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Gaza, Meloni: "Anche l'Italia nel Board of Peace, pronti a fare la nostra parte"

Da Seul l'annuncio del presidente del Consiglio, che aggiunge: "Di sicurezza me ne occuperò al rientro" mentre sulla Groenlandia e dazi...

18 Gen 2026 - 11:43

Anche l'Italia "è stata invitata a partecipare al Board of Peace" per Gaza. Lo ha detto, in un siparietto nel punto stampa da Seul, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel corso di dichiarazioni nell'ultima tappa della missione in Asia, il premier ha affrontato anche il tema legato alla Groenlandia e ai dazi Usa e alla questione sicurezza in Italia.

Gaza, "anche l'Italia nel Board of Peace"

 "Penso che l'Italia possa giocare un ruolo di primo piano nella costruzione del piano di pace e quindi siamo pronti a fare la nostra parte" in Medio Oriente, ha aggiunto il presidente del Consiglio da Seul, annunciando la partecipazione di Roma al Board of Peace per Gaza. "Del resto, mi pare" - ha precisato, - che l'Italia sia "un attore molto attivo nella regione, in buoni rapporti con tutti gli altri attori regionali, e quindi siamo contenti e faremo del nostro meglio per dare il nostro contributo, che pensiamo possa fare la differenza".

Chi c'è nel Board of Peace

 Oltre all'Italia nel comitato per il futuro del Medioriente sono stati invitati i presidenti di Turchia, Argentina, Canada, Egitto, Israele e Paraguay. Queste figure si aggiungeranno ai membri del Consiglio esecutivo già nominati: Marco Rubio, gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, Tony Blair, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad, il ceo di Apollo Management Marc Rowan, la ministra emiratina Reem Al-Hashimy, l'uomo d'affari cipriota Yakir Gabay, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga e il viceconsigliere per la Sicurezza nazionale Usa Robert Gabriel.
A loro si aggiungono anche Aryeh Lightstone e Josh Gruenbaum come consiglieri senior e Nickolay Mladenov come Alto Rappresentante per Gaza.

Groenlandia, Meloni: sentito Trump, parlarsi per evitare escalation

 "Condivido l'attenzione che la presidenza americana attribuisce, come ho detto molte volte, alla Groenlandia e in generale all'Artico, che è una zona strategica nella quale chiaramente va evitata una eccessiva ingerenza di attori che possono essere ostili. Ma credo che in questo senso andasse letta la volontà di alcuni Paesi europei di inviare le truppe, di partecipare a una maggiore sicurezza, non nel senso di un'iniziativa fatta nei confronti degli Stati Uniti, ma semmai nei confronti di altri attori". Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando coi giornalisti a Seul ribadendo che "mi pare che su questo ci sia stato un problema di comprensione e di comunicazione".

Riguardo alla telefonata con Trump, poi, Meloni ha aggiunto che il presidente americano "mi pare che fosse interessato ad ascoltare, ma mi pare che dal punto di vista americano non fosse chiaro il messaggio che era arrivato da questa sponda dell'Atlantico. Mi pare che il rischio sia quello che le iniziative di alcuni Paesi europei fossero lette in chiave anti-americana, e invece non era quella l'intenzione che si aveva. Chiaramente gli attori che preoccupano sono per tutti altri, però questo messaggio mi è sembrato che non fosse affatto chiaro".

"Se l'Italia potrebbe partecipare come segnale di unità con gli europei alla missione in Groenlandia? Io non penso che il tema qui sia adesso creare un'escalation, credo che sia piuttosto quella di provare a dialogare. E se la mia interpretazione è corretta, e cioè che sul lato americano c'è una preoccupazione per un'ingerenza eccessiva su una zona strategica, e dal lato europeo c'è una volontà di aiutare ad affrontare questo problema, che è anche nostro, la strada giusta non sia quella di discutere tra di noi, ma sia quella di lavorare insieme per rispondere a una preoccupazione che ci coinvolge tutti. Quindi penso che sia adesso prematuro parlarne perché sto lavorando per cercare, da parte mia, di abbassare la tensione, e di tornare a dialogare". Così ancora Meloni sulla Groenlandia.

"Riunione sul pacchetto sicurezza convocata al mio rientro"

 Già prima di Natale "avevo concordato con il ministro Piantedosi di lavorare a un nuovo provvedimento ampio" sulla sicurezza. "Sto convocando adesso, al mio rientro, una riunione per fare il punto sul provvedimento, non so se sarà pronto per il prossimo Consiglio dei ministri, ma sicuramente intendiamo lavorarci". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sempre nel corso di dichiarazioni alla stampa da Seul.

"Ho detto in conferenza stampa di inizio anno - ha spiegato il premier - che la sicurezza sarebbe stato uno dei miei focus di questo anno. Quello che non vi ho detto in quell'occasione, perché non era necessario, è che già prima di Natale avevo incontrato il ministro Piantedosi, avevo concordato con lui di lavorare a un nuovo provvedimento, ampio, con alcune priorità che ho citato, per esempio la priorità della stretta sulle baby gang. Ho detto a Piantedosi di raccogliere ovviamente anche le proposte che arrivavano dalla maggioranza" e ora ci si sta "lavorando", ha concluso.

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