Contrastare l'ansia che colpisce un numero crescente di adolescenti portando la natura tra i banchi, o meglio, gli studenti nei boschi. Questo è l'obiettivo del progetto promosso dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), il quale coinvolge scuole, ricercatori e professionisti del settore per valutare gli effetti della terapia forestale sul benessere psicologico dei giovani. L'iniziativa prevede attività educative e percorsi guidati in ambienti boschivi, dove il contatto diretto con la natura viene affiancato a un monitoraggio scientifico dei benefici sulla salute mentale. L'iniziativa si basa su studi scientifici che hanno evidenziato gli effetti positivi del tempo trascorso nei boschi sul benessere emotivo, aprendo nuove prospettive per la prevenzione del disagio giovanile.
Dal liceo al bosco
Lo studio, realizzato dall'Istituto per la bioeconomia del Cnr insieme al Liceo "Enrico Fermi" di Cecina e pubblicato sulla rivista Behavioral Sciences, ha coinvolto 54 studenti tra i 17 e i 18 anni. I ragazzi sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha proseguito le normali attività scolastiche, mentre l'altro ha preso parte a un percorso di terapia forestale nella Riserva naturale biogenetica dei Tomboli di Cecina. Tra marzo e aprile 2026 gli studenti hanno partecipato a quattro incontri settimanali di circa tre ore, alternando camminate lente e attività sensoriali dedicate all'ascolto dei suoni della natura, alla percezione degli aromi del bosco e all'osservazione consapevole dell'ambiente circostante.
I primi risultati dello studio
«Questo studio offre una base per sviluppare e valutare percorsi in natura per la promozione del benessere e la prevenzione del disagio giovanile», spiega la coautrice Federica Zabini, prima ricercatrice del Cnr-Ibe. I risultati hanno mostrato che gli studenti coinvolti nel percorso di terapia forestale hanno registrato livelli di ansia inferiori rispetto ai coetanei che hanno seguito le normali attività scolastiche, con effetti osservati fino a undici settimane dopo la conclusione del progetto. I ricercatori invitano tuttavia alla cautela: il campione limitato non consente ancora di attribuire con certezza gli effetti osservati alla terapia forestale. Per questo lo studio apre la strada a ricerche più ampie, coinvolgendo un maggior numero di scuole e studenti.
