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Dalla Fivet della Salis alla menopausa della Colombari: il corpo delle donne è ancora tabù?

La fecondazione assistita, la fine del ciclo e le riflessioni di Geppi Cucciari sulla vecchiaia riaprono il dibattito sui cliché che accompagnano le donne tra fertilità, lavoro e invecchiamento

13 Ott 2026 - 15:17
 © Tgcom24

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Da una parte Silvia Salis, che sceglie di raccontare pubblicamente il percorso di fecondazione assistita che ha portato alla nascita del figlio Eugenio. Dall'altra Martina Colombari, che affronta apertamente uno dei temi più rimossi dell'universo femminile, la menopausa. In mezzo, le riflessioni di Geppi Cucciari sul diverso modo in cui uomini e donne vengono guardati, raccontati e giudicati quando invecchiano. A prima vista sembrano vicende lontane. In realtà raccontano la stessa storia: quella di un corpo femminile che continua a essere accompagnato da aspettative, stereotipi e tabù in ogni fase dell'esistenza.

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Lo scontro con la realtà - Il racconto di Silvia Salis riporta al centro il tema della fertilità. La sindaca di Genova ha spiegato come il percorso verso la maternità sia stato più complesso del previsto, rompendo il silenzio su una condizione che coinvolge molte coppie ma che ancora oggi viene vissuta spesso nella sfera privata. All'estremo opposto si collocano invece le parole di Martina Colombari. L'ex Miss Italia ha definito la menopausa "un momento sgradevole per ogni donna", invitando però a viverla come una nuova fase della vita e non come una fine. Un tema che fa parte del ciclo naturale della vita di ogni donna ma che continua a essere raccontata poco. Quasi per vergogna.

Il paradosso della menopausa - Proprio la menopausa rappresenta uno dei grandi paradossi del dibattito pubblico contemporaneo. L'Organizzazione mondiale della sanità ricorda che si tratta di una fase naturale dell'invecchiamento biologico femminile che segna la fine degli anni riproduttivi e che, nella maggior parte dei casi, si manifesta tra i 45 e i 55 anni. La transizione menopausale può durare diversi anni e influenzare il benessere fisico, mentale, emotivo e sociale delle donne. Eppure, nonostante riguardi milioni di donne in tutto il mondo, la menopausa continua a essere una delle fasi meno riconosciute e meno supportate della salute femminile. L'Oms sottolinea che le lacune nella ricerca, nelle politiche sanitarie e nell'assistenza continuano a essere significative, mentre i sintomi possono incidere sulla qualità della vita e persino sul percorso professionale delle donne, contribuendo ad assenteismo, riduzione dei guadagni e uscita anticipata dal mercato del lavoro.

L'invecchiamento è "solo" femminile? - Tra fertilità e menopausa si inserisce poi il tema dell'età. È qui che si colloca la risposta diventata virale di Geppi Cucciari durante la presentazione del film Zustissia. Alla domanda di un giornalista se le attrici possano "scadere" invecchiando, ha replicato secca: "Invecchiare è un privilegio. Perché non l'hai fatta agli uomini questa domanda?" Quando il cronista ha osservato che sono le donne a soffrire ancora questo stereotipo, Cucciari ha corretto il tiro: "Non sono le donne, sono gli uomini che parlano delle donne in questo senso". Una battuta pungente che ribalta completamente il punto di vista: il problema non è che le donne invecchiano, entrano in menopausa o ricorrono alla procreazione medicalmente assistita. Il problema è che queste esperienze continuano a essere raccontate come eccezioni, limiti o difetti da giustificare.

Le donne, l'età e il lavoro - Se per gli uomini il passare degli anni è spesso associato all'autorevolezza e all'esperienza, per le donne continua a pesare l'obbligo implicito di restare giovani, attraenti e performanti. Temi che non riguardano soltanto la sfera personale ma hanno conseguenze concrete sul lavoro e sull'autonomia economica femminile. Secondo il rapporto Il lavoro delle donne tra ostacoli e opportunità, realizzato da Cnel e Istat, il tasso di occupazione femminile tra i 15 e i 64 anni è pari al 52,5%, contro il 70,4% degli uomini. Il divario sfiora i 18 punti percentuali. La maternità continua inoltre a rappresentare uno dei principali fattori di penalizzazione professionale. Il tasso di occupazione delle donne che vivono sole raggiunge il 69,3%, ma scende al 62,9% tra le madri sole e al 57,2% tra le donne che vivono in coppia con figli. Per i padri che vivono in coppia, invece, il tasso di occupazione arriva all'86,3%. Le differenze territoriali restano profonde. Nelle regioni del Nord e del Centro il tasso di occupazione delle madri supera o sfiora il 70%, mentre nel Mezzogiorno si attesta poco sopra il 40%. Quando i figli minori sono più di uno, nel Sud la quota di madri occupate si ferma al 42%. Numeri che spiegano perché la fertilità non sia una questione esclusivamente privata. Sempre più donne si trovano infatti a dover conciliare percorsi professionali, desiderio di maternità e tempi biologici. È qui che le testimonianze di Silvia Salis, Martina Colombari e le riflessioni di Geppi Cucciari si incontrano. La fecondazione assistita, la maternità, la menopausa e l'invecchiamento non sono questioni separate. Sono tappe diverse della stessa vicenda: il rapporto tra le donne e un corpo che la società continua a osservare, commentare e giudicare.

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