Voto fuorisede, per partecipare alle prossime elezioni bisogna fare domanda entro il 31 dicembre: ecco come
La scadenza vale per chi studia o lavora in una regione diversa da quella di residenza da almeno nove mesi. Termini diversi per chi si trasferisce il prossimo anno o si trova lontano da casa per motivi di cura
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Il voto fuorisede è una delle novità introdotte dalla nuova legge elettorale, ma il diritto non scatta in automatico. Chi lavora o studia in una regione diversa da quella in cui è residente deve presentare un'apposita domanda entro il 31 dicembre dell'anno in corso: per poter partecipare alle elezioni del 2027, quindi, studenti e lavoratori fuori sede devono farne richiesta entro fine anno.
Chi può votare
Alle elezioni della Camera dei Deputati e del Senato, quelle del Parlamento europeo e alle consultazioni referendarie (sia abrogative che costituzionali) possono votare, quindi, anche gli studenti e i lavoratori che sono domiciliati in una regione diversa da quella in cui si trova il Comune di iscrizione elettorale, a patto che il tempo di permanenza previsto sia di almeno nove mesi. Ma non solo: ne ha diritto anche chi si trasferirà dal 1° gennaio 2027 in poi, chi riceve terapie, trattamenti medici o assistenza sanitaria in una struttura di un'altra regione per un periodo di almeno 3 mesi (che comprenda la data del voto) o i loro caregiver - tra cui genitori o familiari conviventi di un minore sottoposto a cure fuori regione, con gli stessi criteri -. Escluse dalla possibilità, per il momento, le elezioni amministrative e regionali.
Per chi si trasferisce dall'inizio del nuovo anno
Se ci si trasferisce, per motivi di studio o lavoro, fuori dalla propria regione dopo il 31 dicembre 2026, la domanda per votare fuorisede può essere inoltrata entro 30 giorni dalla data in si maturano i requisiti e, comunque, non oltre il 45esimo giorno prima dell'apertura delle urne.
Come fare
Per poter accedere al voto a distanza, però, bisogna seguire una procedura ben precisa. Dopo aver controllato di possedere i giusti requisiti, bisogna compilare il modulo messo a disposizione dal ministero dell'Interno sul sito ufficiale (qui per scaricarlo). Vanno dichiarati i propri dati anagrafici (cognome, nome, data e luogo di nascita, codice fiscale), nonché quelli del Comune di iscrizione nelle liste elettorali. È fondamentale esplicitare, inoltre, l'indirizzo di residenza e quello del domicilio temporaneo. Si chiede, poi, un indirizzo e-mail - se disponibile - ed eventuali recapiti Pec e telefonici, il motivo della richiesta e il luogo in cui si studia, lavora, ricevono cure o presta assistenza come caregiver e il periodo previsto di permanenza. Va inoltre specificato, prima di firmare la domanda, l’anno per il quale è richiesta l’iscrizione nell’elenco: avendo, questa, durata annuale, chi volesse votare fuorisede anche l'anno successivo dovrà presentare una nuova richiesta rispettando i termini stabiliti.
Il modulo va poi inviato al Comune in cui ci si trova temporaneamente: per farlo, si può andare di persona oppure inviarlo online, tramite l'e-mail o la Pec indicata sul sito istituzionale del Comune di domicilio (sezione "servizi elettorali" o "voto fuorisede"). Insieme a questo, va consegnata una copia di un documento di riconoscimento in corso di validità, nonché un documento che attesti l'effettiva condizione di fuorisede (quale può essere il certificato di iscrizione a un corso di studi, il contratto di lavoro, l'attestazione del datore o della struttura sanitaria). In alternativa, si può presentare anche un’autocertificazione.
A questo punto, non resta che aspettare che il Comune di domicilio, ricevuta la domanda, verifichi i requisiti e acquisisca dal Comune di residenza la conferma del diritto di voto. Una volta che la domanda viene accolta, entro il decimo giorno precedente alla consultazione il Comune in cui ci si trova temporaneamente per studio, lavoro o motivi di cura dovrà rilasciare un’attestazione di ammissione al voto, anche per via telematica. Qui verrà indicato il numero e l’indirizzo della sezione elettorale in cui ci si dovrà recare per votare. L'attestazione va conservata: il giorno della votazione, oltre al documento d'identità e alla tessera elettorale, sarà necessario mostrare anche questo documento.
Come si votava finora
Secondo l'Istat, sono circa 4,9 milioni gli studenti o lavoratori con diritto al voto che abitano fuori dalla loro regione di residenza. Finora, a parte determinate eccezioni, alla maggior parte di loro era negato votare nel Comune dove si trovano per studio o lavoro; l'unico modo per esprimere la propria preferenza era rientrare a casa, usufruendo tutt'al più di alcune agevolazioni sui costi di viaggio. La possibilità del voto a distanza è stata concessa per la prima volta, ai soli studenti universitari, in occasione delle elezioni europee del 2024 e poi, di nuovo, per i referendum del 2025, quando hanno potuto votare a distanza anche i lavoratori e chi si sposta per cura. Con lo Stabilicum, entrato in vigore il 9 ottobre 2026, è stata introdotta una disciplina stabile per il voto fuorisede.
