Biffi (Assolombarda): "Studenti USA nelle nostre imprese, una finestra sul nostro primo mercato export"
Il presidente di Assolombarda spiega il valore della collaborazione con Knowhow.org sul Future Leaders Program: "Milano è un hub cosmopolita, questi ragazzi sono nativi dell'intelligenza artificiale"
Biffi (Assolombarda): "Studenti USA nelle nostre imprese, una finestra sul nostro primo mercato" © Da video
C'è anche Assolombarda tra i protagonisti del progetto di Knowhow.org: l'associazione delle imprese del territorio ha avviato una collaborazione sul Future Leaders Program, che porta team di studenti americani a lavorare su progetti reali nelle aziende. Il presidente Alvise Biffi spiega cosa significhi, concretamente, per un'impresa aprirsi a questa esperienza.
Cosa porta alle aziende ospitare un team di studenti delle università americane?
"Accogliere un team di studenti di università americane, con il supporto del loro professore, è una grande opportunità", spiega Biffi. "Significa avere un punto di vista privilegiato sul nostro primo mercato di riferimento per l'export: per la Lombardia, gli Stati Uniti valgono 8 miliardi di euro di interscambio ogni anno". Un valore particolarmente alto, sottolinea il presidente, soprattutto per le piccole e medie imprese, "dove la contaminazione culturale è ancora limitata. Ospitare questi ragazzi all'interno significa avere ottimi ambasciatori del bello e ben fatto del Made in Italy là dove ci serve".
Perché Milano e la Lombardia sono il territorio giusto?
Per Biffi, il territorio offre le condizioni ideali. "Siamo un hub chiave con oltre 20.000 studenti stranieri e 2.500 multinazionali sul nostro territorio. Questo ha reso Milano la città cosmopolita di riferimento a livello internazionale per l'Italia". Un contesto che, secondo il presidente, funziona da "trampolino naturale" per accogliere gli studenti e metterli nelle condizioni di esprimere al meglio il proprio talento.
E cosa lasciano questi studenti alle imprese italiane?
La risposta del presidente guarda al futuro del lavoro. "Questi studenti possono portare alle nostre imprese l'essere nativi dell'intelligenza artificiale, non più solo nativi digitali", afferma. "Possono aiutare a trasformare i processi e i modelli di utilizzo dei dati, con lo sguardo di chi non ha il filtro del 'si è sempre fatto così'". Un contributo che si inserisce, conclude Biffi, nel lavoro che l'associazione sta portando avanti per costruire "un ecosistema di dati per le nostre aziende, in cui l'uomo resta al centro e in cui questi studenti portano la creatività naturale per immaginare le imprese del futuro".
