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Il piano "Accelerate Eu"

Ue, arriva la contromossa al caro energia: lavoro a distanza obbligatorio e voucher per i meno abbienti

Dovrebbe essere approvato il 22 aprile il nuovo piano anti-caro energia. Ma la Commissione Ue già ha incassato il primo no sullo smart working

17 Apr 2026 - 13:32
 © Italy Photo Press

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L'Europa si prepara a una crisi energetica sempre più prorompente. Dopo aver visto schizzare in alto il prezzo di petrolio e gas, a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, l'Unione europea sta tentando di prevenire gli ulteriori impatti del conflitto in Medio Oriente spingendo per una serie di misure "di contenimento". Tra queste, secondo una prima bozza di testo, ci sarebbe l'obbligo di fare almeno un giorno di lavoro a distanza ogni settimana. 

Le misure, dallo sconto sui trasporti pubblici al voucher energia

 Si tratta del cosiddetto "Accelerate Eu", un piano stilato dalla Commissione europea e atteso per il 22 aprile con l'esplicito obiettivo di fornire ai Paesi membri una serie di misure per fronteggiare la crisi energetica che ha già investito il Vecchio Continente. Tra le misure vivamente raccomandate da Bruxelles ci sarebbero: obbligo di almeno un giorno di telelavoro a settimana, biglietti dei mezzi pubblici scontati per diminuire il numero di auto in circolo e il consumo di carburante. Ma anche il taglio del riscaldamento e l'emissione di voucher energetici per le famiglie vulnerabili, da usare per ammortizzare i prezzi crescenti. Lo scopo è spingere alla diminuzione volontaria e "dal basso" dei consumi, in particolare per quanto riguarda l'utilizzo domestico dell'energia e i trasporti. Bruxelles ai cittadini consiglia di evitare sprechi e spostare i consumi fuori dalle ore di punta. Per le imprese insiste sulla necessità di una maggiore efficienza mentre alle amministrazioni raccomanda di "dare l'esempio su consumi e illuminazione".

Il primo no dalla Spagna

 Il piano, al momento semplice bozza, non dovrà essere obbligatoriamente adottato dai Paesi membri. Già nella giornata di giovedì 16 aprile, la ministra del Lavoro spagnola Yolanda Diaz si è detta contraria all'obbligo dello smart working. "Non sono favorevole a obbligare nessuno a fare nulla. Credo che il criterio giusto sia la volontarietà", ha spiegato in un'intervista ricordando che Madrid dispone di una legge sul telelavoro che offre alle imprese spagnole la possibilità di ricorrere al lavoro a distanza. Ma sempre su base volontaria.

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