Ong: "Più di duemila vittime"

Proteste in Iran, convocati ambasciatori di Italia, Francia e Germania: "Sostegno ai manifestanti è ingerenza inaccettabile"

Gli Stati Uniti starebbero preparando, secondo il Telegraph, possibili attacchi informatici contro il Paese, in risposta alla repressione dei manifestanti antigovernativi

12 Gen 2026 - 16:57
 © Da video

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Il governo iraniano ha convocato gli ambasciatori di Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia. Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, li ha riuniti per proiettare davanti ai loro occhi una serie di video delle proteste, che infiammano il Paese da giorni. Il soggetto dei video sarebbero state "le violenze dei vandali rivoltosi", come riporta al Bbc. La scelta degli ambasciatori non è stata ovviamente casuale, trattandosi dei rappresentanti dei Paesi che hanno già pubblicamente sostenuto le massicce proteste antigovernative

L'avviso agli ambasciatori: "Sostegno alle proteste inaccettabile"

 Non si è trattata, però, solo di una convocazione. Secondo i media iraniani, Teheran ha comunicato apertamente agli ambasciatori che qualunque sostegno politico o mediatico fornito alle proteste sarà ritenuto inaccettabile ed equiparato a un'ingerenza di Paesi terzi negli affari interni dell'Iran. Toni duri, quelli del ministro Araghchi, che fanno seguito al colloquio con l'inviato speciale americano Steve Witkoff, a cui Teheran avrebbe chiesto di fare di tutto per allentare la tensione creata dalle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump. 

La sicurezza di Trump: "Teheran vuole negoziare"

 Proprio questa telefonata sarebbe stata interpretata dal leader americano come una mezza bandiera bianca da parte di Teheran. Secondo Trump, infatti, i leader iraniani avrebbero chiesto di "negoziare" dopo le sue minacce di un'azione militare. "La leadership iraniana ha chiamato" sabato, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, aggiungendo che "si sta organizzando un incontro: vogliono negoziare". Il presidente ha tuttavia avvertito che gli Usa potrebbero "dover agire prima di un incontro".

Possibili attacchi informatici degli Usa

 In particolare, gli Stati Uniti starebbero preparando possibili attacchi informatici contro l'Iran in risposta alla repressione dei manifestanti antigovernativi da parte di Teheran: lo scrive il Telegraph, citando funzionari statunitensi secondo cui sarebbero in corso operazioni informatiche volte a punire la leadership iraniana per la violenza usata contro chi protesta.

La conferma di Teheran

 Il ministero degli Esteri iraniano afferma che i canali di comunicazione con un emissario americano sono "aperti": "Questo canale di comunicazione tra il nostro ministro degli Esteri (Abbas Araghchi) e l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti è aperto", ha dichiarato il portavoce del ministero Esmaeil Baghaei in un commento trasmesso dalla televisione di Stato. L'inviato speciale di Trump è Steve Witkoff, scrive Iran International, visto che ha tenuto i canali aperti anche in passato. Baghaei ha aggiunto che l'Iran ha mantenuto il suo impegno diplomatico: "Abbiamo sempre aderito al principio della diplomazia e della negoziazione, ovviamente una negoziazione bilaterale".

Le parole del ministro degli Esteri iraniano

 Intervenendo alla conferenza degli ambasciatori stranieri a Teheran, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che il Paese "non cerca la guerra, ma è pronto ad affrontarla", aprendo a "negoziati equi e basati sul rispetto reciproco". Secondo Araghchi, le proteste a livello nazionale "sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa" a Trump per intervenire: "la situazione è ora sotto controllo totale", ha dichiarato. Il ministro degli Esteri iraniano ha annunciato che Internet, finora interrotto per circa 86 ore, verrà presto ripristinato in Iran, ma che ciò avverrà "in coordinamento con le autorità di sicurezza". La connettività, dice, verrà ripristinata anche per le ambasciate e i ministeri, ma non fornisce alcuna tempistica. Su Al-Jazeera è riportata anche un'altra dichiarazione di Araghchi: l'Iran, dice il ministro, sarebbe in possesso di filmati che mostrano la distribuzione di armi ai manifestanti, aggiungendo che le autorità pubblicheranno presto le confessioni dei detenuti. Afferma che le autorità stanno "seguendo da vicino" gli eventi in corso nelle strade e che le manifestazioni sono state "alimentate e fomentate" da elementi stranieri. Le forze di sicurezza "daranno la caccia" ai responsabili, ha aggiunto.

Il bilancio delle proteste

 Le proteste in Iran proseguono ormai da due settimane: sono iniziate nella capitale Teheran per le difficoltà economiche, per poi estendersi a tutto il Paese con richieste di estromissione delle autorità religiose. Le vittime durante la repressione delle manifestazioni sarebbero circa 545 accertate e altre 580 da accertare, secondo l'ong americana Hrana, quasi 10.700 invece gli arresti. Per le fonti di "Iran International", la televisione iraniana dell'opposizione con sede a Londra, i morti sarebbero invece almeno 2mila. Alcuni video mostrano decine di cadaveri ammassati in strada. La maggior parte delle vittime sono morte colpite dai proiettili sparati dalle forze di sicurezza per placare le proteste. 

Gli Usa pronti ad aiutare il movimento

 Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che il suo Paese era "pronto ad aiutare" il movimento e che l'esercito stava "valutando alcune opzioni molto concrete" nei confronti dell'Iran, aggiungendo: "Faremo una scelta, stiamo valutando la situazione molto seriamente". Da parte sua, Teheran ha risposto che avrebbe reagito a qualsiasi attacco colpendo Israele e le basi Usa nella regione. 

Il blackout

 Intanto nel Paese è in corso da diversi giorni un blackout di Internet, imposto in seguito alle proteste contro il governo, che ostacola le comunicazioni. Domenica è arrivato un nuovo appello ai manifestanti del figlio dell'ex scià Reza Pahlavi, in esilio: "Non abbandonate le strade". E in tutta Europa proseguono i cortei di solidarietà ai manifestanti. 

A Los Angeles un camion contro la folla pro-Iran

 Una persona è stata investita dopo che un camion di un'azienda di noleggio ha travolto la folla durante una protesta a Los Angeles a sostegno dei manifestanti anti-regime in Iran: l'incidente, scrive Fox News, è avvenuto intorno alle 15:30 di domenica. L'uomo investito non ha riportato ferite gravi. L'autista, un uomo adulto, è stato arrestato, come riferiscono le autorità, in attesa di ulteriori indagini. Centinaia di persone si erano radunate nel quartiere di Westwood per una marcia a sostegno dei manifestanti in Iran. 

La contrarietà di Pechino

 La Cina ha espresso la sua piena "contrarietà alle "interferenze straniere" in Iran, sollecitando allo stesso tempo che il Paese possa ritornare a una fase di "pace". La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, dopo che il presidente americano Donald Trump ha riferito che i militari Usa stanno valutando "opzioni molto concrete" contro Teheran, ha aggiunto nel briefing quotidiano che Pechino sollecita "tutte le parti coinvolte a fare più sforzi capaci di portare alla pace e alla stabilità in Medio Oriente".

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