Addio a John Irvin, regista di film come "Codice Magnum" e "Hamburger Hill"
Dal cinema documentario alla televisione, dall'action hollywoodiano ai film indipendenti, ha attraversato generi diversi e lavorato con artisti come Arnold Schwarzenegger, Fred Astaire e Donald Sutherland
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È morto a 86 anni, John Irvin, regista britannico dalla carriera lunga oltre mezzo secolo. Dal cinema documentario alla televisione, dall'action hollywoodiano ai film indipendenti, ha attraversato generi e linguaggi diversi, lasciando il segno soprattutto con "I mastini della guerra", "Codice Magnum" e "Hamburger Hill". La notizia della scomparsa è stata confermata dalla produttrice Claire Evans al Guardian: Irvin si è spento l'11 agosto nella sua casa, circondato dalla famiglia.
Dalla London Film School ai documentari
John Irvin era nato il 7 maggio 1940 a Newcastle upon Tyne, nel nord-est dell'Inghilterra e si era formato alla London Film School. La sua carriera era cominciata negli anni Sessanta, inizialmente nel mondo del documentario e del cinema del reale, dopo le prime esperienze professionali legate alla lavorazione e al montaggio. Irvin rivolse presto la macchina da presa verso temi sociali e politici, realizzando anche documentari ambientati in contesti di guerra. Tra questi ci furono lavori legati all’Algeria e, soprattutto, al Vietnam, dove si recò durante il conflitto. Uno dei titoli più significativi di questa prima fase fu Mafia No! del 1967, dedicato alla figura dell’attivista siciliano Danilo Dolci e candidato a un premio della British Academy. La sensibilità maturata nel documentario sarebbe rimasta una delle caratteristiche della sua regia anche quando Irvin sarebbe passato alla fiction.
La televisione e il successo de La talpa
Negli anni Settanta Irvin si dedicò sempre più alla televisione, dirigendo film e serie per la BBC e lavorando con interpreti di primo piano, tra cui Anthony Hopkins ed Edward Fox. Fu però nel 1979 che arrivò il progetto destinato a cambiare la sua carriera: l'adattamento televisivo di Tinker Tailor Soldier Spy, tratto dal romanzo di John le Carré e conosciuto in Italia come La talpa.
La miniserie, con Alec Guinness nei panni di George Smiley, divenne un classico della televisione britannica. La regia di Irvin contribuì a costruire quell'atmosfera fatta di silenzi, sospetti, ambienti chiusi e tensione trattenuta che caratterizzava il mondo dello spionaggio raccontato da le Carré. La produzione ottenne importanti candidature, tra cui quelle ai BAFTA e agli Emmy, e Guinness conquistò un BAFTA per la sua interpretazione. Il successo internazionale della serie spalancò a Irvin le porte del cinema e, soprattutto, di Hollywood.
Da Christopher Walken ad Arnold Schwarzenegger
Il passaggio al grande schermo avvenne con I mastini della guerra (The Dogs of War), tratto dal romanzo di Frederick Forsyth e interpretato da Christopher Walken. Il film del 1980 raccontava un conflitto africano e un colpo di Stato attraverso lo sguardo di un gruppo di mercenari, mettendo a frutto la familiarità di Irvin con i temi militari e geopolitici. Nel 1981 arrivò Storie di fantasmi, horror che aveva nel cast anche Fred Astaire, impegnato in quella che sarebbe stata la sua ultima apparizione cinematografica.
Un esempio particolarmente significativo fu Tartaruga ti amerò (Turtle Diary, 1985), tratto dal romanzo di Russell Hoban e sceneggiato da Harold Pinter, con Glenda Jackson e Ben Kingsley. Un film lontano dall'action hollywoodiano che avrebbe caratterizzato una parte della sua filmografia e capace di mostrare il lato più intimista del regista. Nel 1986 Irvin lavorò invece con Arnold Schwarzenegger in Codice Magnum (Raw Deal), poliziesco d'azione che lo portò al centro della macchina produttiva hollywoodiana. Schwarzenegger avrebbe in seguito ricordato positivamente l'esperienza con il regista, attribuendogli un ruolo importante nella propria crescita come interprete.
Hamburger Hill, il ritorno alla guerra del Vietnam
Il film che più di ogni altro sintetizza il rapporto di Irvin con il cinema di guerra arrivò nel 1987: Hamburger Hill - Collina 937. La pellicola ricostruiva la sanguinosa battaglia combattuta dalle forze statunitensi in Vietnam per la conquista della collina 937. Irvin poteva affrontare quel materiale con una prospettiva particolare: anni prima aveva filmato il conflitto come documentarista. L'esperienza diretta contribuì a dare al film un'impronta aspra e fisica, lontana dall'idea spettacolare della guerra come semplice avventura d'azione. Hamburger Hill è rimasto uno dei titoli più ricordati della sua carriera ed è considerato tra i suoi lavori più importanti.
Gli anni Novanta tra action, thriller e cinema in costume
Irvin continuò a muoversi tra produzioni americane e britanniche. Nel 1989 diresse Vendetta trasversale (Next of Kin), con Patrick Swayze e Liam Neeson, mentre nei primi anni Novanta arrivarono Eminent Domain, con Donald Sutherland e Anne Archer, e Robin Hood - La leggenda, con Patrick Bergin e Uma Thurman. La sua filmografia di quel periodo mostra ancora una volta la notevole varietà delle sue scelte. A fianco dei thriller e dei film d'azione comparvero infatti opere come Tre vedove e un delitto (Widows' Peak), con Mia Farrow, Joan Plowright e Natasha Richardson, e A Month by the Lake, con Vanessa Redgrave ed Edward Fox.
Irvin non fu mai un autore facilmente riconducibile a un'unica etichetta. Il suo percorso comprendeva il cinema politico e documentario degli esordi, lo spionaggio televisivo, la guerra, l'action, il thriller, la commedia e il dramma sentimentale. A caratterizzare il suo lavoro era soprattutto la capacità di adattarsi a materiali e produzioni molto differenti.
Il cinema indipendente e gli ultimi film
Con il passare degli anni Irvin lavorò sempre più spesso nell'ambito delle produzioni indipendenti e internazionali. Tra i titoli della sua fase più tarda figurano Shiner (2000), con Michael Caine, Il quarto angelo (2001), interpretato da Jeremy Irons e Forest Whitaker, The Boys & Girl from County Clare (2003) e L'educazione fisica delle fanciulle (The Fine Art of Love: Mine Ha-Ha, 2005), con Jacqueline Bisset.
Mandela's Gun, l'ultimo capitolo
L'ultima regia di John Irvin fu Mandela's Gun, film del 2016 dedicato a un periodo poco raccontato della vita di Nelson Mandela: quello della formazione militare e dell'attività di guerrigliero nella lotta contro l'apartheid. Il progetto ebbe per Irvin un significato particolare. Sviluppato insieme alla produttrice Claire Evans, fu realizzato in diversi Paesi e nacque da un lungo lavoro di ricerca. Era un ritorno alle storie politiche e ai conflitti che avevano accompagnato il regista fin dagli esordi documentaristici.
