Usa, l'IA sbaglia il riconoscimento facciale: 50enne detenuta erroneamente per 108 giorni
Angela Lipps ha trascorso sei mesi in carcere dopo che un software l'ha accusata di frode bancaria. Tornata in libertà, ha trovato la sua vita rovinata
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L'hanno arrestata in casa sua, minacciandola con armi spianate e ammanettandola davanti a quattro bambini. L'hanno tenuta in carcere per quattro mesi senza una ragione, bollandola come "latitante ricercata". E l'hanno rilasciata dopo essersi resi conto che il sistema di riconoscimento facciale, gestito da un software di intelligenza artificiale, aveva commesso un grossolano errore. Nessun risarcimento, nemmeno un biglietto per tornare a casa. Così Angela Lipps, accusata per un crimine commesso a duemila chilometri da dove si trovava lei, ha perso la casa, l'auto e anche il cane.
La frode bancaria e l'accusa dell'IA
Da aprile a maggio 2025 la polizia di Fargo, città al confine tra North Dakota e Minneapolis, ha indagato su una serie di casi di frode bancaria. La sospettata, una donna ripresa da alcune telecamere di videosorveglianza, era solita usare un documento d'identità contraffatto di un soldato statunitense grazie a cui era riuscita a prelevare illecitamente decine di migliaia di dollari. Le forze dell'ordine, affidandosi a uno strumento di riconoscimento facciale all'avanguardia, avevano lasciato fare all'intelligenza artificiale. Scandagliando il web e i social, l'IA aveva identificato la sospettata con Angela Lipps, residente nel Tennessee centro-settentrionale.
L'arresto da "latitante"
Così, nel luglio dello scorso anno, la polizia federale americana si era presentata all'uscio della 50enne mentre stava lavorando a casa come babysitter. Gli agenti l'hanno arrestata e l'hanno sbattuta dentro un carcere della sua contea registrandola come "latitante ricercata dal North Dakota". Lì la donna, madre di tre e nonna di cinque, è stata tenuta per 108 giorni. A suo carico pendevano quattro capi d’imputazione per uso non autorizzato di informazioni di identificazione personale e altri quattro per furto. Poi, a fine ottobre, la donna è stata portata in North Dakota per affrontare il processo. Come ha raccontato lei stessa, era la prima volta che saliva su un aereo.
La soluzione grazie all'estratto conto
Fortunatamente il processo è durato poco. Come era scritto in un documento delle forze dell'ordine di Fargo, gli agenti avevano creduto all'errore dell'IA perché dalle foto Angela Lipps "sembrava corrispondere alla descrizione della sospettata in base ai tratti del viso, alla corporatura e all’acconciatura". Il legale della 50enne ha portato in aula l'estratto conto della donna, che ha dimostrato come durante il presunto reato a Fargo, Lipps stava acquistando sigarette e versando i contributi previdenziali in Tennessee, a quasi 1.200 chilometri dal North Dakota.
Il traumatico ritorno a casa e il precedente di Baltimora
Le disavventure per Angela Lipps non erano però finite. Dopo essere stata ufficialmente scagionata alla vigilia di Natale, la donna si è trovata a Fargo senza un dollaro e senza un biglietto per tornare a casa. I suoi avvocati difensori hanno contribuito a coprire le spese per una camera d’albergo e il vitto fino al giorno di Natale, mentre un’organizzazione no-profit locale è riuscita ad aiutarla a tornare in Tennessee. Lì però, essendo mancata per cinque mesi senza nemmeno la possibilità di pagare le bollette, ha scoperto che la casa e la sua auto le erano state tolte. E con loro anche il cane. In quello stesso periodo, a Baltimora nel Maryland, un ragazzino delle elementari è stato immobilizzato per strada dagli agenti della polizia perché un software di intelligenza artificiale riteneva fosse armato. L'IA aveva però scambiato un pacchetto di patatine per un'arma da fuoco.
