A Cordova il quarto incidente più grave di sempre in Spagna
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Il deragliamento di due treni ad alta velocità nel Comune di Adamuz (Cordova), in cui almeno 39 persone sono morte e circa 100 sono rimaste ferite, è il quarto incidente ferroviario più mortale in Spagna, a quanto ricostruisce l'agenzia Efe. Ma non è stato, a meno di un drammatico e drastico innalzamento del numero delle vittime, il più pesante registrato in Europa nel dopoguerra.
Nel 1998, a Eschede in Germania, 101 persone rimasero uccise nell'incidente che risulta tuttora il peggiore che abbia mai coinvolto un treno ad alta velocità. All'intercity Monaco-Amburgo si spezzò un cerchione di una ruota, causando la tragedia.
In Spagna, nel 2013, si registra un altro gravissimo incidente passato alle cronache come il "deragliamento di Santiago di Compostela" causato, sembra, dall'eccessiva velocità del convoglio: nei pressi del sobborgo di Angrois morirono 79 persone.
A Tempe in Grecia nel 2023 l'Atene-Salonicco si schiantò frontalmente con un treno merci: in quella occasione morirono 58 persone.
Almeno 45 le vittime nel deragliamento di Bioce, nel 2006 in Montenegro, sulla linea Belgrado-Bar: il treno precipitò in un burrone profondo circa 100 metri finendo in un fiume.
Drammatico il bilancio anche dell'incidente di Paddington (1999) a Londra: un treno passeggeri superò un segnale di pericolo finendo contro un altro convoglio e morirono 31 persone.
Rispetto alla Spagna, invece, l'incidente ferroviario più mortale avvenne nel 1944 a León, quando il Madrid-Galizia, carico di passeggeri, si scontrò con una locomotiva di manovra. Il regime franchista inizialmente mise a tacere l'incidente e, sebbene la cifra ufficiale fornita da Renfe sia stata in seguito di 78 morti e 75 feriti, si stima che ci siano state centinaia di vittime, circa 500.
Il secondo più grave è stato il 'deragliamento di Santiago di Compostela' nel 2013, già citato.
Nel luglio 1972, poi, 79 persone hanno perso la vita dopo che il Cadice-Siviglia si scontrò con un espresso tra le stazioni di El Cuervo e Lebrija.
In Italia, l'incidente più grave di sempre fu quello di Balvano, in provincia di Potenza, nel 1944: un treno si fermò in una galleria e oltre 500 persone morirono asfissiate.
Nel dopoguerra si segnala l'incidente della Fiumarella (Catanzaro, 1961) in cui un treno precipitò da un viadotto causando 71 morti.
Nel 1962 lo schianto alla stazione di Voghera fece 64 vittime.
Gravissimo anche il bilancio dell'incidente di Murazze di Vago ('disastro della Freccia della Laguna') del 1978, con 48 morti.
Tristemente memorabile la strage di Viareggio del 2009, con l'esplosione di cisterne di gpl che causò 32 morti.
Nel luglio di dieci anni fa 23 persone morirono nel frontale tra due treni tra Andria e Corato, in Puglia.
Nel 2005 a Crevalcore (Bologna) 17 persone persero la vita in un frontale tra due convogli.
Infine, l'incidente di Pioltello del 2018, sulla linea Milano-Venezia: i morti furono tre, per un incidente causato dalla rottura di un giunto ferroviario che è tra le ipotesi all'origine della tragedia di Cordova.