nicotina, piccoli sacchetti da utilizzare per via orale senza combustione. Quasi un adolescente su dieci tra i 14 e i 17 anni le ha già provate almeno una volta. Il fenomeno è in costante crescita e non è privo di conseguenze. Oltre il 60% dei ragazzi che ne fa uso riferisce effetti indesiderati come nausea, vomito, vertigini, tachicardia o persino svenimenti, sintomi tipici di un'intossicazione da nicotina. Secondo gli specialisti, questi prodotti rappresentano sempre più spesso una porta d'ingresso alla dipendenza piuttosto che un'alternativa per allontanarsi dal fumo.
Fumatori in calo in Italia, nicotina in aumento
I dati Istat mostrano che nel 2025 i fumatori sono scesi al 18,6% della popolazione sopra gli 11 anni, pari a circa 10 milioni di persone, rispetto al 19,2% registrato nel 2024. L'abitudine al fumo resta più diffusa tra gli uomini (22,3%) rispetto alle donne (15,2%), ma il divario di genere si sta progressivamente riducendo. Le percentuali più elevate si registrano tra i giovani adulti: fuma il 22,9% dei 18-24enni e addirittura il 27,4% delle persone tra i 25 e i 34 anni. Parallelamente cresce, però, il consumo di prodotti alternativi. In appena quattro anni l'utilizzo di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato è quasi raddoppiato, passando dal 3,9% del 2021 al 7,4% del 2025. Il risultato è che il consumo complessivo di nicotina diminuisce molto meno rispetto a quanto suggerirebbe il calo delle sigarette tradizionali.
Tra gli adulti emerge una trasformazione silenziosa. Se il numero di fumatori di sigarette classiche continua a ridursi, soprattutto tra gli uomini, molti consumatori stanno semplicemente sostituendo un prodotto con un altro. Il fenomeno appare particolarmente evidente tra le donne e nella fascia tra i 18 e i 34 anni, dove il passaggio alle sigarette elettroniche e ai dispositivi a tabacco riscaldato mantiene elevata l'esposizione complessiva alla nicotina. Una tendenza che, secondo gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità, ha interrotto il progressivo calo dei consumi registrato negli anni precedenti all'arrivo dei nuovi dispositivi.
Gli over 65 e il ruolo della prevenzione
Anche tra gli ultrasessantacinquenni il tabagismo continua a rappresentare un problema rilevante. L'11% fuma ancora e il 27% è costituito da ex fumatori. Particolarmente significativo il dato relativo al rapporto con il sistema sanitario: soltanto sei fumatori anziani su dieci dichiarano di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di smettere. Una percentuale che resta sostanzialmente invariata da anni e che evidenzia la necessità di rafforzare la prevenzione e la formazione degli operatori sanitari.
Aiuto per smettere: più richieste, meno centri
Nel 2025 il Telefono Verde contro il Fumo ha ricevuto circa 3.600 richieste di supporto, confermando una forte domanda di aiuto da parte di chi desidera abbandonare la dipendenza. Sul territorio nazionale sono attivi 221 Centri Antifumo, strutture che offrono percorsi di disassuefazione e supporto psicologico e farmacologico. Tuttavia il loro numero continua a diminuire, mentre cresce l'interesse verso le terapie per smettere di fumare. Tra le novità più importanti figura la gratuità della citisina all'interno dei percorsi erogati dal Servizio sanitario nazionale, una misura che potrebbe favorire molti fumatori intenzionati a interrompere il consumo di tabacco e nicotina.
