Speciale Maturità 2026
DOPO LA PRIMA PROVA

Maturità 2026, il bilancio del toto-tracce: studenti "veggenti" sulla Repubblica, il ministero spiazza tutti sull'analisi del testo

Il confronto tra le previsioni di Skuola.net e la prima prova reale premia il fiuto dei maturandi sulla Costituzione, attesa dal 50% dei candidati. Snobbati, invece, i favoritissimi Verga, D'Annunzio e Pirandello

18 Giu 2026 - 11:19
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La campanella della prima prova è suonata, i plichi telematici sono stati aperti e il grande rito collettivo del "toto-tracce" è giunto al suo verdetto finale. Come ogni anno, è il momento di confrontare i pronostici della vigilia, elaborati dall'Osservatorio di Skuola.net sui desiderata dei maturandi, con le scelte effettive del ministero dell'Istruzione e del Merito. Il risultato per questa Maturità 2026 è un tabellone ricco di chiaroscuri: se da una parte la Generazione Z ha dimostrato un fiuto storico impeccabile, dall'altra è stata completamente "dribblata" dalle scelte letterarie e di attualità, confermando che il ministero sa ancora come sorprendere.

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La grande vittoria degli studenti: la Costituzione e la Repubblica

 Il vero trionfo dei maturandi si consuma nella Tipologia B (testo argomentativo). La traccia che ha per protagonista il discorso di insediamento alla Costituente di Giuseppe Saragat è l'esatta concretizzazione di quello che i ragazzi andavano dicendo da mesi.

L'anniversario degli 80 anni dal referendum istituzionale e dalla nascita della Repubblica italiana era infatti l'opzione in assoluto più gettonata tra le ricorrenze storiche. Secondo i dati di giugno dell'Osservatorio Skuola.net, ben il 50% dei candidati era convinto che questo tema avrebbe trovato spazio nel plico ministeriale. Un'intuizione perfetta, che dimostra come i grandi pilastri dell'Educazione Civica siano ormai entrati a far parte del radar fisiologico degli studenti.

Il "ribaltone" letterario: l'outsider Brancati e il Pavese a sorpresa

 Dove le scommesse sono saltate completamente è, come spesso accade, nell'Analisi del Testo (Tipologia A). Sin dall'inizio i maturandi si sono polarizzati sui "soliti noti". Per la prosa dell'Ottocento si aspettavano Giovanni Verga o Gabriele D'Annunzio, mentre per il Novecento dominava incontrastato Luigi Pirandello.

Il ministero ha invece sparigliato le carte innanzitutto con la sorpresa di Cesare Pavese nelle vesti di poeta, con il brano Passerò per Piazza di Spagna. Una doccia fredda per i ragazzi, che lo avevano relegato a un misero 8% delle preferenze, per di più immaginandolo come autore di prosa. Ancora peggio è andata con l'outsider Vitaliano Brancati: l'autore siciliano, proposto per la prosa con I piaceri, non era nemmeno contemplato nelle classifiche della vigilia.

Tuttavia, questa scelta dà incredibilmente ragione a quel 35% di studenti che, disillusi, aveva previsto esattamente questo scenario: "È quasi sicuro che uscirà un autore mai proposto negli ultimi 26 anni o sconosciuto ai più". Una profezia ampiamente avverata.

Attualità ed esistenza: l'introspezione batte la tecnologia

 Estremamente interessante è anche l'analisi della Tipologia C (i temi di attualità). La vigilia era stata dominata da due grandi angosce dei nostri tempi: il rapporto tra giovani e Intelligenza artificiale e l'escalation delle guerre internazionali.

Il ministero ha però scelto di non cavalcare la cronaca, preferendo proporre due concetti altamente introspettivi: l'Incanto (da Wenke Husmann) e la Fatica (da Mario Calabresi). Se i temi esatti non erano stati pronosticati, lo spirito di queste tracce risponde perfettamente al bisogno espresso dai ragazzi nei sondaggi. I maturandi non cercavano polemiche, ma spazi di riflessione sui grandi valori esistenziali: non a caso, le tracce sulla Pace e sul Futuro erano le più invocate in ambito generale. E l'invito di Calabresi a riscoprire il tempo, la pazienza e l'impegno è, a ben guardare, la risposta più matura alla loro richiesta di futuro.

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