Maturità 2026, le foto della prima prova scritta
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Lo scrittore Cesare Pavese e la poesia Passerò per Piazza di Spagna è una delle tracce scelte per l'analisi del testo della prima prova della Maturità 2026. Agli studenti è stato chiesto di analizzare, interpretare il testo letterario e rispondere a una serie di domande. Si tratta di una poesia sull'amore non ricambiato per l'attrice americana Constance Dowling; una lirica che porta con sé una potente educazione all'affettività e al rispetto e un insegnamento al dolore che viene sublimato. Ecco il testo.
Sarà un cielo chiaro.
S'apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell’aria ferma.
I fiori spruzzati
di colori alle fontane
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S'aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l'acqua nelle fontane -
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l'odore della pietra e dell’aria
mattutina. S'aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.
Sarai tu - ferma e chiara.
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Con la scelta di quest'anno, Cesare Pavese avanza tra gli autori più scelti dal ministero per le tracce della prima prova scritta dell'esame di Maturità. Scorrendo gli archivi, oltre a quest'anno, e al netto delle riforme intercorse negli ultimi decenni nella strutturazione del tema d'italiano, Pavese uscì negli esami degli anni 2001, 1997 (ma solo per la traccia per la "maturità sperimentale"), 1996 e 1993. È dunque la quinta apparizione per lo scrittore e poeta piemontese, che affianca così Giuseppe Ungaretti.
"Dietro parole semplici e immediate, il lettore può scoprire i simboli. La grandezza della letteratura di Cesare Pavese è proprio il presentare diversi livelli di approccio. Pavese e la sua letteratura impegnano il lettore". A dirlo, a LaPresse, è Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese che organizza il Festival Pavese. "Pensiamo al testo, ai versi Le finestre sapranno/l'odore della pietra e dell'aria/mattutina. Pavese utilizza la parola 'sapranno', semplice, immediata. Ma nasconde un livello più profondo perché è 'il sapere', 'la sapienza', una finestra antica, un simbolo attraverso il quale per il lettore-archeologo la finestra diventa un portale del mito e della storia". E ancora: "Dobbiamo ricordare che 'le parole sono tenere cose', oggi lo sappiamo che con un uso superficiale delle parole educhiamo anche il lettore alla superficialità. Servono invece parole e una letteratura non difficili ma in grado di aprirsi all'universo".