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Telefonino o non telefonino. Un dilemma che da sempre attanaglia generazioni di genitori, specialmente le più moderne, e che testimonia come l'argomento sia particolarmente sentito oggi, nel pieno dell'era dei nativi digitali. A dirlo sono i numeri. Secondo l'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche (Inapp), solo un bambino su dieci, in seconda media, non possiede un cellulare personale. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di 4.750 bambini e ragazzi tra i 7 e i 14 anni, evidenzia un'accelerazione fortissima verso la digitalizzazione precoce nel passaggio cruciale tra la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado.
Lo spartiacque
Il cambio di scuola segna un vero spartiacque. La disponibilità dello smartphone tra i ragazzi passa dal 52,7% in quinta elementare all'87% già in prima media, raggiungendo il 90,7% in seconda media. In pratica solo un preadolescente su dieci non possiede un cellulare. A questa disponibilità corrisponde, comprensibilmente, un vero e proprio boom nell'accesso ai social media: l'iscrizione alle piattaforme social passa dal 31,5% al 74,8% tra la fine delle elementari e la seconda media. L'uso ad altissima frequenza - quotidiano o quasi, comunque pari a sette o più volte a settimana - schizza dal 20,4% a ben il 55,3% tra i ragazzi di 12 anni, senza rilevanti differenze di genere.
Il contraccolpo psicofisico
Questa sovraesposizione comporta inevitabili ricadute sul benessere psicofisico e familiare. In seconda media, un ragazzo su tre (32,5%) ammette di aver provato a ridurre l'uso di internet senza però riuscirci, e un quarto del campione (25%) riconosce che l'uso della rete gli crea problemi. Aumentano significativamente i conflitti in famiglia e con gli amici (segnalati dal 20,1% dei 12enni, con un picco di incremento tra le femmine che sale dal 10,4% della primaria al 19,8%) e il peggioramento dei voti scolastici (dichiarato dal 17,4% degli studenti di seconda media).
Il ruolo della famiglia
I dati emergono dal policy brief intitolato "Proteggere il benessere dei minori. Un'infrastruttura per il monitoraggio delle politiche" pubblicato sempre da Inapp e curato dai ricercatori Giovanna Giuliano, Cristina Lion, Antonello Scialdone e Paloma Vivaldi Vera. Oltre il 91% dei minori di tutte le età sente di ricevere cura e protezione all'interno del nucleo familiare. Tuttavia, nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado, si assiste a una sensibile flessione della qualità relazionale: la sensazione di essere ascoltati dai genitori cala significativamente, in particolare tra le ragazze, passando dal 79,3% della terza elementare al 73,6% della seconda media (a fronte del 74,3% dei ragazzi).
Rapporti incrinati
Parallelamente, crolla di 11 punti percentuali la percepita possibilità di condividere con la famiglia le decisioni che li riguardano direttamente, passando dal 78% in quinta elementare al 67,3% in seconda media per entrambi i generi. Anche la soddisfazione per il rapporto con gli amici subisce un declino progressivo e precoce: dall'83,3% complessivo registrato si scende al 75,1% al cambio di scuola, con picchi negativi marcati nel Nordest del Paese (-20,1 punti percentuali), a dimostrazione che il deterioramento sociale comincia prima dell'ingresso alle scuole medie.
Connessi, ma isolati
Un altro dato d'allarme riguarda infine l'isolamento emotivo. Il senso di solitudine rivela un divario di genere che si allarga con l'età: se in quinta elementare la quota di chi si sente sola "spesso, molto spesso o sempre" riguarda il 15% delle femmine e il 16% dei maschi, in seconda media la percentuale di ragazze che vive questa condizione di sofferenza emotiva impenna al 25% (1 su 4), contro il 16,5% dei coetanei maschi.
