La confessione

Chi è Alex, il figlio segreto di Pippo Baudo: "Molti lo sapevano tranne me, lo scoprii a 31 anni"

Il figlio del noto conduttore ha parlato per la prima volta al Corriere della Sera della scoperta della verità e di com'è cambiato il rapporto con il genitore nel corso degli anni

06 Ott 2026 - 12:59
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Per 31 anni Alex Baudo ha creduto che Tullio Formosa fosse suo padre. Poi, nell'estate del 1993, una rivelazione improvvisa ha cambiato completamente la sua vita: l'uomo che lo aveva cresciuto non era il suo padre biologico e a metterlo al mondo era stato Pippo Baudo. Una verità che Alessandro, detto Alex, musicista e cantante, ha deciso di raccontare nel libro Papà, un amico di famiglia, ripercorrendo la scoperta della sua paternità, il rapporto con i genitori e gli anni difficili che seguirono. È quanto ha spiegato in un'intervista al Corriere della Sera.

La scoperta della paternità a 31 anni

 Alex aveva appena compiuto 31 anni, era diventato da poco padre di Sean e il suo ultimo disco aveva ottenuto successo, quando il fratello Riccardo gli rivelò il segreto. In quella stessa sera scoprì anche che diverse persone erano già a conoscenza della sua vera origine. La prima reazione fu di incredulità, seguita dallo sconcerto e dalla rabbia. "Quella famiglia che io avevo sempre considerato la cornice e la guida della mia vita si andava dissolvendo per lasciare il posto a qualcosa di vago. Ma come, mi dicevo, mio padre è davvero quell’uomo alto e gentile che frequentava casa nostra quando eravamo piccoli?"

Pippo Baudo frequentava da sempre la famiglia

 Pippo, infatti, era una presenza familiare già durante l'infanzia di Alex. Quando la famiglia viveva a Roma, il conduttore partecipava occasionalmente ai pranzi e alle cene. Tullio Formosa era un importante dirigente, mentre Mirella Adinolfi, madre di Alex, era abituata a ospitare in casa diversi personaggi del mondo dello spettacolo.

In un periodo di difficoltà nel matrimonio tra Tullio e Mirella, quest'ultima e Pippo si innamorarono. "Sono cose che ho ricostruito dopo, in questi ultimi anni che sono stati molto difficili anche se belli perché con papà Pippo, poco per volta, abbiamo ricucito un rapporto molto bello", ha raccontato Alex Baudo.

"Ho scritto il libro perché ora sono pronto"

 La decisione di raccontare tutto è arrivata soltanto adesso. Nel suo libro Alex spiega di sentirsi finalmente pronto a mettere insieme i diversi pezzi della propria storia familiare, restituendo a Pippo ciò che ha ricevuto e ricomponendo i legami affettivi che hanno segnato la sua vita. "Solo oggi capisco che tutto quello che è accaduto è stato fatto per amore".

Secondo Alex, anche il silenzio mantenuto per tanti anni sulle sue origini va letto alla luce dell'epoca: "Mirella e Pippo si innamorarono negli Anni Sessanta, quando non solo la legge sul divorzio non era ancora in vigore, ma l’adulterio era un reato. Una donna che aspettava un figlio fuori dal matrimonio sarebbe stata segnata per sempre".

Perché Pippo Baudo non lo riconobbe alla nascita

 Anche se il matrimonio tra Tullio e Mirella era di fatto in una situazione di separazione e i due conoscevano le rispettive relazioni, nella famiglia si sarebbe scelto di non affrontare apertamente la questione. Quando Mirella rimase incinta, Pippo non poté riconoscere ufficialmente il figlio.

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Per Alex, se le leggi dell'epoca lo avessero consentito, Baudo lo avrebbe probabilmente riconosciuto. Oggi ne è convinto soprattutto per una ragione: quello tra Pippo e Mirella, racconta, fu un amore autentico. "Quello tra Pippo e mia madre è stato un grande amore, un amore vero. Me lo ha detto lui stesso, una sera, commuovendosi fino alle lacrime", ha spiegato.

Da bambino si sentiva diverso dai fratelli

 Alex racconta di aver percepito già durante l'infanzia una certa distanza rispetto agli altri componenti della famiglia. "Ricordo che più di una volta, da bambino, ho chiesto alla mamma se fossi stato adottato. Lei ha sempre negato, però io mi sentivo “diverso” dai miei fratelli Francesco e Riccardo". I fratelli Francesco e Riccardo gli apparivano più sobri e rigorosi, mentre lui si considerava un artista. Seguendo inizialmente le orme di Riccardo, iniziò a dedicarsi alla musica e in seguito diventò cantante, perché sentiva che il palcoscenico fosse il suo ambiente naturale.

Le lezioni di pianoforte con Pippo Baudo

 Il legame con Baudo emerge anche dai ricordi legati alla casa romana. Alex racconta che, secondo quanto gli è stato riferito, da bambino tendeva a stare molto vicino a Pippo quando quest'ultimo improvvisava qualche spettacolo, quasi volesse attirare la sua attenzione. Quella abitazione era frequentata da numerosi nomi dello spettacolo: "Gianni Boncompagni veniva a cena, Renzo Arbore aveva regalato un clarinetto a papà e si esibivano fino a tardi. Paoli e Vanoni erano di casa".

