Dalla festa al delirio, l’allarme italiano per la Monkey Dust: la droga che cresce nell'ombra
L'Mdphp, una potente sostanza sintetica della famiglia dei catinoni, è comparsa anche nel festino finito con l’omicidio e lo smembramento di un 39enne a Torino. Allucinazioni, paranoia, aggressività, delirio: cosa sappiamo della "polvere di scimmia" e perché sta diventando un nuovo allarme
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La Monkey Dust e, più precisamente l'Mdphp, è finita dentro una dei fatti di cronaca più inquietanti delle ultime settimane: il caso di Fabio Colapietro, il 39enne ucciso e fatto a pezzi dopo un festino iniziato il 20 settembre in un appartamento di Torino. Secondo quanto riferito agli inquirenti da uno degli indagati, per giorni nel gruppo sarebbero state consumate diverse sostanze: crack, Lsd, funghi allucinogeni, cannabis, alcol e Mdphp. Ora è compito degli investigatori stabilire con precisione che cosa sia accaduto e quale ruolo abbiano avuto le singole sostanze. Ma il caso riporta l'attenzione su una droga sintetica relativamente poco conosciuta dal grande pubblico e già da tempo osservata dalle autorità sanitarie perché pericolosa per i suo effetti allucinogeni, e non solo: la cosiddetta "polvere di scimmia".
Ma che cos'è davvero la Monkey Dust? - Il primo equivoco da chiarire riguarda proprio il nome. Monkey Dust, detta anche "polvere di scimmia". non indica necessariamente una singola molecola. È un termine di strada utilizzato per prodotti che possono contenere diversi catinoni sintetici, in particolare Mdph, ma anche altre sostanze. Analisi condotte su campioni di prodotti venduti come monkey dust hanno infatti trovato anche α-PiHP e α-PHP, oltre a caffeina e, in alcuni casi, altre droghe. L'Mdphp, acronimo di methylenedioxy-α-pyrrolidinohexiophenone, appartiene alla famiglia dei catinoni sintetici, sostanze prodotte in laboratorio che imitano gli effetti di stimolanti come cocaina, anfetamine o Mdma.Sono droghe relativamente recenti nel mercato illegale. I catinoni sintetici hanno iniziato a diffondersi in Europa soprattutto dagli anni Duemila, mentre il mercato clandestino ha continuato a modificare formule e molecole per produrre nuove sostanze psicoattive.
Una droga che accelera il cervello - L'Mdphp è uno stimolante del sistema nervoso centrale. Il problema è che non produce semplicemente euforia o maggiore energia. Nei casi di intossicazione descritti dalla letteratura medica sono comparsi tachicardia, pressione molto alta, dolore toracico, agitazione, paranoia, allucinazioni, confusione, delirio e comportamento aggressivo. Sono stati osservati anche convulsioni, coma, ipertermia e rabdomiolisi, cioè una grave distruzione del tessuto muscolare che può danneggiare i reni. Il cervello può quindi passare rapidamente dalla stimolazione all'alterazione profonda della percezione e del comportamento. Ed è proprio questo uno degli aspetti più insidiosi: non esiste una reazione unica e prevedibile. Il prodotto acquistato sul mercato nero può avere concentrazioni diverse e può contenere altre sostanze. Il rischio aumenta ulteriormente quando viene assunto insieme ad altri stimolanti, alcol o droghe allucinogene. Nel caso di Torino, secondo quanto emerso finora, non si trattava infatti di Mdphp assunto isolatamente, ma di un vero e proprio cocktail di sostanze protratto per giorni.
Paranoia, allucinazioni, aggressività - Gli effetti psichiatrici sono tra quelli che più hanno attirato l'attenzione degli specialisti. In una casistica italiana di 45 casi di intossicazione da Mdph raccolti tra il 2010 e il 2023, l'agitazione era presente nell'89,1% dei casi; comportamenti paranoidi nel 32,6%, allucinazioni uditive o visive nel 28,3%, aggressività nel 21,7% e confusione nel 17,4%. In alcuni pazienti sono comparsi anche delirio e comportamento violento. Sono numeri che spiegano perché la sostanza venga considerata particolarmente problematica sul piano comportamentale. Ma non significano che chi assume questa sostanza diventi automaticamente violento: la violenza non è un effetto inevitabile della droga e nel caso torinese la dinamica dell'omicidio è ancora oggetto di indagine.
L'allarme italiano - La questione non è soltanto torinese. Uno studio pubblicato sul Journal of Analytical Toxicology ha evidenziato una crescita della presenza dell'Mdphp nel mercato italiano delle nuove sostanze psicoattive. Secondo i dati del Sistema nazionale di allerta precoce, i sequestri sono aumentati tra il 2021 e il 2024. Le intossicazioni associate alla sostanza hanno raggiunto nel 2023 il picco di 47 casi, considerando sia l'Mdphp assunto da solo sia quello rilevato insieme ad altre droghe; nel 2024 si è registrato un lieve calo. Lo studio segnala inoltre due decessi associati all'Mdphp in Italia. È un fenomeno che va letto nel contesto più ampio delle nuove sostanze psicoattive, un mercato estremamente mutevole nel quale compaiono continuamente molecole diverse. Nel 2024 i catinoni sintetici risultavano la seconda classe più rappresentata tra le nuove sostanze psicoattive. In Europa i sequestri di catinoni sintetici sono aumentati in modo consistente negli ultimi anni.
Perché è così difficile intercettarla? C'è anche un problema pratico: queste sostanze possono sfuggire ai normali test rapidi. L'Mdphp richiede infatti tecniche analitiche avanzate per essere identificato con certezza. In uno studio condotto su 17 casi di intossicazione osservati a Firenze tra il 2022 e il 2023, la sostanza è stata individuata attraverso analisi tossicologiche specifiche. In molti pazienti era presente insieme ad altre droghe, rendendo ancora più difficile distinguere gli effetti della singola molecola. È la caratteristica tipica di un mercato clandestino che corre più velocemente dei controlli: nuove molecole, nomi di strada, prodotti di composizione incerta e consumatori che spesso non sanno esattamente che cosa stanno assumendo.
Non è una “droga da festa” come le altre - Il nome curioso, il formato in polvere e la possibilità che venga venduta insieme ad altre sostanze possono farla sembrare una delle tante droghe da party. Ma non è così. L'Mdphp può coinvolgere contemporaneamente cervello, cuore, respirazione e muscoli, con quadri che in alcuni casi richiedono terapia intensiva. E l'incertezza sulla composizione della sostanza acquistata sul mercato illegale aggiunge un ulteriore livello di rischio. A Torino, per ora, la cronaca racconta di un cocktail di droghe, giorni di consumo, alcol, alterazioni psichiche e una dinamica omicida che dovrà essere ricostruita dagli investigatori. Ma l'Mdphp porta con sé un dato già documentato: non è una droga innocua né una semplice variante delle sostanze da discoteca. È uno stimolante sintetico ad alto rischio, inserito in un mercato delle nuove droghe che in Italia sta mostrando segnali di crescita.
