Sul tappeto rosso dell'83esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, tra abiti scenografici e pose studiate delle grandi star, a colpire più di ogni altra cosa il secondo giorno del festival è stata la naturalezza di un gesto semplice: mostrarsi per come si è davvero. Natalia Paragoni ha sfilato sul red carpet con il capo scoperto, mostrando i capelli rasati senza quindi nascondere il difficile percorso che sta affrontando da mesi.
Il red carpet a testa scoperta di Natalia Paragoni
L'influencer, alle prese con le terapie per il linfoma di Hodgkin diagnosticato quando era all'ottavo mese di gravidanza, ha attraversato il red carpet indossando un completo nero dalla linea scolpita, arricchito da un'applicazione floreale luminosa, senza alcun accessorio a coprire gli effetti delle cure.
Una scelta coerente con il modo in cui, sui social, ha deciso di raccontare la propria malattia fin dall'inizio, senza filtri né reticenze. La presenza al Lido ha rappresentato per lei anche un piccolo ritorno alla normalità, tra impegni professionali e la quotidianità che, nonostante tutto, prova a portare avanti.
La critica social e la dura risposta di Elena Santarelli
Non sono mancate, però, le polemiche: sotto uno dei post dedicati all'apparizione veneziana, un'utente ha accusato Natalia Paragoni di voler spettacolarizzare la propria condizione, criticando duramente la scelta stilistica. A intervenire in sua difesa è stata Elena Santarelli, da sempre particolarmente sensibile al tema, avendo affrontato in prima persona il percorso oncologico del figlio Giacomo.
"Fossi una tua amica, dopo aver letto quello che hai scritto, me ne guarderei bene dal parlare ancora con te", ha replicato la showgirl, chiedendo apertamente all'autrice del commento fin dove possa spingersi certa cattiveria digitata dietro uno schermo. Parole accolte con grande favore dagli utenti, che hanno voluto stringersi attorno a Natalia in questo momento delicato, trasformando quella che poteva restare una polemica social in un'occasione per ribadire quanto certi commenti, dietro l'apparente leggerezza di una tastiera, possano in realtà ferire profondamente.
