Giorni di paura

Leonardo Bonucci: "Mio figlio aveva una massa grande come una tazza vicino al cervelletto"

Il piccolo Matteo ha avuto un tumore al cervelletto quando aveva appena due anni e ha dovuto affrontare delle operazioni delicatissime

30 Ott 2026 - 13:45
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Ci sono momenti in cui anche chi è abituato ad affrontare le sfide più difficili si ritrova senza punti di riferimento. Per Leonardo Bonucci, uno di questi è arrivato nel 2016, quando il figlio Matteo, che allora aveva appena due anni, ha dovuto affrontare una grave malattia. L'ex difensore ha ripercorso quei giorni al podcast Il Fienile, condotto da Luca Zaia, raccontando la scoperta di una massa vicino al cervelletto, l'intervento durato sette ore e la paura di perdere il bambino. Oggi Matteo ha dodici anni, sta bene e ha trovato nel tennis una delle sue passioni.

I primi segnali durante una vacanza a Formentera

 Tutto è cominciato durante un soggiorno a Formentera. Matteo aveva un comportamento insolito: trascorreva molto tempo sdraiato sul lettino, appariva assente e si addormentava spesso, nonostante fosse normalmente un bambino vivace e pieno di energia.

Un mattino, mentre riposava insieme al fratello, si è alzato improvvisamente e ha sputato un liquido biancastro. L'episodio si è ripetuto dopo circa dieci minuti, spingendo i genitori a contattare la guardia medica. "I dottori, inizialmente, sospettarono una meningite senza febbre", ha dichiarato l'ex difensore. Una volta rientrati a Torino, la situazione sembrava essersi normalizzata, ma poco dopo sono comparsi anche alcuni problemi motori.

La scoperta della massa e la reazione di Bonucci

 Gli ulteriori accertamenti in ospedale hanno portato alla diagnosi che nessun genitore vorrebbe ricevere. "Quando arrivarono i risultati, la dottoressa ci comunicò che nostro figlio aveva una massa di otto centimetri vicino al cervelletto. Era grande come una tazza", ha raccontato Bonucci. La notizia provocò una reazione di disperazione e rabbia nell'ex calciatore, che racconta di aver sfogato la tensione colpendo il muro con un pugno. La suocera, ha ricordato, riuscì a sentire il rumore persino da due stanze di distanza. In quei momenti Bonucci si affidò anche alla fede: prima dell'operazione, rivolgendosi a Dio con l'orsetto bianco di peluche del figlio, disse: "Sia fatta la tua volontà, ma non dimenticare che è solo un bambino".

Sette ore in sala operatoria e altri due interventi

 L'operazione, inizialmente prevista per una durata di circa tre ore, si protrasse per oltre sette. Un'attesa interminabile, durante la quale Leonardo e la moglie Martina dovettero fare i conti con l'angoscia e l'incertezza. Eppure, poco prima di entrare in sala operatoria, Matteo aveva trovato il modo di salutare il padre: ancora frastornato dall'anestesia, aveva fatto il verso del leone. Un gesto rimasto impresso nella memoria di Bonucci, che lo considera una fonte di speranza in una delle fasi più difficili della sua vita. "Fortunatamente l'intervento andò bene, anche se poi Matteo ne ha dovuti subire altri due per regolarizzare il flusso del liquido spinale", ha raccontato l'ex calciatore.

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Come sta oggi Matteo e il sostegno alla ricerca

 Adesso Matteo ha dodici anni e conduce una vita nella quale può dedicarsi alle attività compatibili con le sue condizioni. Ama lo sport, ma deve evitare le discipline di contatto: tra le sue passioni c'è il tennis, che può praticare senza esporsi ai rischi degli sport più fisici. La malattia ha segnato profondamente tutta la famiglia.

Martina, moglie di Leonardo, ha anche organizzato una raccolta fondi per l'Ospedale Regina Margherita, percorrendo 575 chilometri a piedi lungo le rive del Po. Durante il periodo più difficile, inoltre, Bonucci ha ricevuto numerosi messaggi di affetto e solidarietà dai compagni di squadra e da altre persone del mondo del calcio.

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