Con Pippo, però, il rapporto sembrava avere qualcosa di diverso. Alex ricorda che, vedendolo esibirsi in un numero musicale, Baudo avrebbe detto che quel ragazzo era destinato a una carriera simile alla sua. Fu inoltre Pippo a insegnargli a suonare il pianoforte. "Fu lui a guidare le mie dita quando imparai il tema di Un uomo, una donna di Lelouch, uscito da poco".

Tullio lo accolse come un figlio

 Quando il rapporto tra Mirella e Tullio si ricompose, Pippo si allontanò dalla famiglia. Alex sottolinea però il ruolo avuto dai suoi genitori in quel periodo: "Tullio mi ha accolto proprio come il suo terzo figlio, anzi forse viziandomi un po’ di più rispetto agli altri. E Mirella mi ha protetto da ogni pettegolezzo inutile". Nel frattempo la famiglia cambiò più volte Paese, trasferendosi prima in Canada e poi in Australia, mentre Pippo diventava sempre più distante.

La carriera musicale e la nuova famiglia

 In Australia la carriera di Alex come cantante iniziò a svilupparsi. Arrivarono anche una relazione sentimentale e poi la nascita del figlio Sean. Sembrava che finalmente avesse trovato un equilibrio personale e professionale. Tutto cambiò nuovamente nell'estate del 1993, quando scoprì la verità sulle proprie origini. Dopo una prima fase di chiusura, Alex decise di contattare Pippo. Baudo gli rispose con tranquillità, invitandolo a raggiungerlo a Roma.

L'arrivo a Roma e l'assalto dei giornalisti

 Alex partì da Melbourne senza sapere che, nel frattempo, un parente aveva fatto arrivare la notizia alla stampa. Al suo arrivo in Italia trovò centinaia di giornalisti e paparazzi ad attenderlo. Da quel momento iniziò quello che definisce il periodo più difficile della sua vita. Sui giornali comparvero ricostruzioni che, secondo il suo racconto, non corrispondevano alla verità. Alex fu accusato di essere un "millantatore" e un "impostore" e gli venne attribuita l'intenzione di presentarsi come figlio di un personaggio ricco e famoso per interesse. "Non capisco perché questa persona, che oggi non c’è più, lo abbia fatto. So per certo che non ha preso un soldo per aver diffuso la notizia", ha ammesso.

"La burocrazia mi è costata la carriera"

 Mentre la vicenda diventava pubblica, Alex e Pippo iniziarono lentamente a costruire il loro nuovo rapporto. Si incontrarono, parlarono e Baudo decise di avviare le procedure necessarie per il riconoscimento della paternità. Per Alex fu però una lunga battaglia burocratica, che secondo il suo racconto ebbe conseguenze negative anche sulla carriera. "Prima del riconoscimento da parte di Baudo doveva avvenire il disconoscimento da parte di Formosa. E io facevo la spola tra l’Australia e l’Italia per i vari passaggi burocratici. Carte da firmare, prelievi di sangue, udienze".

La morte di Tullio e il momento più difficile

 La situazione precipitò ulteriormente quando Tullio morì. Alex si ritrovò senza l'uomo che lo aveva cresciuto, ma ancora senza il riconoscimento ufficiale del suo padre biologico. Nel frattempo anche il suo matrimonio era entrato in crisi e suo figlio era lontano. In quel periodo arrivò a chiedersi quale fosse realmente la sua identità e mise anche a rischio la propria salute: "Una sera esagerai con le pillole per dormire, per poco non finii in coma".

Un anno fa la scomparsa di Pippo Baudo, l'album della sua carriera

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Il Dna e le parole di Baudo: "Sono papà"

 La svolta arrivò con la conferma ufficiale della paternità attraverso il test del Dna e con il successivo riconoscimento. Alex ricorda in particolare la prima volta in cui Pippo gli telefonò dicendogli semplicemente: "Ciao, sono papà". Un momento che, racconta, lo portò quasi alle lacrime. Da allora il rapporto tra i due si è consolidato, fino a trasformare una scoperta arrivata in età adulta in un vero rapporto tra padre e figlio. La nuova famiglia ha portato ad Alex anche un altro legame importante, quello con Tiziana Baudo. "Per me è più che una sorella: ci sentiamo varie volte al giorno. Un affetto profondo perché nato da adulti e quindi una scelta

L'eredita di Baudo

  Quando Pippo Baudo è morto, Alex si trovava in Australia. Era appena atterrato quando ha ricevuto la telefonata che gli comunicava la notizia. Ha quindi deciso di tornare immediatamente indietro, prendendo il primo volo disponibile per raggiungere Militello in tempo per l'ultimo saluto al padre. Anche sulle disposizioni testamentarie Alex mantiene un atteggiamento rispettoso. L'eredità è stata divisa in parti uguali tra lui, Tiziana e la segretaria di Baudo, Dina Minna. "È stata una decisione di papà e la rispetto", ha affermato.

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