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26/5/2006

Gea, indagato Davide Lippi

Con lui De Mita, Calleri e Cellini

Davide Lippi, Giuseppe De Mita, Riccardo Calleri e Tommaso Cellini sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sulla Gea. L'ipotesi di reato nei loro confronti č associazione a delinquere finalizzata a illecita concorrenza tramite minacce e violenza. I loro nomi vanno ad aggiungersi a quelli di Luciano e Alessandro Moggi, Chiara Geronzi e Franco Zavaglia.

Prosegue senza sosta l'inchiesta della Procura di Roma sulla Gea, la societā di procuratori nata nel 2001 dalla fusione della General Athletic (fondata da Andrea Cragnotti e Francesca Tanzi) con la Football Management di Alessandro Moggi e Franco Zavaglia. Oltre a Moggi senior e junior, Chiara Geronzi e Franco Zavaglia, ora sul registro degli indagati finiscono anche i nomi di Davide Lippi, figlio del c.t. azzurro, Giuseppe De Mita, figlio dell'ex segretario della DC Ciriaco, Riccardo Calleri, figlio dell'ex presidente di Lazio e Torino e socio fondatore della societā, e Tommaso Cellini, ex responsabile del marketing Lazio, quando presidente era Sergio Cragnotti. Il reato di "associazione per delinquere finalizzata ad illecita concorrenza con minacce e violenza", ipotizzato dai pm Palamara e Palaia, č stato esteso anche ai primi quattro indagati, in seguito all'esame del carteggio ricevuto da parte dei magistrati napoletani.

A destare scalpore, tra i quattro i nomi dei quattro indagati, č soprattutto quello di Lippi jr, dopo le tante voci rincorsesi nelle scorse settimane e che lo stesso tecnico viareggino č stato chiamato a chiarire in Procura. Secondo elementi emersi da intercettazioni e testimonianze, infatti, Davide Lippi, nella sua attivitā di procuratore, si sarebbe fatto forza della posizione del padre, promettendo ai giocatori, in caso di passaggio alla Gea, un occhio di riguardo da parte del c.t. al momento delle convocazioni in azzurro. "Marcello Lippi č dotato di anticorpi di personalitā e serenitā per superare certe situazioni comunque non augurabili - ha commentato a proposito il capo delegazione degli azzurri, Giancarlo Abete - Per quanto riguarda la Nazionale, questa notizia non determinerā alcun cambiamento e lo stesso penso che varrā dal punto di vista della Federazione".