continua il blackout di Internet

Le proteste in Iran proseguite tutta la notte, le Ong parlano di oltre 200 morti, ma per la tv dell'opposizione sarebbero duemila vittime in 48 ore

Proseguono le manifestazioni a Teheran contro il regime degli Ayatollah. Le forze dell'ordine iraniane: "Arresti importanti". Massima allerta in Israele

11 Gen 2026 - 14:58

Proseguono le proteste in Iran. Nella notte di sabato, gli slogan antigovernativi hanno riempito le strade della capitale iraniana Teheran, mentre i manifestanti incitavano al più grande movimento contro la repubblica islamica degli ultimi tre anni, nonostante una repressione forte sotto la copertura di un blackout di Internet, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Afp. Secondo la Ong Human Rights Activists News Agency numero di persone uccise nelle proteste in Iran è quasi raddoppiato in poche ore, passando da 65 morti a oltre 200. Per un totale, stando a quanto riportato da Iran Human Rights, di oltre 200 persone uccise in due settimane di manifestazioni contro il governo. Secondo fonti di "Iran International", la televisione iraniana dell'opposizione con sede a Londra, indicano invece almeno 2mila morti nelle ultime 48 ore. Le fonti dell'emittente hanno descritto episodi di violenza particolarmente intensi a Karaj e nella capitale Teheran, sottolineando che segnalazioni simili stanno emergendo da molte altre localita' del Paese, come le province occidentali di Ilam e Kermanshah. Filmati ottenuti da "Iran International" da Kahrizak, a sud di Teheran, mostrano diversi cadaveri chiusi in sacchi. La maggior parte delle vittime sono morte colpite dai proiettili sparati dalle forze di sicurezza per placare le proteste.

La risposta del regime degli Ayatollah

 L'Iran ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità delle manifestazioni scoppiate due settimane fa nella capitale a causa delle difficoltà economiche e da allora alimentate in tutto il paese con richieste di estromissione delle autorità religiose. Se attaccati, le basi Usa in Medio Oriente saranno considerate obiettivi legittimi. Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, avverte gli Stati Uniti che qualsiasi attacco statunitense porterebbe a una reazione contro Israele e le basi militari statunitensi nella regione, definendole "obiettivi legittimi". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il suo Paese era "pronto ad aiutare" il movimento, dopo aver avvertito che l'Iran era in "grossi guai" per i suoi sforzi nel reprimere le proteste. 

La repressione della polizia e il blocco di Internet

 Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato questa mattina che "il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato" e ha celebrato quelli che ha definito "arresti importanti" sottolineando che "i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati". Comunque sono poche le informazioni verificabili che filtrano dopo il blocco di Internet, con i monitor NetBlocks che mostrano una connettività praticamente nulla da giovedì.

Violenze sulla folla

 La repressione della protesta non porta solo al carcere: diversi manifestanti hanno raccontato alla Cnn che a Teheran sono in corso violenze brutali. All'emittente Usa, una donna ha raccontato di aver visto "corpi ammucchiati l'uno sull'altro" in un ospedale. Secondo due testimoni, poi, venerdì sera le forze di sicurezza avrebbero ucciso "molte persone" con fucili militari. "Purtroppo, potremmo dover accettare la realtà che questo regime non si dimetterà senza l'intervento della forza esterna", ha detto un manifestante alla Cnn. Un'assistente sociale iraniana ha affermato che durante la protesta di venerdì nella capitale iraniana, alla quale ha partecipato, la situazione è degenerata in un "incubo" quando le autorità hanno attaccato i manifestanti. "Proiettili, gas lacrimogeni, qualsiasi cosa vi venga in mente, la sparavano. È stato davvero terrificante". Non solo: una ragazza, secondo il racconto della donna, sarebbe stata colpita al collo con un dispositivo elettrico "fino a farla svenire".

Israele in massima allerta

 Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele. Sabato, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione.