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Preoccupazioni per il trasporto aereo

Voli a rischio, l'allarme dell'Aie: "In Europa carburante per sei settimane" | Ma Bruxelles smentisce: "Non ci sono carenze sistematiche"

Il capo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Fatih Birol: "Situazione davvero critica"

17 Apr 2026 - 15:37
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L'Europa ha "forse circa 6 settimane di carburante per aerei (jet fuel) rimasto". È l'allarme lanciato dal capo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Fatih Birol che in un'intervista rilasciata all'Associated Press, ha espresso la sua preoccupazione per le possibili cancellazioni di voli se le forniture di petrolio dovessero rimanere bloccate a causa della guerra con l'Iran. Birol ha descritto la situazione come la più grande crisi energetica di sempre, con potenziali e significative ripercussioni a livello globale e spiegando che la chiusura dello Stretto di Hormuz incide sul petrolio, sul gas e su altre forniture vitali.

Ma Bruxelles smentisce: "Non ci sono indicazioni di una carenza sistematica di carburante che possa portare a cancellazioni di voli su larga scala. Stiamo monitorando attentamente, anche in collaborazione con l'Agenzia internazionale per l'energia", ha detto una portavoce della Commissione Ue durante il briefing con la stampa. "Queste decisioni prese dai singoli aeroporti sono di loro esclusiva competenza, ma non stiamo assistendo a una carenza sistematica e diffusa di carburante", ha aggiunto.

Carburante, Birol: "Situazione critica"

 Birol prevede un aumento dei prezzi di benzina, gas naturale ed elettricità in tutto il mondo. "È una situazione davvero critica, e avrà implicazioni importanti per l'economia globale. E più a lungo durerà, peggio sarà per la crescita economica e l'inflazione in tutto il mondo", ha affermato Birol. L'impatto sarà costituito da "prezzi più alti della benzina, prezzi più alti del gas, prezzi più alti dell'elettricità", ha detto Birol, aggiungendo che alcune parti del mondo saranno "colpite più duramente di altre".

"La linea del fronte sono i paesi asiatici" che dipendono dall'energia del Medioriente, ha detto, citando Giappone, Corea, India, Cina, Pakistan e Bangladesh. "Poi arriverà anche in Europa e nelle Americhe", ha aggiunto. Se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto, ha detto, per l'Europa "posso dirvi che presto sentiremo la notizia che alcuni voli dalla città A alla città B potrebbero essere cancellati a causa della mancanza di carburante per aerei".

Ue: "Oggi nessuna carenza di carburante"

 Nelle scorse ore si era pronunciata anche l'Europa spiegando che "al momento non ci sono evidenze di una carenza di carburante nell'Unione Europea, ma potrebbero verificarsi problemi di approvvigionamento nel prossimo futuro, in particolare, per quanto riguarda il carburante per aerei" aveva puntualizzato la portavoce della Commissione europea per l'Energia Anna-Kaisa Itkonen, interpellata sulle misure contro il caro energia che l'esecutivo comunitario dovrebbe presentare il 22 aprile

"Le raffinerie dell'Ue coprono circa il 70% del consumo dell'Ue, mentre il resto proviene dalle importazioni" aveva detto Itkonen aggiungendo che "le forniture di greggio alle raffinerie Ue sono rimaste stabili senza necessità di ulteriori rilasci di scorte al momento, tuttavia la situazione del carburante per aerei rimane la nostra preoccupazione principale".

"Un'azione coordinata"

 La Commissione Ue non esclude di dover lanciare "un'azione coordinata per quanto riguarda il carburante per aerei" se la situazione sullo Stretto di Hormuz dovesse protrarsi a lungo. La portavoce ha riferito che giovedì si è riunito il gruppo di coordinamento Ue sul petrolio concludendo che al momento "non vi sono carenze di carburante" ma che l'Ue si sta "preparando a possibili carenze di approvvigionamento di carburante per aerei, che continuano a destare preoccupazione". Il motivo di tale preoccupazione - ha spiegato la portavoce - "è che le nostre raffinerie coprono circa il 70% del consumo dell'Ue e il resto dipende ovviamente dalle importazioni".

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