Dopo Mike Bongiorno, la città dei fiori valuta un nuovo tributo e l'avvocato Assumma: "Il Comune superi le sue remore"
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C'è una voce che a Sanremo sembra non essersi mai spenta. È quella di Pippo Baudo, il volto che più di ogni altro ha accompagnato il Festival della Canzone Italiana. La città che per decenni lo ha visto protagonista è pronta a trasformare quel ricordo in pietra e bronzo: una statua, come già avvenuto per Mike Bongiorno, per rendere omaggio a un'icona della televisione italiana. L'ipotesi di una statua dedicata a Pippo Baudo prende forma a poche settimane dalla 76ª edizione del Festival. A parlarne è il sindaco di Sanremo, Alessandro Mager, che conferma la volontà dell'amministrazione di ricordarlo con un monumento, sul modello della statua di Mike Bongiorno che si trova in via Escoffier, a pochi passi dal Teatro Ariston.
"Pippo Baudo è stato un personaggio estremamente importante per la crescita del Festival - spiega il sindaco di Sanremo, Alessandro Mage - e vorremmo ricordarlo volentieri con una statua". Una volontà chiara, accompagnata però da prudenza: secondo il primo cittadino, per procedere sarebbe necessaria una condivisione sull'utilizzo dell’immagine del conduttore, anche alla luce della complessa vicenda legata alla sua successione. Il sindaco ha già avviato contatti con la figlia e con la storica segretaria e collaboratrice di Baudo.
La questione ereditaria, ancora oggetto di dibattito pubblico e legale dopo la scomparsa di Baudo il 16 agosto 2025 a 89 anni, ha spinto il Comune a muoversi con cautela. Il timore è che un'iniziativa nata come omaggio possa trasformarsi in motivo di contrasto, distogliendo l’attenzione dal valore simbolico del tributo.
A chiarire il quadro giuridico interviene l'avvocato Giorgio Assumma, esperto di diritto d'autore ed ex presidente della Siae, oltre che amico personale del conduttore. Secondo Assumma, per realizzare una statua di Pippo Baudo non è richiesto alcun consenso degli eredi. "Si tratta di un personaggio pubblico - spiega - entrato nella storia sociale della collettività. Il dubbio del Comune è privo di fondamento giuridico".
Assumma richiama gli articoli 96 e 97 della legge sul diritto d'autore, che vietano in generale la riproduzione dell'immagine di una persona senza consenso, ma prevedono eccezioni precise. Tra queste, il caso di figure pubbliche che hanno acquisito rilievo storico, culturale o artistico. "Non vi è dubbio - sottolinea l'avvocato - che Pippo Baudo sia un'icona emblematica di un lungo periodo della nostra storia televisiva".