DUE GIORNATE PER LA PREVENZIONE

Sindrome del Bambino scosso, un neonato su 4 va in coma o muore: cos'è e come evitarla

Pochi secondi possono essere fatali: l'11 e 12 aprile esperti in oltre 150 città spiegano come gestire il pianto ed evitare tragedie spesso sottovalutate

11 Apr 2026 - 06:40
 © Afp

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Bastano pochi secondi e una perdita momentanea del controllo per provocare conseguenze gravissime. Un gemito, l'ansia del momento da neogenitore, il tentativo di dare sollievo al neonato possono combinarsi fino a causare la morte del piccolo appena venuto alla luce. È la cosiddetta "Shaken baby syndrome", letteralmente la Sindrome del bambino scosso, che può arrivare a causa cecità, tetraplegia e, in un caso su quattro, il coma o il decesso. Per accendere i riflettori su un problema ancora troppo poco noto, sabato 11 e domenica 12 aprile in oltre 150 città italiane sono state organizzate le Giornate nazionali di prevenzione della Shaken baby syndrome, in parallelo alla campagna Nonscuoterlo!

Cos'è la Shaken baby syndrome

 La Sindrome del bambino scosso è una forma grave o molto grave di trauma cerebrale che deriva dallo scuotimento violento, anche della durata di pochissimi secondi, di un bambino di tenera età. Lo scuotimento spesso avviene in risposta a un pianto inconsolabile e percepito, dal genitore o da chi è in presenza del neonato, come insostenibile. Dalle 2 settimane di vita fino ai 6 mesi, il pianto dei lattanti raggiunge infatti la sua massima intensità e durata. Elementi che, insieme alla sua imprevedibilità, possono esasperare l'adulto.

Le conseguenze della Sindrome del bambino scosso e il problema del sommerso

 Gli effetti degli scossoni possono essere avvertiti anche dai bambini fino ai 2 anni di età e compromettono in maniera drammatica il futuro e la crescita del bambino. I danni causati dal trauma sono gravissimi: disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio, cecità, tetraplegia, e addirittura coma o morte. Un'eventualità che accade una volta su quattro, data la delicatezza dei corpicini dei neonati.

A ciò si aggiunge l'enorme difficoltà nel diagnosticare la Sindrome del bambino scosso nei casi "meno gravi". Spesso infatti i bambini vengono portati in pronto soccorso solo quando i sintomi sono evidenti, dopo aver subito ripetute volte il trauma e senza che gli adulti abbiano riconosciuto la sindrome. Dal 2018 al 2022, secondo la prima ricerca di Terre des Hommes, a 47 bambini in Italia è stata diagnosticata la sindrome, 5 di questi sono morti. Ma si ritiene che i casi sommersi ammontino a decine.

Cosa fare quando il bambino piange a dirotto: i consigli degli esperti

 Quando il pianto del neonato diventa insostenibile e si è provato a fare tutto il possibile per calmarlo, verificando anche il suo stato di salute e le sue esigenze primarie, gli esperti consigliano di lasciare il bimbo in un posto sicuro e allontanarsi. In questo modo, senza cedere all'ansia e all'agitazione del momento, il neonato sarà in grado di riprendere progressivamente il controllo delle proprie emozioni. Se possibile, chiamare qualcuno, un amico o un famigliare che possa dare un supporto anche solo momentaneo. Scuoterlo non lo farà smettere di piangere e, anzi, causerà danni cerebrali gravi o gravissimi.

Le Giornate nazionali di prevenzione, organizzazione ed eventi

 Proprio per sensibilizzare su questo tema, ancora molto diffuso ma troppo poco noto tra i genitori e gli adulti che si prendono cura dei bimbi in culla, Terre des Hommes e Simeup (Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica) hanno ideato le due Giornate nazionali di sabato 11 e domenica 12 aprile.

Lo scopo è quello di portare informazione chiara e accessibile a chi si prende cura dei più piccoli, dai parenti dei piccoli agli operatori sanitari e dell'infanzia. Infopoint sono distribuiti in piazze, ospedali, ambulatori e centri commerciali - e persino sul traghetto per le Isole Eolie - in oltre 150 città di tutta Italia, la lista completa è consultabile a questo link. Nei punti informativi sarà possibile incontrare e parlare con medici e infermieri, insieme a volontari e volontarie. Nelle due serate, inoltre, molti monumenti storici italiani si illuminano di arancione per sensibilizzare sul tema. Tra questi: la Mole Antonelliana di Torino, la Torre di Pisa, il Palazzo della Gran Guardia a Verona, le Torri di Kenzo sede della Regione Emilia Romagna, il Palazzo del Comune di Pavia e il Castello di Crotone.

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