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Treni deragliati in Spagna, il padre e il figlio eroi che hanno salvato i feriti prima dei soccorsi

Francisco e Victor Arroyo non ci hanno pensato due volte e hanno estratto, e salvato, dai vagoni incidentati del treno Alvia diversi feriti

24 Gen 2026 - 11:39
 © sito ufficiale

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La testimonianza di Francisco e Victor Arroyo arriva dalle pagine di El Pais. I due, padre e figlio di 57 e 24 anni, stanno tornando a La Huelva dopo aver passato un weekend a Madrid. Si trovano a bordo del quarto vagone del treno Alvia che di lì a pochi minuti deraglierà scontrandosi contro un altro convoglio. Intorno ci sono morte e sofferenza ma Francisco e Victor stanno bene, non sono feriti. Decidono quindi di aiutare quante più persone a mettersi in salvo. Lo faranno, da soli prima dell'arrivo dei soccorsi, per più di un'ora. 

Di ritorno dalla capitale

 Sono a bordo del quarto vagone del treno Alvia Francisco e Victor, stanno tornando a casa dopo aver passato un weekend fuori porta a Madrid. L'uomo, camionista 57enne, sta guardando il paesaggio fuori dal finestrino mentre nelle sue cuffie suona musica heavy metal. Il ragazzo, seduto accanto a lui, pensa al concorso che dovrà sostenere il 18 gennaio, nella capitale, per diventare agente penitenziario. È per questo che si sono recati a Madrid. 

"Credo che il treno sia deragliato, noi stiamo bene"

  All'improvviso, il viaggio si interrompe bruscamente. Un colpo forte, una frenata secca. Tutto trema, ci sono passeggeri per terra. C'è chi piange, chi è ferito e chi chiede aiuto gridando. Intorno, il caos. Tavolini staccati e valige sparse per tutto il vagone. Passano alcuni minuti, sono le 19:53 e Francisco, che ha ancora il cellulare, decide di avvisare a casa. "Il treno ha avuto un incidente, credo che sia deragliato" si dente dire María José, moglie di Francisco e mamma di Victor. "Io e il ragazzo stiamo bene", aggiunge Francisco. La donna, che sta preparando uno spezzatino di carne con il riso, tira un sospiro di sollievo. 

Nell'oscurità della sera, le grida

 "Aiuto, aiuto" sono le parole che si sentono riecheggiare nell'oscurità della sera. Le uniche luci, infatti, sono quelle accese attraverso i flash dei telefoni di chi ancora li ha con sé e, soprattutto, non è ferito al punto tale da non riuscire a utilizzarli. Due passeggeri escono da una finestra, sono feriti ma sono riusciti a uscire rompendo il vetro con un martello. Nel frattempo Mabel, la figlia di Francisco allertata dalla madre, chiama suo padre. "Papà?". Francisco la rassicura, le dice che sia lui che suo fratello stanno bene. In sottofondo la ragazza riesce a sentire suo fratello dire al padre di "non guardare". La telefonata si interrompe e i due accedono a un altro vagone. 

Il terzo uomo

 È qui che i due incontrano un terzo uomo con indosso un giaccone giallo. A padre e figlio sembra di averlo già visto, forse stava viaggiando nel loro stesso vagone, il numero quattro. I tre vedono una bambina che avrà più o meno sei anni, è incastrata. Riescono a estrarla dal vagone facendola uscire dal finestrino, lei non dice niente. La aiutano a salire sui binari dove c'è un altro gruppo di feriti che si prende carico della minore. Vedono anche un altro bambino, di 11 anni, che riesce a uscire da solo dal finestrino. 

Il salvataggio di una conoscente

  Victor riconosce, tra i feriti, una compagna dell'accadamia di La Huelva che si stava preparando al concorso pubblico insieme a lui. Si tratta di Elena Fragio, di 29 anni. La ragazza è incastrata, ferita e dolorante. "Victor, portami via, non lasciarmi da sola" gli dice lei. Il ragazzo riesce a rimuovere una poltrona distrutta che ostruiva il passaggio e, insieme a suo padre e al terzo uomo, riesce ad afferrare Elena e a trascinarla fuori dalla finestra. Lei ancora non lo sa, ma ha il bacino e un piede rotti

La figlia dell'uomo con la giacca gialla

 Francisco e Victor estraggono dai vagoni anche un'altra donna, Blanca. Ha il braccio sinistro rotto e ferite sulla testa. Francisco riceve una chiamata sul cellulare. È il terzo uomo, quello con la giacca gialla che fino a poco tempo prima era con loro. È il padre di Blanca, vuole sapere come sta. "Sua figlia sta bene, uscirà da qui" lo rassicura Francisco. 

"Per favore, fammi chiamare a casa"

 Altri due ragazzi, alti e giovani, si uniscono a Francisco e Victor per aiutare. Estraggono un'altra donna, Valentina. Ha 30 anni, ed è incastrata sotto alcuni pezzi di ferro. La giovane chiede a Victor di poter telefonare a casa per comunicare con la sua famiglia. Lui digita il numero sul tastierino e mette in vivavoce. "Sto bene" dice lei ai familiari. Sono le 21:03

L'arrivo della Guardia Civil

 Secondo i calcoli di Victor, dopo 15 minuti dalla chiamata di Valentina alla famiglia, appare un agente della Guardia Civil nel vagone dove lui e gli altri stanno prestando aiuto. "Estraete per prime le persone vive" suggerisce il soccorritore. L'agente chiede dei guanti a un collega e li dà a Francisco, Victor e gli altri ragazzi perché non si taglino con i vetri del treno. Indossati, cominciano a spostare pezzi di ferro che impediscono ai sopravvissuti di muoversi. C'è un uomo incastrato che chiede loro aiuto, lo fanno uscire dal finestrino. 

"Non ci posso credere, c'è un altro treno"

  Secondo il racconto di padre e figlio, sono ormai passate le dieci di sera. Oltre alla Guardia Civil sono arrivati anche sanitari e vigili del fuoco. Francisco e Victor escono dal vagone, arrivano sulle rotaie. L'uomo non ci può credere, c'è un altro treno, proveniente dalla direzione opposta, deragliato. "Non ci posso credere, c'è un altro treno" dice Francisco a Victor. 

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