SI APRE UNA FASE INCERTA

Chi era Ali Khamenei, la guida iraniana uccisa da Israele e Usa

L'ayatollah era leader della Repubblica islamica dal 1989. Sposato, lascia sei figli: uno potrebbe essere il suo successore

28 Feb 2026 - 21:21
 © Afp

© Afp

L'ayatollah Ali Khamenei, ucciso negli attacchi di Stati Uniti e Israele su Teheran, era alla guida della Repubblica islamica dell'Iran dal 1989 come massima autorità politica e religiosa. In Iran il presidente governa, ma è la Guida suprema a decidere le linee strategiche. Non solo: controlla le forze armate e nomina i vertici della magistratura. Da quando era stato nominato, Khamenei non ha più lasciato il Paese e il suo potere era rimasto saldo per quasi quattro decenni. Fino alla morte per mano di Usa e Israele.

La vita di Ali Khamenei

 Ali Khamenei è nato nel 1939 a Mashhad, uno dei luoghi più sacri per lo sciismo. Secondo di otto fratelli, ha trascroso l'infanzia in una famiglia umile, segnata da ristrettezze economiche e da una religiosità intensa. La madre è stata una presenza centrale, guidando i figli nello studio del Corano plasmandone l'educazione spirituale.

Da ragazzo Khamenei ha scelto la via degli studi religiosi e negli anni Cinquanta ha iniziato a studiare a Qom, cuore del pensiero sciita. Qui ha seguito le lezioni di autorevoli maestri del clero, tra cui l’ayatollah Borudjerdi e l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Negli anni della monarchia è stato arrestato più volte per la sua opposizione al regime dello scià. Con la rivoluzione del 1979 si è schierato al fianco di Ruhollah Khomeini, diventandone un fedele collaboratore. Nel 1981 è stato eletto presidente della Repubblica, restando in carica per due mandati, in anni segnati dalla guerra con l’Iraq e dal consolidamento del nuovo sistema islamico. 

Nomina inattesa

 Negli anni successivi ha assunto incarichi sempre più rilevanti, fino a diventare, nel 1989, Guida suprema. Da quel momento il suo ruolo ha superato ogni altra carica istituzionale. Essendo comandante delle forze armate, ha supervisionato i servizi di sicurezza, esercitando anche un’influenza determinante sulla magistratura e sui principali centri di potere religioso.

La sua scelta come successore ha sorpreso molti osservatori. Non era il religioso di grado più elevato. È stata necessaria una modifica costituzionale per consentirne la nomina. Successore del leader più carismatico del mondo islamico iraniano, Khamenei ha costruito la sua autorità con pazienza e dedizione, intrecciando alleanze con i conservatori e con i pasdaran.

Potere e repressione

 Sotto la sua guida le Guardie rivoluzionarie (pasdaran) hanno ampliato il proprio peso politico ed economico. L’Iran ha rafforzato la sua influenza regionale, sostenendo alleati e milizie in Libano, Siria, Iraq e Yemen. La linea verso Stati Uniti e Israele è sempre rimasta di aperta ostilità. All’interno, le proteste sono state represse con durezza. Dal Movimento verde del 2009 (milioni di cittadini scesero in piazza per protestare contro i brogli elettorali) alle manifestazioni più recenti, migliaia di arresti e centinaia di vittime hanno segnato gli anni del suo potere. Le organizzazioni internazionali hanno denunciato più volte gravi violazioni dei diritti umani.

L’uomo privato

 Sulla sua persona è sempre aleggiato il mistero. Colpito da un attentato nel 1981, portava da allora i segni di una paralisi al braccio destro. Nel 2014 fu operato per un tumore alla prostata. Sposato con Mansoureh Khojasteh Bagherzadeh, ha sei figli. Il nome del secondogenito, Mojtaba, circola da tempo come possibile erede politico. 

Il dopo

 Con la sua morte, si apre una fase incerta. La Costituzione prevede che l’Assemblea degli esperti scelga il nuovo leader. Ma in piena crisi militare la successione potrebbe diventare un terreno di scontro interno.

Ti potrebbe interessare

videovideo