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Anelli di divorzio, il trend che cambia il modo di raccontare la separazione al femminile

Sempre più donne scelgono di segnare la fine di un matrimonio con un gioiello che racconta una nuova idea di separazione tra consapevolezza e identità ritrovata 

23 Gen 2026 - 07:00
 © Istockphoto

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Per decenni il divorzio è stato un evento da gestire a bassa voce, quasi da nascondere. Un passaggio imbarazzante, una ferita da non esibire. Oggi, invece, qualcosa si è incrinato e non è necessariamente un male. In Italia come all'estero, soprattutto nel mondo anglosassone, la separazione sta cambiando linguaggio, estetica e rituali. Non più solo perdita, ma trasformazione. E, in alcuni casi, persino celebrazione.

Il gioiello che racconta una rinascita

 Nascono così gli anelli di divorzio: gioielli pensati per segnare simbolicamente la fine di un'unione matrimoniale. Spesso prendono vita proprio da ciò che restava del matrimonio stesso. Fedi nuziali e anelli di fidanzamento vengono fusi, smontati, ripensati. L'oro cambia forma, le pietre trovano una nuova disposizione. Quello che un tempo parlava di noi diventa il simbolo di un io finalmente ridefinito. Non è un gesto di rabbia né di rivalsa. È un atto di passaggio. Un oggetto che segna un prima e un dopo, senza negare la storia precedente ma sottraendole il potere di definire il presente.

Perché proprio un anello

 I gioielli, da sempre, sono dispositivi narrativi. Raccontano traguardi, legami, appartenenze. Il matrimonio ha monopolizzato per secoli questo linguaggio: fidanzamenti, nozze, anniversari. Il divorzio, invece, ne era escluso, come se non meritasse un rito. L'anello di divorzio nasce per colmare questo vuoto simbolico. Per dare una forma visibile a una scelta intima e profonda. Per trasformare un oggetto carico di memoria in qualcosa che non faccia più male, ma parli di autonomia e consapevolezza.

Dal mondo anglosassone all'Italia: un trend che avanza

 A raccontare il fenomeno è stato anche "The Guardian", che lo ha inserito in una più ampia riflessione sul cambiamento culturale intorno al divorzio. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, gioiellerie specializzate propongono già collezioni dedicate, mentre designer indipendenti lavorano su commissione per creare pezzi unici legati alla storia personale di chi li indossa.

In Italia il fenomeno è più discreto, ma in crescita. Orafi artigiani e atelier di gioielli su misura raccontano di richieste sempre più frequenti da parte di donne che desiderano trasformare la fede anziché riporla in un cassetto. Non tanto per dimenticare, quanto per riappropriarsi del proprio racconto.

Non solo anelli: il divorzio come rito di passaggio

 L'anello è solo una delle manifestazioni di un cambiamento più ampio. Sempre più donne scelgono di segnare la fine del matrimonio con gesti simbolici: feste di divorzio con amici, viaggi in solitaria, cambiamenti radicali nella casa o nello stile personale. Talvolta compaiono tatuaggi legati all'idea di rinascita o metamorfosi. 

Una questione soprattutto femminile

 Non è un caso che il fenomeno riguardi soprattutto le donne. Storicamente, il matrimonio ha avuto per loro un peso sociale e identitario più marcato. Metterne fine significava spesso perdere status, sicurezza, riconoscimento. Rivendicare il diritto di celebrare un divorzio significa anche riscrivere questa eredità. Affermare che l'identità femminile non coincide con una relazione e che la fine di un matrimonio non annulla il valore di chi lo ha vissuto.

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