la cerimonia a Manhattan

Premi degli Sceneggiatori, vincono "Sinners" e "Una Battaglia Dopo l'Altra"

Non si ferma la competizione fra Ryan Coogler e Paul Thomas Anderson, registi dei due titoli big in corsa per gli Oscar

09 Mar 2026 - 18:18
 © Ansa

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Scende sempre di più il countdown ai Premi Oscar e nel mentre continua la gara fra i titoli cinematografici più promettenti. Durante la cerimonia a Manhattan dei Premi degli Sceneggiatori, (Writers Guild of America), Paul Thomas Anderson si è aggiudicato il riconoscimento della Writers Guild Association per il miglior adattamento con "Una Battaglia Dopo l'Altra"; complice Vineland, il romanzo di Thomas Pynchon. Trionfa nuovamente anche "Sinners" con Ryan Coogler che ha vinto per il miglior copione originale.

I premi alle serie TV

 Sul fronte della televisione è boom di statuette per "The Pitt", la serie con Noah Wyle alla guida di un pronto soccorso di Pittsburgh: migliore serie drammatica, serie per la prima volta in tv e miglior episodio drammatico, mentre "The Studio" di Seth Rogen ha vinto nella categoria delle serie comiche.

Il discorso di Stephen Colbert sul suo Late Show

 Premiato anche il comico della Cbs Stephen Colbert, il cui Late Show vedrà il tramonto a maggio per ordine della rete: la motivazione ufficiale è legata a ragioni finanziarie ma c'è chi sostiene invece c'entri l'acquisto di Paramount (e quindi Cbs) da parte di Skydance sostenuto dall'amministrazione Trump. Nel ricevere il Walter Bernstein Award, attribuito a un personaggio dello spettacolo che ha usato creatività e coraggio per affrontare l'ingiustizia sociale, Colbert ha paragonato l'attuale clima nel mondo dei comici della notte a quello della caccia alle streghe a Hollywood negli anni Sessanta tra cui lo stesso Bernstein fu vittima.

"Le liste nere non erano una legge, né un regolamento, né un ordine esecutivo. Erano il frutto un accordo volontario per negare lavoro ad artisti di sinistra nel timore che il governo potesse attaccare la società madre di questi artisti a causa del sindacato a cui appartenevano. Fu quella minaccia di possibili problemi a mettere fine a tante carriere", ha sentenziato.

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