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Putin: "Lo scopo dell'Occidente è dividere e distruggere la Russia"

Il messaggio alla nazione: "Useremo tutti i mezzi a disposizione per proteggerci". Il capo del Cremlino annuncia una mobilitazione parziale. Mosca richiama 300mila riservisti 


Il presidente russo Vladimir Putin, nel corso di un messaggio alla nazione, ha affermato che "lo scopo dell'Occidente è indebolire, dividere e distruggere la Russia".

"Le élite occidentali vogliono mantenere il loro dominio a livello internazionale - ha proseguito -. La decisione di avviare l'operazione militare speciale in Ucraina è stata inevitabile e le Repubbliche popolari del

Donbass

sono state quasi totalmente liberate dai neonazisti".

 



 


Annunciata la mobilitazione parziale

- Il capo del Cremlino ha annunciato quella che sembra a tutti gli effetti una mobilitazione parziale: "Solo i cittadini della riserva saranno soggetti a convocazione". Dopo aver intrapreso il reclutamento tra detenuti e prigionieri ucraini, per far fronte alle perdite subite durante la controffensiva di Kiev, Putin ha pianificato di equiparare lo status giuridico dei volontari e dei miliziani del Donbass a quello dei militari regolari. "Ho già dato istruzioni al governo e al ministero della Difesa di determinare in pieno e il prima possibile lo status giuridico dei volontari, nonché dei combattenti delle unità delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Dovrebbe essere lo stesso di quello del personale militare regolare dell'esercito russo, compreso il materiale, la sicurezza medica, le garanzie sociali".


 


Cos'è la mobilitazione parziale

- La mobilitazione parziale in Russia prevede il richiamo di 300mila riservisti. Si tratta di uomini che hanno già servito nell'esercito, con esperienza di combattimento e specializzazioni militari. Sono esclusi i militari di leva. Lo ha spiegato il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, aggiungendo che scopo della mobilitazione è "controllare i territori liberati" in Ucraina.


 


Putin in giaccone militare assiste alle esercitazioni con la Cina a Vostok

Vladimir Putin assiste alle manovre militari Vostok-22 con la Cina, nell'est del Paese. Indossando un giaccone militare, il presidente russo nella sala di comando, seduto a un tavolo con a fianco il ministro della Difesa Sergei Shoigu e il capo di Stato maggiore delle forze armate Valery Gerasimov. Attraverso una vetrata, Putin osserva quello che avviene sul campo e poi prende un binocolo per vedere un particolare più distante. Annuisce ad alcune spiegazioni che gli fornisce il generale Gerasimov. Le immagini stono state diffuse dalla televisione delle forze armate russe, Zvezda. 

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"Useremo tutti i mezzi a disposizione per proteggerci, non è un bluff"

- "Nella sua aggressiva politica anti-russa, l'Occidente ha superato ogni limite". Il presidente russo ha dichiarato che userà "tutti i mezzi a nostra disposizione" e che coloro che stanno cercando di usare" il ricatto nucleare contro la Russia scopriranno che le carte in tavola possono essere rivoltate contro di loro. Non sto bluffando".


 


"Il destino della Russia è fermare chi cerca il dominio mondiale"

- "È nostra tradizione storica e destino del nostro popolo fermare coloro che cercano il dominio mondiale, che minacciato di smembrare e rendere schiava la madrepatria. È quello che stiamo facendo ora, e credo nel vostro sostegno", ha sottolineato ancora Putin.


 



 


"Ci ricattano col nucleare, ma attenti verso dove soffia il vento"

- Putin ha poi avvertito, rivolgendosi a chi a suo dire cerca di ricattare la Russia con armi nucleari, che "la rosa dei venti potrebbe girare nella loro direzione". Nel suo discorso ai russi, il leader ha sottolineato che i cittadini possono essere certi che "l'integrità territoriale della nostra patria, la nostra indipendenza e libertà saranno assicurate. E coloro che stanno cercando di ricattarci con armi nucleari dovrebbero sapere che anche la rosa dei venti può girare nella loro direzione".


 


"L'obiettivo è la liberazione di tutto il Donbass"

- Putin ha rilanciato l'obiettivo dichiarato di Mosca in Ucraina, che resta "la liberazione di tutto il Donbass". Il presidente della Federazione Russa ha parlato di "proposito irremovibile".


 


"La Russia appoggia i referendum"

- Putin ha parlato anche dei referendum annunciati nelle Repubbliche separatiste del Donbass e nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia. "Non possiamo né abbiamo il diritto morale di abbandonare le persone a noi vicine, non possiamo non rispondere alla loro sincera aspirazione a decidere", ha affermato. Il Donbass e le amministrazioni di Zaporizhzhia e Kherson "hanno deciso di indire dei referendum sul futuro del loro destino e hanno richiesto il sostegno della Russia, hanno il sostegno di Mosca e faremo di tutto per garantire uno svolgimento tranquillo dei referendum".


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