La rivincita dei nerd

Usa, borse di studio da 15mila dollari per i gamer

L'Università della Silicon Valley pronta a supportare gli studenti che si sono dimostrati particolarmente validi "pad alla mano"

04 Ago 2026 - 07:00
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 © IGN

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Avete passato tutta l'infanzia e buona parte dell'adolescenza a sentirvi dire "studia invece di perdere tempo con quei videogiochi" per poi scoprire che le migliori università del mondo avrebbero apprezzato quelle abilità col joystick, affinate facendosi i calli sul livello del ponte di Crash Bandicoot. Non si tratta del sogno bagnato di qualche nerd ma della pura realtà: l’università della Silicon Valley (USV) ha infatti appena inaugurato una serie di borse di studio pensate apposta per i gamer: a venire valutati non saranno i voti presi tra i banchi quanto piuttosto la capacità di portare a casa quei trofei, raggiungibili solo da chi è in grado di "platinare" (come si dice in gergo) persino un titolo From Software.

Nessun "game over"

 "Hai padroneggiato mondi che la maggior parte dei giocatori non riesce mai a completare. Ora la tua perseveranza, la tua strategia e la tua capacità di pensare in modo sistemico possono farti guadagnare fino a 15.000 dollari all’anno alla University of Silicon Valley". Questa la call to action dell'ateneo, che chiama a raccolta chi con il pad in mano si è dimostrato capace di eccellente capacità di analisi e di ottimo problem solving. D'altra parte se hai sciorinato la perseveranza e l'impegno necessario a completare non una ma ben due volte Super Ghost & Ghouls (come voleva la Konami) sicuramente sei una persona capace di dedicarsi a ciò che ama.

It's in the game

  La borsa di studio Max Achievement incarna la missione di USV come università poliedrica, riconoscendo la maestria ovunque essa si manifesti", dice la sezione "Filosofia del Programma" del sito web ufficiale. Chi si è perso e ritrovato in uno qualsiasi dei moltissimi titoli open world sa benissimo che gli amici di USV hanno ragione nel porre l'accento su come "gli ambienti di gioco digitali coltivino le stesse competenze che guidano l’innovazione e la leadership". Lo slogan "se te lo sei guadagnato nel gioco, avrà un peso per il tuo futuro", scelto dall'ateneo, è affascinante e sembra ricordare un po' quell' "It's in the game" che era il tormentone di una grande software house come Electrionic Arts (o se preferite "EA").

Solo se ti evolvi a livello "Leggendario"

  Anche per raggiungere la borsa di studio bisogna passare attraverso diversi livelli di difficoltà, proprio come in un videogame. C'è il livello Maestro, che certifica cifre fino a 2.500 dollari a trimestre e che passa attraverso il dimostrare "risultati significativi che evidenziano competenze avanzate e perseveranza, in genere con un tasso di completamento globale compreso tra l’1% e il 5%". Un traguardo non facile, soprattutto se ci si cimenta con "giochi-mondo" alla Red Dead Redemption o con un qualunque tentativo di replicare un "Metroidvania". Ma non è nulla se paragonato al livello Leggendario, che garantisce addirittura 5.000 dollari a trimestre per tre trimestri all’anno. Per raggiungere un tale empireo sono richiesti stando al sito "risultati rarissimi che richiedono oltre 500 ore di padronanza continuativa di sistemi complessi e che hanno in genere con un tasso di completamento globale inferiore all’1%". Insomma, sostanzialmente bisogna essere arrivati al punto di avere dei pixel al posto delle pupille.

Invia cv e memory card

 A questo punto viene il dubbio su come certificare la propria abilità. Si dimostrano i trofei vinti mostrando gli screenshot dei propri traguardi? O i più "vintage" possono allegare alla propria domanda la memory card con i salvataggi delle prime Playstation?  Paradossalmente sì, o almeno l'università non pone limiti a qualsiasi dimostrazione di abilità nel gaming: "Gli studenti che hanno conseguito risultati straordinari non elencati ufficialmente possono presentare una Richiesta di Riconoscimento Personalizzato, includendo: una descrizione del gioco o dell’ambiente, i risultati specifici conseguiti, una prova per la verifica e una motivazione scritta che colleghi il risultato a obiettivi cognitivi o formativi come il pensiero sistemico, la perseveranza o le capacità di problem solving". 

Non tutti i giochi sono uguali

 Chiaramente USL appone una valutazione diversa anche in base alla difficoltà intrinseca del titolo. Finire quell'inferno dall'estetica adorabile che è Cuphead vale di più che finire il gioco dei Power Rangers per il primo Game Boy (ci potete riuscire in mezz'ora scarsa). Finire al 100% Dark Souls implica aver investito almeno 600 ore nell'impresa, sempre che siate capaci di resistere alla difficoltà punitiva del gioco. Senza lanciarci in quella selva pericolosissima rappresentata dai giochi di ruolo giapponesi, per gli amici JRPG, che ancora affollano le memorie di tutti quelli che provano a superare una certa morte in Final Fantasy. Si sta parlando di titoli che richiedono comunque sempre tanto tempo, insomma, ma non solo. Per riuscire in certe imprese videoludiche non si può infatti prescindere anche da una dose non comune di impegno e di strategia, capace di tornare utile in campo accademico. Questo almeno è ciò che credono alla University of Silicon Valley, che ha aperto il bando per le sue borse di studio "videoludiche" anche agli stranieri. Videogiocatori di tutto il mondo unitevi quindi, le "jour de gloire est arrive", con buona pace di tutte quelle mamme che ci chiedevano di spegnere la console perché era pronta la cena. 

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